Il dolore
Differenziata, ora il problema è la qualità
Dove l’immondizia è raccolta a domicilio la selezione arriva al 74%. Ma non basta pensare alla quantità
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LIVORNO. La raccolta differenziata ha raggiunto a Livorno il 42,2% nell'ultima settimana per la quale l'Aamps ha pubblicato sul proprio profilo Twitter le percentuali registrate (è quella dal 19 al 25 giugno). La cifra indicata vale per l'intera città. Là dove si fa la raccolta porta a porta i rifiuti differenziati, in quello stesso periodo, sono arrivati a un niente dai tre quarti del totale: per l'esattezza stiamo parlando del 74,1%.
Si tratta di una differenza molto significativa dal punto di vista numerico: dà la misura di un grande salto di qualità che sembra a portata di mano, se è vero che Palazzo Civico e l’ex municipalizzata dell’immondizia hanno confermato con gli ultimi provvedimenti l’intenzione di estendere progressivamente il metodo del porta a porta anche ad altri quartieri e, man mano, all’intera città. Ovviamente, con un sogno: quello di riuscire a far fare anche al dato totale cittadino un analogo balzo al di sopra dell’asticella del 70-75%.
Ma guai a pensare che l’aspetto quantitativo possa bastare a risolvere il problema: inutile dire che il porta a porta rappresenta la modalità che consente alla raccolta differenziata di andare al di sopra del 65% rispetto attorno a stndard che per lunghi anni sono stati più o meno fra 35 el 40%.
Però, come spiega il sito web specializzato Greenreport in recenti dossier su questo genere di problemi, la quantità è solo la prima metà del problema, e forse anche meno. L’aspetto chiave è la qualità della differenziazione dei rifiuti: a dar rfetta al grido d’allarme che arriva da operatori del settore su scala regionale, i conferimenti sbagliati superano quelli coretti (circa 55% contro 45%). Colpa dei cittadini che se ne infischiano? In parte sì. Colpa della difficoltà di sapere sempre e comunque dove mettere qualsiasi tipo di scarto? Certo, se pensiamo che mesi fa al quartioer generale dell’Aamps è stato chiesto dove doveva essere conferito un cobra. Colpa della mancanza di informazione? colpa delle imprese del settore che non si “arrangiano” abbastanza a trovare nuove modalità di selezione? Fatto sta che adesso la sfida è migliorare la qualità, altrimenti non si innesca il riciclo e la differenziata diventa solo un costo extra e una scocciatura in più.
Mauro Zucchelli
Si tratta di una differenza molto significativa dal punto di vista numerico: dà la misura di un grande salto di qualità che sembra a portata di mano, se è vero che Palazzo Civico e l’ex municipalizzata dell’immondizia hanno confermato con gli ultimi provvedimenti l’intenzione di estendere progressivamente il metodo del porta a porta anche ad altri quartieri e, man mano, all’intera città. Ovviamente, con un sogno: quello di riuscire a far fare anche al dato totale cittadino un analogo balzo al di sopra dell’asticella del 70-75%.
Ma guai a pensare che l’aspetto quantitativo possa bastare a risolvere il problema: inutile dire che il porta a porta rappresenta la modalità che consente alla raccolta differenziata di andare al di sopra del 65% rispetto attorno a stndard che per lunghi anni sono stati più o meno fra 35 el 40%.
Però, come spiega il sito web specializzato Greenreport in recenti dossier su questo genere di problemi, la quantità è solo la prima metà del problema, e forse anche meno. L’aspetto chiave è la qualità della differenziazione dei rifiuti: a dar rfetta al grido d’allarme che arriva da operatori del settore su scala regionale, i conferimenti sbagliati superano quelli coretti (circa 55% contro 45%). Colpa dei cittadini che se ne infischiano? In parte sì. Colpa della difficoltà di sapere sempre e comunque dove mettere qualsiasi tipo di scarto? Certo, se pensiamo che mesi fa al quartioer generale dell’Aamps è stato chiesto dove doveva essere conferito un cobra. Colpa della mancanza di informazione? colpa delle imprese del settore che non si “arrangiano” abbastanza a trovare nuove modalità di selezione? Fatto sta che adesso la sfida è migliorare la qualità, altrimenti non si innesca il riciclo e la differenziata diventa solo un costo extra e una scocciatura in più.
Mauro Zucchelli
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