Gioco
«Abusi sessuali sul disabile», fermato un ambulante straniero
Livorno, a denunciare alla polizia la violenza avvenuta in via Goito la madre del ragazzino: in carcere un ventinovenne nigeriano
LIVORNO. Prima i fatti: la mattina di Ferragosto la madre di un ragazzino disabile si è presentata in questura. Agli agenti ha raccontato una bruttissima storia: il giorno precedente il figlio minorenne avrebbe subito degli abusi sessuali mentre camminava nella zona di via Goito, a due passi dal viale Italia. Ad avvicinarlo, mentre passeggiava, un venditore ambulante straniero che poco dopo lo avrebbe convinto o costretto a subire dei palpeggiamenti. Una denuncia che nel giro di poche ore si è trasformata in un fermo grazie all’identikit che la vittima aveva fornito del suo aggressore e da alcuni filmati che gli investigatori sono riusciti ad acquisire. A finire in carcere un ventinovenne nigeriano accusato ora di violenza sessuale aggravata.
La madre del giovane disabile ha anche raccontato come il giorno precedente era venuta a sapere degli abusi: quando il figlio è tornato a casa dopo la passeggiata lo ha trovato scosso, sotto choc, e infine dopo alcune domande le ha raccontato quello che gli era capitato poco prima. Se questi sono i fatti, parallelamente, da due giorni, gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo stanno cercando di verificare il racconto del giovane. Anche perché l’accusa nei confronti dello straniero è pesante e lo stesso indagato, ascoltato sia dalla squadra mobile che dal magistrato, ha negato qualsiasi responsabilità. Ecco perché gli inquirenti vogliono vederci chiaro.
«Nonostante le due versioni così contrastanti – spiega chi indaga – è stato necessario effettuare un fermo di polizia nei confronti dell’indagato». Il motivo? Non avendo un domicilio c’era il reale rischio di un pericolo di fuga del ventinovenne che avrebbe vanificato il lavoro degli investigatori. Ecco spiegata la decisione di trasferirlo nel carcere delle Sughere nel primo pomeriggio di Ferragosto in attesa della convalida, in programma questa mattina, e soprattutto degli sviluppi investigativi.
E proprio da questi dipenderà il futuro dell’inchiesta. Molte le domande che aspettano un risposta. A cominciare dalla dinamica dei fatti. Si è trattato di una violenza sessuale oppure di uno scherzo di cattivo gusto, pesante, deplorevole, ma pur sempre lontano da un abuso sessuale? Un quesito al quale potrebbe rispondere la psicologa che ha ascoltato il giovane disabile e che adesso dovrà dare conto alla Procura di ciò che ha raccolto. Nel frattempo gli inquirenti sono ancora al lavoro per raccogliere elementi e chiarire una volta per tutti ciò che è avvenuto.
***
Ai lettori: la redazione ha interrotto la commentabilità di questo articolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
