Gioco
Lemmetti, il cassiere del Seven "venuto su un po' alla volta"
Livorno, dalla giunta Nogarin al Campidoglio alla corte della Raggi : in Toscana sarà ricordato anche per le magliette irriverenti. Come quella in cui prometteva: «Vi stracao sur petto»
LIVORNO. Gli anni della discoteca non l'hanno mai abbandonato, tanto che i suoi detrattori hanno continuato a chiamarlo "il cassiere del Seven Apples", noto locale del lungomare versiliese, invece che assessore al bilancio. Ma a questa cosa Gianni Lemmetti non ci ha dato mai molto peso tanto che nei tre anni trascorsi a Livorno come assessore della giunta a Cinque Stelle è salito alla ribalta delle cronache - tra un provvedimento amministrativo e l'altro - per alcuni atteggiamenti poco convenzionali, a cominciare dalle t-shirt indossate in occasioni ufficiali, come le sedute del consiglio comunale e le conferenze stampa. Quella certamente più famosa, esibita proprio in un incontro con i giornalisti, proponeva una scritta e un disegno stilizzato: con un pizzico di intuito si arrivava a comporre un tipico detto livornese molto scurrile. Gli elementi da mettere insieme erano una scritta e il disegno stilizzato di una cacca. Si pronuncia "vi stracao sur petto" e si traduce in una totale mancanza di considerazione verso gli altri, con l'aggiunta di disprezzo.
Poi ce ne sono state altre, un po' meno volgari ma sempre eccentriche. Ne ricordiamo una completamente nera, con stampata una citazione biblica dal libro del profeta Ezechiele. Capitolo 25 e versetto 17: «Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta». Folgorato sulla via di Damasco, pardon di Livorno? Macché, nessuna conversione religiosa, ma solo un riferimento al cinema di Quentin Tarantino. La citazione biblica - parecchio riveduta e corretta - è la frase che Jules Winnfield, bandito a caccia di una valigetta, pronuncia in "Pulp fiction" come una giaculatoria rituale prima di accoppare le proprie vittime. Tutto questo è stato fatto nell'irriverente Livorno, patria dello sberleffo e del Vernacoliere. Chissà se Gianni Lemmetti riuscirà a convincere il rigido cerimoniale del Campidoglio o se invece, per andare a discutere di tasse e conti con la sindaca Viriginia Raggi, dovrà indossare giacca e camicia. Intanto, ai suoi capelli alla Thor (il mitico personaggio dei fumetti americani Marvel), ha già dato una spuntata.
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Gianni Lemmetti è stato comunque l’uomo più fedele al sindaco nella giunta pentastellata. L’uomo che ha voluto a tutti i costi il concordato preventivo per risanare Aamps (l’azienda di proprietà del Comune che gestisce i rifiuti e che negli anni delle amministrazioni di sinistra aveva accumulato consistenti debiti), anche quando Filippo Nogarin tentennava a favore della ricapitalizzazione. E che per l'Aamps - investita da tre inchieste penali - si è visto notificare un avviso di garanzia, così come è successo anche al sindaco, ai precedenti amministratori del Pd e ai vertici dell'azienda.
Proprio il salvataggio di Aamps – tuttora in corso - che è stato adottato dai vertici nazionali del M5S come modello di buona amministrazione (strano però che proprio a Roma si sia detto no alla stessa procedura per l’Atac, l'azienda di trasporti capitolina…), ha contribuito a far salire vertiginosamente le quotazioni di Gianni Lemmetti al punto da farlo entrare nell’orbita di Virginia Raggi dopo la sfiducia via chat all’assessore Andrea Mazzillo: tre settimane di frenetici contatti e ieri, come aveva già anticipato al Tirreno, è arrivato il sì di Lemmetti alla proposta della sindaca di Roma.
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Un’ascesa veloce quella dell’ormai ex assessore della giunta livornese. «Nato a Pietrasanta nel 1969, residente per anni a Lido di Camaiore. Dopo un po' di tempo all'estero (Est Europa, Marocco) e varie vicissitudini, sono tornato a Viareggio, in Darsena». Ecco come si presentava Gianni Lemmetti il 14 giugno 2012 sul forum dei grillini della Versilia, quando muoveva i suoi primi passi nel mondo a Cinque Stelle. Tra le vicissitudini a cui accennava nel biglietto da visita pubblicato via internet, figurava una vicenda giudiziaria che l'aveva visto coinvolto e da cui era uscito assolto nel gennaio 2012 con la formula "il fatto non sussiste". Bisogna tornare indietro al 2006-2007, quando Lemmetti lavorava appunto come cassiere alla discoteca Seven Apples di Focette: il titolare del locale l'aveva accusato di essersi intascato 1500 euro ma l'accusa risultò infondata e il giudice lo assolse. «A quei tempi lavoravo in discoteca per mantenermi agli studi», spiegò due anni dopo - estate 2014 - quando Filippo Nogarin lo fece entrare nella squadra di governo, scegliendo il suo curriculum tra i circa 900 pervenuti a Palazzo Civico.
Sempre sul forum dei grillini versiliesi, Gianni Lemmetti aveva scritto nel 2012: «Di lavori ne svolgo molti, da dottore commercialista, consulente di organizzazione aziendale, titolare di negozio etc. Le mie competenze, se ci sono, verranno fuori poco alla volta». Cinque anni dopo lo ritroviamo a Roma, in Campidoglio.
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