Il Tirreno

Livorno

Il professore con la bandiera fascista su Vinca

Ilaria Bonuccelli
Manfredo Bianchi con la bandiera di Salò sul monte Sagro
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Manfredo Bianchi con la bandiera di Salò sul monte Sagro

Alla vigilia dall’anniversario dell’eccidio posta la foto dalle Apuane e difende il suo gesto con il diritto di opinione. E confonde la libertà di espressione con l'oltraggio alla memoria

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Sale sul monte Sagro, Manfredo Bianchi, e sventola una bandiera. L’ingegnere e professore di scuola superiore a Carrara sventola bandiera di Salò, affacciata su Vinca, Monzone, Equi Terme i paesi dell’eccidio nazi-fascista del 1944. Ci vorrebbe Pietro Calamandrei a commentare il post che pubblica su Facebook. Calamandrei o Primo Levi. Non perché se la meriti il professore che il 29 luglio posta anche il saluto romano per festeggiare il compleanno di Mussolini. La risposta a questo gesto oltraggioso se la meritano le persone che a Bianchi non gliela possono più dare: i 173 assassinati che sono più di 173 nomi su una lapide di marmo.

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Oggi i morti di Vinca siamo noi. Noi siamo la loro voce. Il 24 agosto, il 25 agosto, il 26, il 27 riempiremo i paesi che i nazisti nel 1944 hanno vuotato con l’aiuto dei Repubblichini di Carrara, la Brigata Nera dei Mai morti. Le donne impalate, i bambini e i vecchi trucidati. Bianchi sale sul Sagro e sventola la bandiera di Salò: gli fa eco solo il silenzio dei torturati. Mentre a valle resiste la memoria e il sangue che non si cancella. La memoria e il ricordo dei sopravvissuti: immodificabile. Incontestabile. «Io c’ero, posso testimoniare»: cosa risponde Manfredo Bianchi ai suoi conterranei scampati allo sterminio? Ha il coraggio di sventolare davanti a loro la bandiera di Salò? Probabilmente no.

Assomiglia molto a Kesserling, il professor Bianchi che difende il suo diritto di sventolare la bandiera fascistissima con il diritto di opinione. E confonde la libertà di espressione con il diritto di oltraggiare la memoria. E, infatti, Anpi sostiene che il suo gesto sia un reato (apologia del Fascismo): perciò chiede che il professore venga allontanato dall’istituto per geometri. Ma la scuola ha già esaminato la sua posizione. Ci sono anche sentenze della Corte costituzionale che fanno una distizione fra l’apologia del fascismo (istigare alla ricostituzione del partito) e l’espressione di un’idea (anche politica). Soprattutto se fuori dall’orario di lavoro.

Vede, professore, trova anche chi la difende nella sua posizione. Non la scuola. Ma esponenti di centrodestra: Fdi; perfino il partito di Trump che a Carrara esiste. Proprio come Kesserling quando tornò in Germania, graziato dopo le stragi naziste in Italia. Ed ebbe l’impudenza di dire che avrebbero dovuto erigergli un monumento. Calamandrei glielo dedicò: di parole immortali. Per lei le parole le ha già scritte Primo Levi: «Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo». Lei è libero di ascoltarle oppure no. È sicuramente libero di continuare a dire quello che vuole. Lo può fare grazie a quelli che i nazisti e i fascisti hanno ammazzato in Italia. In Toscana.


 

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