Il Tirreno

Livorno

La donna derubata: «È stato un fulmine, ha preso il borsello e mi ha ringraziata»

La donna derubata: «È stato un fulmine, ha preso il borsello e mi ha ringraziata»

Livorno, la testimonianza di Carla, 74 anni, una delle donne vittima dei ladri: «Ho subito bloccato le carte, avessi avuto gambe buone li avrei rincorsi»

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LIVORNO . «Quel ragazzo è stato davvero un fulmine: me lo sono visto accanto mentre ero in auto ferma all’incrocio, mi ha detto: “Scusi signora, un’informazione”. Poi ha aperto lo sportello, ha preso il borsello che avevo sul sedile ed è scappato. Mi pare che mi abbia detto anche grazie...». La signora Carla, 74 anni di energia, è una delle sette donne derubate in auto della propria borsa negli ultimi dieci giorni da una coppia di ladri a bordo di uno Scarabeo Aprilia. «Avessi avuto ancora della gambe buone – va avanti – mi sarei messa ad inseguirlo. Ma quando sono scesa dalla macchina era già salito a bordo del motorino sul quale lo aspettava il complice. Ho anche urlato: “Inseguiteli”, ma ormai era troppo tardi».

Nella lista sulla quale stanno lavorando gli investigatori, il furto subito dalla signora Carla è il numero sette: avvenuto intorno alle 13 di lunedì all’incrocio tra il viale Marconi e via Gori. «Ero andata fare la spesa – ricorda il giorno dopo – tra l’altro non avevo una vera e propria borsa, ma solo un borsello, di quelli da uomo che di solito tengo a tracolla. Dopo aver fatto la spesa ed essere tornata in auto – va avanti – devo aver fatto il gesto automatico di togliermelo e appoggiarlo sul sedile anteriore». Pochi metri dopo i due ladri sono entrati in azione. «Aveva un casco bianco in testa e indossava una maglietta dello stesso colore – ricorda la donna – ho avuto anche il tempo di guardarlo in faccia. L’età? Non proprio un ragazzino, avrà avuto tra i venti e i venticinque anni, un bel viso, anche bene messo. Ah, di una cosa sono sicura: era livornese, l’accento l’ho riconosciuto».

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La vittima ha avuto anche la prontezza di dare un’occhiata al complice che aspettava l’autore materiale del furto in sella a uno Scarabeo Aprilia a pochi metri dall’auto. «Anche lui aveva un casco bianco in testa, ma i lineamenti non sono riuscita a memorizzarli». Subito dopo il furto subito la donna si è presentata alla caserma dei carabinieri per fare denuncia. Prima però ha bloccato le carte di credito, il telefono cellulare e chiamato il fabbro per cambiare le serrature di casa. «Nel borsello – spiega l’automobilista – c’erano solo venti euro in contanti – ma la vera scocciatura è riguarda tutta la parte burocratica per bloccare le carte, il telefono, andare a comprare il nuovo telefono con la denuncia dei carabinieri per avere lo stesso numero».

Poi una riflessione su questa serie di furti che si sono registrati negli ultimi dieci giorni in città. «Colpiscono sempre quando non c’è molta gente in giro – conclude la donna – nel mio caso ad esempio non credo che nessuno si sia accorto di nulla fino a quando non ho urlato».

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di Redazione web