Il Tirreno

Livorno

La prima in giacca di Lemmetti a Roma: «Mi ha voluto Virginia»

di Federico Lazzotti
La prima in giacca di Lemmetti a Roma: «Mi ha voluto Virginia»

Livorno, incontro con la sindaca Raggi: per il neoassessore della capitale niente t-shirt: "Lasciatemi vedere qualcosa qui prima di parlare"

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INVIATO A ROMA. Arriva? Ma quando? Forse è in quella macchina, no quello è il nuovo amministratore di Atac Paolo Simioni. E quello chi è? L’assessore ai Trasporti. Non è che è passato da uno degli altri quattro ingressi del palazzo? Comunque Virginia Raggi è già tornata da Amatrice e alle 17 ha fissato una riunione con gli altri consiglieri per presentarlo a tutto il gruppo. Ma è partito da Livorno in treno o in macchina? È da solo? Secondo voi che maglietta si metterà? Forse una di Totti. Ma no, stai a vedere che prima di presentarsi in Campidoglio lo portano a via Condotti e gli danno una rinfrescata.

Il tempo davanti a palazzo Senatorio – sede rovente e inaccessibile del Comune di Roma – non si misura in secondi, minuti, ore, ma in turisti. E prima che Gianni Lemmetti da Pietrasanta, sbuchi a piedi, poco dopo le 18, dall’ultima salita che guarda i Fori imperiali, ne sono transitati un’infinità. Al suo fianco c’è il portavoce della sindaca Raggi, Teodoro Fulgione.

Il nuovo assessore al Bilancio del Comune di Roma, il quarto in un anno, cerca di sorridere. Indossa un completo grigio, camicia di una tonalità più chiara e un mocassino nero. E più si avvicina alla colonna che sostiene la scultura della Lupa che allatta Romolo e Remo, più appare sbiadita e lontana la foto del giorno precedente, quando per l’ultimo saluto al Comune di Livorno, è apparso vicino al sindaco Filippo Nogarin in pantaloni corti, scarpe da ginnastica con calzini al polpaccio e una t-shirt nera della saga del Trono di Spade.

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Ad aspettarlo ai piedi delle scale, decine tra giornalisti e cameraman, tanto che per un attimo sembra di stare alla presentazione della nuova punta della Roma e non ad un appuntamento politico. Forse è anche per questo che l’ex cassiere del Seven Apples, arrivato nella Capitale attraverso la prima operazione di mercato politico tra giunte dello stesso colore della storia, quasi si impaurisce e tira dritta accennando appena un saluto. Solo dopo qualche minuto, passato a colloquio con lo staff pentastellato torna fuori per parlare.

«Sono appena arrivato – dice – ho appuntamento con alcuni membri della giunta, devo incontrare la sindaca, fatemi vedere qualcosa prima di parlare. Sono uscito dall’esperienza di Livorno solo ieri perché ho dato le dimissioni e quindi oggi sono qui». Un attimo di pausa poi arriva la domanda su Atac, la municipalizzata dei trasporti che a fine 2015 aveva un buco di quasi 1,4 miliardi di euro, roba che Aamps in confronto è un chiodo lasciato al negozio di alimentari sotto casa. «Se sono qui con la missione di curare il concordato di Atac? Sono stato chiamato per conoscere giunta e consiglieri e mettermi a disposizione della giunta Raggi». È lei – conferma – che lo ha scelto per il dopo Andrea Mazzillo, l’ex fedelissimo, licenziato con un post su Facebook mercoledì, colpevole di certe esternazioni con la stampa che la Raggi non ha gradito.

Lemmetti alla domanda se i Cinque Stelle stiano cercando di esportare il modello Livorno a Roma (concordato preventivo in continuità per le municipalizzate in rosso) per ora non risponde. Ma è ovvio che la scelta della sindaca di portare lui in giunta con la delega più delicata, piazzare Luca Lanzalone alla direzione di Acea, la multiservizi più grande d’Italia, e Fabio Serini, commissario giudiziale di Aamps, al vertice dell’istituto di previdenza dei dipendenti capitolini, qualcosa vorrà pur dire.

Sergio che fa il tassista e alle ultime elezioni ha votato proprio per i Cinque Stelle però non crede che le cose possano cambiare. «Hanno magnato troppo tutti. La Raggi da sola che pole fare? L’unico modo per salvare Roma è mettere un sindaco per ogni Municipio». Eppure il concetto che i pentastellati capitolini vogliono far emergere è quello dell’unità di intenti. Anche per rispondere a chi sostiene che le ultime mosse siano state calate dall’alto, in particolare dalla Casaleggio Associati. Come ripete il capogruppo in consiglio Paolo Ferrara salutando l’arrivo dell’amico Gianni. «Chi parla di maggioranza spaccata è in errore o cerca biecamente di mistificare la realtà. Il gruppo consiliare M5S – aggiunge – è più che mai unito. Così come farà il neo assessore al Bilancio Lemmetti, a cui dò il benvenuto e le cui competenze saranno utilissime per la piena realizzazione di quel progetto politico che i cittadini romani hanno deciso di sposare in sede elettorale. Le magliette? Non è questione di abbigliamento ma di numeri. E lui con quelli ci sa fare».

Finito l’incontro con il gruppo e la sindaca Raggi, Lemmetti ha visitato i suoi nuovi uffici. Dalla finestra deve aver visto il titolo della mostra in corso ai musei capitolini: “La bellezza ritrovata”. Chissà se gli sarà di buon auspicio per sistemare i numeri di Roma.
 

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