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«Sono pentito, ho avuto paura per mio figlio»

«Sono pentito, ho avuto paura per mio figlio»

Racconta di essere pentito per quella reazione eccessiva. Dice di aver capito l’errore. E ammette che in quel momento – quando si è trovato faccia a faccia con l’autista dell’autobus che poco prima...

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Racconta di essere pentito per quella reazione eccessiva. Dice di aver capito l’errore. E ammette che in quel momento – quando si è trovato faccia a faccia con l’autista dell’autobus che poco prima gli aveva tagliato la strada – gli «si è chiusa la vena». Ma spiega anche il motivo del suo attimo di follia: aver temuto per la vita del figlio.

Poche ore dopo aver sfondato con un calcio la porta di un bus di linea in piazza della Repubblica, Diego Lunardi, 32 anni, spiega il suo gesto in una lunga lettera in cui ripercorre quello che è accaduto intorno alle 10.

«Ero a metà delle strisce pedonali – racconta – con al seguito un passeggino con dentro mio figlio di 2 anni e tre mesi e un cane bassotto».

Poi – va avanti – «è sbucato l’autobus dalla curva ma invece di fermarsi ha aumentato la velocità rischiando di prenderci e non passando molto lontano. In più fermandosi proprio con la parte posteriore del mezzo sulle strisce. A quel punto – prosegue – ho perso le staffe e sono andato dall’autista a dirgli che non capiva un c.... perché doveva fermarsi. Ma lui mentre gli urlavo non mi guardava nemmeno. Si è girato, mi ha guardato e mi ha detto con aria spavalda: “Buona giornata”, e ha chiuso le porte».

Dal chiarimento, anche duro, il trentaduenne è passato ai fatti.

«Al quel punto – ricorda – ho avuto la reazione di dare due calci alla porta dove si vede prendendo la parte più debole, ho mandato in frantumi il vetro ferendomi alla gamba. Posso dire che ho sbagliato a reagire così, avrei dovuto evitare, ma mi si era “chiusa la vena” davanti a una persona che bastava dicesse scusa, visto che aveva torto. La nuova legge – tiene a sottolineare nella conclusione della lettera – dice chiaramente che quando un pedone si accinge ad attraversare le strisce i mezzi devono subito arrestarsi. Ancor di più visto che ero già in mezzo di strada e che un’auto si era già fermata per farmi passare. La mia reazione è stata sbagliata ma ormai posso farci poco...». (f.l.)

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