Il Tirreno

Livorno

L'orologiaio: «Quell’uomo poteva uccidere la moglie, ho reagito d'istinto»

Gianni Tacchi
L'orologiaio: «Quell’uomo poteva uccidere la moglie, ho reagito d'istinto»

Livorno, Stefano Russo è il commerciante intervenuto per difendere una donna in zona Garibaldi: «Ho preso la pistola solo quando il marito mi ha minacciato»

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Quell’uomo ha offeso e picchiato la moglie davanti ai loro tre figli, poi lei ha reagito ed è scoppiato il caos. E a un certo punto lui l’ha presa per il collo e l’ha alzata da terra: sembrava che la stesse strozzando, poteva ammazzarla. È per questo che sono intervenuto subito in difesa della donna, ma all’inizio non avevo la pistola. Sono andato nel mio negozio a prenderla solo quando quell’uomo, dopo aver discusso con me in modo molto acceso, si è portato dietro la vecchia edicola di piazza Garibaldi e ha raccattato qualcosa da terra: inizialmente ho pensato a un coltello, poi invece mi hanno detto che era un sasso. Fatto sta che avevo paura e ho reagito di conseguenza, ma avevo inserito la sicura e non avrei mai sparato. Ecco, voglio che questo sia chiaro».

Stefano Russo, l’orologiaio denunciato dopo il caos di mercoledì 23 agosto tra gli scali delle Cantine e piazza Garibaldi, racconta la sua versione dei fatti direttamente in negozio, mentre clienti, amici e conoscenti della zona si affacciano per chiedere cosa sia successo. Sul bancone una copia del Tirreno aperta sulla pagina dedicata all’aggressione fuori dal suo laboratorio, nella testa la voglia di spiegare e di sfogarsi. «Rifarei quasi tutto perché quella donna era in pericolo - aggiunge lo storico commerciante livornese, 53 anni - ho sbagliato solo a prendere la pistola e a uscire per strada con l’arma in mano, ma mi sono sentito minacciato e di conseguenza ho reagito così. Forse esagerando, anzi sicuramente esagerando, però è stato un gesto istintivo per difesa personale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15764056:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/08/23/news/commerciante-estrae-la-pistola-per-difendere-una-donna-aggredita-dal-marito-1.15764056]]

LA DONNA PICCHIATA. Ma come sono andate le cose tra la coppia che stava discutendo in piazza Garibaldi? E quando è intervenuto Russo? Il commerciante, secondo la sua versione, ha «parcheggiato l’auto in piazza Garibaldi intorno alle 16 con l’intenzione di andare ad aprire il negozio», che si affaccia sugli scali delle Cantine. E proprio in quel momento ha visto, dalla parte di piazza della Repubblica, la lite tra i due stranieri, entrambi tunisini. «Inizialmente urlavano, poi è partito qualche schiaffo - spiega l’orologiaio - il problema è che tutto questo è avvenuto davanti ai loro tre figli piccoli: uno era nella carrozzina, un altro per mano alla mamma e il terzo invece quasi sulla strada. A un certo punto i due sembravano essersi calmati definitivamente, ma poi lui l’ha presa per il collo e così sono intervenuto insieme a un passante che poi si è dileguato».

IL CAOS. Russo è andato verso il tunisino, un 33enne poi denunciato per minacce aggravate, e gli ha urlato di smetterla. «Ma lui mi ha offeso e mi è venuto sul muso, così mi sono difeso dandogli due pugni. È a quel punto che quell’uomo è andato alla vecchia edicola per prendere qualcosa, mentre io ho iniziato a correre verso il mio negozio: lui mi ha inseguito con un oggetto in mano, così io sono entrato nella bottega e ho preso una pistola per difendermi. Ero spaventato, sono uscito con l’arma in mano solo per farlo andare via. E alla fine si è allontanato, ma poi è arrivata la polizia e ha portato entrambi in questura».

L’ARSENALE IN NEGOZIO. Il commerciante, che non ha la licenza di porto d’armi, è finito nei guai anche e soprattutto per le sei pistole trovate nel suo laboratorio insieme a 283 munizioni. «Due le avevo denunciate in passato specificando che le avrei tenute nella mia orologeria dell’epoca, quella che gestivo in piazza Garibaldi, ma poi ci siamo trasferiti sugli scali delle Cantine e non ho comunicato il cambio del luogo di detenzione delle armi. E questo è stato il mio primo errore, sinceramente non pensavo che ci fosse bisogno di un’altra dichiarazione». E le altre quattro? «Erano tutte di mio fratello - risponde - e le teneva nella sua orologeria, sempre qui in zona Garibaldi: purtroppo è scomparso nel ’92, venticinque anni fa, e all’epoca presi io quelle pistola, mettendole subito nella mia cassaforte insieme alle due che avevo già. E qui c’è il secondo errore, perché bastava una semplice dichiarazione alle forze dell’ordine per evitare tutti questi guai. Il porto d’armi? Prima ce l’avevo a scopo difensivo, visto che ho sempre lavorato con orologi di valore, ma alla scadenza non l’ho rinnovato: non mi interessava, l’ultima volta che sono andato al poligono è stata quasi trent’anni fa».

LE DENUNCE. L’uscita dal negozio con la pistola in mano e quella sorta di arsenale trovato nel suo laboratorio, dove ripara soprattutto orologi di valore, sono costate una serie di denunce a Stefano Russo: adesso è indagato minacce aggravate dall’uso della pistola, porto abusivo di armi, detenzione abusiva di armi, mancata denuncia di armi e mancata comunicazione dell’avvenuto trasferimento del luogo di detenzione delle armi. «Ho fatto alcuni errori, è vero - evidenzia - ma credo che sia giusto ribadire il motivo per il quale sono intervenuto: ho avuto paura per la vita di quella donna, non potevo restare fermo a guardare. E oggi, pistola in mano a parte, mi comporterei nello stesso modo».
sottolinea anche di «non aver mai visto quella coppia di stranieri» e di «aver agito solo per difendere la donna». Insomma, nessuna esasperazione in una zona comunque piena di episodi del genere, bensì una reazione alle continue minacce del tunisino. «Ma ora - conclude l’orologiaio - voglio chiudere questa brutta storia e tornare a lavorare in tranquillità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web