Toscana
Negoziante estrae la pistola per difendere una donna
di Gianni Tacchi
L’orologiaio voleva intimorire il marito-aggressore: entrambi denunciati Tempestivo l’intervento della polizia, trovato un arsenale dentro la bottega
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LIVORNO. Offese, spintoni, forse anche schiaffi. Un’aggressione per strada, davanti a decine di persone, da parte di un cittadino straniero di 33 anni nei confronti della moglie, entrambi tunisini. Sarebbe stato questo a far perdere il controllo a un commerciante della zona, l’orologiaio Stefano Russo, che è intervenuto tra i due per difendere la donna. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, arrivata tra gli scali delle Cantine e piazza Garibaldi per calmare gli animi dopo alcune segnalazioni, il commerciante sarebbe uscito dal suo negozio con una pistola e l’avrebbe tirata fuori davanti alla coppia per intimorire l’aggressore, che ha reagito prendendo un sasso e minacciando a sua volta Russo. Dall’arma non è partito alcun colpo, ma i passanti, i residenti e gli altri esercenti della zona sono rimasti comunque sotto choc davanti a quelle scene. E alla fine è stato l’intervento dei poliziotti a riportare la calma dopo qualche minuto di paura e tensione, dopo il quarto d’ora di panico tra le 16,15 e le 16,30 di ieri.
Russo, come spiegano dalla questura, «non ha la licenza di porto d’armi» e in passato «aveva dichiarato di possedere due pistole, comunicando però che le avrebbe tenute altrove rispetto al negozio». E così è finito nei guai, anche perché gli agenti - durante la perquisizione nella sua bottega che si affaccia sugli scali delle Cantine - ne hanno trovate altre quattro (sei in totale) insieme a 280 proiettili. Lo storico commerciante livornese, 53 anni, è stato quindi denunciato per minacce aggravate dall’uso della pistola, porto abusivo di armi, detenzione abusiva di armi, mancata denuncia di armi e mancata comunicazione dell’avvenuto trasferimento del luogo di detenzione delle armi. Per il tunisino, che avrebbe picchiato la moglie nelle vicinanze dell’attività commerciale di Russo, è scattata invece una denuncia per minacce aggravate dall’uso di un sasso preso da terra. Insomma, siamo davanti all’ennesimo episodio di tensione in zona Garibaldi, con conseguenze che stavolta potevano essere tragiche sotto ogni punto di vista.
«Una reazione del genere si può spiegare solo con la paura per le sorti di quella donna», spiegavano ieri pomeriggio i residenti e i commercianti della zona. Fatto sta che Russo non ci avrebbe pensato due volte a prendere la pistola per far capire al tunisino di smetterla, di allontanarsi dalla moglie, di non alzare più le mani nei suoi confronti. È questa la ricostruzione della squadra mobile, che ha seguito il caso e ha già indagato i due protagonisti dell’episodio. Un intervento tempestivo, insomma, e decisivo per calmare gli animi tra due persone che avevano perso il controllo.
Russo, come spiegano dalla questura, «non ha la licenza di porto d’armi» e in passato «aveva dichiarato di possedere due pistole, comunicando però che le avrebbe tenute altrove rispetto al negozio». E così è finito nei guai, anche perché gli agenti - durante la perquisizione nella sua bottega che si affaccia sugli scali delle Cantine - ne hanno trovate altre quattro (sei in totale) insieme a 280 proiettili. Lo storico commerciante livornese, 53 anni, è stato quindi denunciato per minacce aggravate dall’uso della pistola, porto abusivo di armi, detenzione abusiva di armi, mancata denuncia di armi e mancata comunicazione dell’avvenuto trasferimento del luogo di detenzione delle armi. Per il tunisino, che avrebbe picchiato la moglie nelle vicinanze dell’attività commerciale di Russo, è scattata invece una denuncia per minacce aggravate dall’uso di un sasso preso da terra. Insomma, siamo davanti all’ennesimo episodio di tensione in zona Garibaldi, con conseguenze che stavolta potevano essere tragiche sotto ogni punto di vista.
«Una reazione del genere si può spiegare solo con la paura per le sorti di quella donna», spiegavano ieri pomeriggio i residenti e i commercianti della zona. Fatto sta che Russo non ci avrebbe pensato due volte a prendere la pistola per far capire al tunisino di smetterla, di allontanarsi dalla moglie, di non alzare più le mani nei suoi confronti. È questa la ricostruzione della squadra mobile, che ha seguito il caso e ha già indagato i due protagonisti dell’episodio. Un intervento tempestivo, insomma, e decisivo per calmare gli animi tra due persone che avevano perso il controllo.
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