Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

Addio all’ex amaranto Franco Tintisona

di Fabrizio Pucci
Addio all’ex amaranto Franco Tintisona

Livorno, si è spento a 56 anni, aveva giocato come centrocampista nel Livorno di mister Melani  

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La notizia è di quelle che ti lasciano senza respiro perché quando muore un ex giocatore del Livorno la fitta al cuore è molto dolorosa. Dopo una lunga malattia, giovedì sera nella sua abitazione a Siena è spirato Franco Tintisona. Aveva appena 56 anni. Ha indossato la maglia amaranto nella stagione 1990/91 in serie C2 e collezionato 27 presenze condite da tre reti.

GLI INIZI, POI LA TOSCANA. Tintisona era un centrocampista di quantità e di qualità. Cresciuto nelle giovanili della Lazio, nei primi Anni '80 passò al Siena dove conobbe Paolo Stringara di cui è rimasto sempre amico. Un passaggio al Civitavecchia, alla Lodigiani. Il ritorno in bianconero e poi nel ’90 la grande occasione: il Livorno. E che Livorno! Una versione ambiziosa della squadra amaranto, mica costruita per vivacchiare in C2: qui si voleva vincere.

LA STORIA. All'epoca la società amaranto era guidata da Carlo Mantovani, l'uomo del grande bluff. Nell'estate del '90 nulla lasciava presagire il crack di dodici mesi più tardi culminato con la cancellazione dalla C2. Così in previsione del campionato 1990/91 fu allestito uno squadrone senza lesinare risorse economiche. In panchina fu chiamato Renzino Melani, nella speranza che ripetesse la cavalcata del 1983/84. In difesa fu prelevato Da Mommio dal Messina (serie B) e tornò un fedelissimo di Melani: Casarotto. Fu proprio l'allenatore di Fucecchio a chiedere espressamente Tintisona.

CONTESTAZIONE E GOL. L'approccio di Franco con la realtà amaranto non fu soft, come per il resto dei suoi compagni. La squadra sulla carta avrebbe dovuto ammazzare il campionato, ma non riuscì mai a decollare. Stento l'inizio: pari a Tortona in rimonta, poi due 0-0 consecutivi all'Ardenza con Viareggio e Alessandria. Pochi gol subiti, ancora meno segnati e prestazioni incolore. Il 14 ottobre all'Ardenza scende il Poggibonsi che pareggia 1-1. A Piazzale Montello divampa la contestazione. Viene preso di mira proprio Tintisona, autore di una brutta partita. Un 'tifoso' lo schiaffeggia e lui vuole rescindere il contratto e tornare nella sua Siena dalla moglie Maria Luce. Melani e i compagni di squadra lo convincono a restare e una settimana dopo lui si rivela decisivo.
Il Livorno vince il derby di Cecina sul campo dei rossoblu proprio con un colpo di testa vincente di Tintisona. E' un gol particolarmente significativo sul piano umano, tecnico e anche statistico perché gli amaranto non vincevano fuori casa da quasi tre anni: 1-0 a Ospitaletto il 15 novembre 1987.

GLI ANNI SEGUENTI. Nonostante la vittoria di Cecina e il recupero in squadra di Tintisona quel Livorno non sbocciò mai e non fu promosso in C1. Melani fu esonerato e al suo posto a primavera arrivò Miguel Vitulano. Franco Tintisona non lasciò traccia se non sul piano umano. Ragazzo garbato e ben voluto da tutti sarebbe rimasto in amaranto, ma il terremoto che si abbbattè sulla società nel luglio del '91 lo costrinse ad andarsene.
Dopo Livorno è tornato a Siena dove poi si è fermato. Lui, romano di nascita era ormai praticamente un senese di adozione. Era rimasto nel calcio dove ha allenato squadre del comprensorio del Chianti. Lavorava alla sede della Confesercenti di Siena. Lascia la moglie Maria Luce e le figlie Carolina e Caterina. Se n'è andato in punta di piedi, quasi senza disturbare. Con quel garbo – se con garbo si può morire – che lo ha sempre contraddistinto sul campo e nella vita.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web