Gioco
Pronti all’intervento nonostante il ponte (purché non sia luce)
di Alfredo Faetti
Il Tirreno ha contattato i servizi pubblici alla vigilia di Ferragosto Risposte tempestive per emergenze e utenze, eccetto l’elettricità
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LIVORNO. Tuu, tuu, sì pronto. Sono al massimo due squilli, poi il centralino o l’operatore di turno risponde tempestivamente, anche se, come tutti, starà guardando l’orologio pronto a staccare e godersi anche lui Ferragosto.
A Livorno, alla vigilia, uffici pubblici, partecipate, servizi sanitari e così via non mancano di dare il loro supporto telefonico, fatta qualche eccezione: i cimiteri e la municipale, ad esempio, che dopo decine di squilli non hanno risposto.
Ma a questi va concesso il beneficio del dubbio, perché in questi uffici magari il telefono è uno solo e l’impiegato di turno poteva essere affaccendato in qualche altro compito. Altra eccezione, poi, è l’elettricità, perché sia Enel sia Elettri Fer (la ditta che ha l’appalto per l’illuminazione pubblica cittadina) non è così semplice parlare.
Guasto elettrico
Partiamo da qui e mettiamoci nei panni di un cittadino che si trova di fronte a un guasto elettrico. Se ci inciampa per strada (mettiamo nota dei lampioni spenti) c’è poco da fare: al numero di Elettri Fer, dopo quattro squilli, parte la segreteria telefonica: «Siamo momentaneamente chiusi, lasciate un messaggio». E arrivederci.
Se invece il guasto è in casa, si dovrà aspettare un bel po’ prima che gli venga suggerita una soluzione: non perché il telefono squilli a vuoto, ma perché il messaggio registrato tiene il cittadino alla cornetta per almeno un minuto prima di chiedere i dati relativa alla propria utenza. Per la soluzione pratica, poi, c’è da completare l’intera procedura. Un servizio standard questo: se si chiede di parlare con un operatore, bastano due squilli e sarete in linea.
Utenze e servizi sanitari
Il tête-à-tête con la voce robotica registrata capita anche per tutti quei servizi che hanno un centro nazionale da cui vengono diramate le chiamate. Il Cup dell’ospedale, ad esempio, a cui l’operatore risponde al primo squillo dopo un minuto di registrazione. Una tempestività che riguarda tutto il settore sanitario labronico: anche la guardia medica, infatti, alza la cornetta dopo appena uno squillo. E lo stesso vale anche per quelle partecipate che hanno in mano le utenze dei livornesi, come acqua, gas e raccolta rifiuti.
L’operatore Asa - anche qui dopo una ventina di secondi di registrazione - si rende disponibile dopo il primo squillo e lo stesso fa quello di Aamps - dopo gli ormai classici dieci secondi di voce robotica - pronto a dare informazioni utili sul ritiro di rifiuti più o meno ingombranti, fermo restando che oggi il servizio è sospeso per Ferragosto.
Emergenze, uffici, soldi
Una attività altalenante è stata riscontrata chiamando gli uffici di Comune e Provincia. L’Urp del municipio risponde dopo tre squilli, quello della Provincia invece, dopo cinque, fa partire una registrazione che informa che l’ente è chiuso. Restando poi nel mondo del terziario, gli operatori si dimostrano rapidi e disponibili anche in altri ambiti. L’Ufficio turistico, ad esempio, risponde subito. Qui però gioca il momento: se chiamate quando è appena entrato un gruppo di croceristi, beh, mettetevi comodi e aspettate il vostro turno.
Altro caso, potremmo dire “estremo” visto il periodo, è quello in cui un cittadino può avere a che fare con i conti o beghe burocratiche legate alle proprie finanze. Se il caso avesse riguardato un negoziante allora potevamo parlare di lieto fine, perché la Camera di Commercio ha risposto dopo due squilli. Se invece fosse stato il contribuente ad aver avuto bisogno di aiuto, il caso sarebbe stato più spinoso: l’Agenzia delle Entrate ha fatto squillare il telefono ventinove volte senza poi rispondere. Stesso esito, cambiando settore, è stato riscontrato chiamando la polizia municipale, che ha fatto squillare il telefono a vuoto tredici volte. Gli altri numeri per le emergenze, dalla Capitaneria di porto alla Protezione civile, invece, al secondo già rispondeva lesto l’operatore.
Cimiteri
Gli ultimi a non rispondere, infine, sono stati i cimiteri: quello dei Lupi prima e quello dell’Ardenza poi. Ma era passato appena un quarto d’ora dall’apertura pomeridiana. Forse era troppo presto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A Livorno, alla vigilia, uffici pubblici, partecipate, servizi sanitari e così via non mancano di dare il loro supporto telefonico, fatta qualche eccezione: i cimiteri e la municipale, ad esempio, che dopo decine di squilli non hanno risposto.
Ma a questi va concesso il beneficio del dubbio, perché in questi uffici magari il telefono è uno solo e l’impiegato di turno poteva essere affaccendato in qualche altro compito. Altra eccezione, poi, è l’elettricità, perché sia Enel sia Elettri Fer (la ditta che ha l’appalto per l’illuminazione pubblica cittadina) non è così semplice parlare.
Guasto elettrico
Partiamo da qui e mettiamoci nei panni di un cittadino che si trova di fronte a un guasto elettrico. Se ci inciampa per strada (mettiamo nota dei lampioni spenti) c’è poco da fare: al numero di Elettri Fer, dopo quattro squilli, parte la segreteria telefonica: «Siamo momentaneamente chiusi, lasciate un messaggio». E arrivederci.
Se invece il guasto è in casa, si dovrà aspettare un bel po’ prima che gli venga suggerita una soluzione: non perché il telefono squilli a vuoto, ma perché il messaggio registrato tiene il cittadino alla cornetta per almeno un minuto prima di chiedere i dati relativa alla propria utenza. Per la soluzione pratica, poi, c’è da completare l’intera procedura. Un servizio standard questo: se si chiede di parlare con un operatore, bastano due squilli e sarete in linea.
Utenze e servizi sanitari
Il tête-à-tête con la voce robotica registrata capita anche per tutti quei servizi che hanno un centro nazionale da cui vengono diramate le chiamate. Il Cup dell’ospedale, ad esempio, a cui l’operatore risponde al primo squillo dopo un minuto di registrazione. Una tempestività che riguarda tutto il settore sanitario labronico: anche la guardia medica, infatti, alza la cornetta dopo appena uno squillo. E lo stesso vale anche per quelle partecipate che hanno in mano le utenze dei livornesi, come acqua, gas e raccolta rifiuti.
L’operatore Asa - anche qui dopo una ventina di secondi di registrazione - si rende disponibile dopo il primo squillo e lo stesso fa quello di Aamps - dopo gli ormai classici dieci secondi di voce robotica - pronto a dare informazioni utili sul ritiro di rifiuti più o meno ingombranti, fermo restando che oggi il servizio è sospeso per Ferragosto.
Emergenze, uffici, soldi
Una attività altalenante è stata riscontrata chiamando gli uffici di Comune e Provincia. L’Urp del municipio risponde dopo tre squilli, quello della Provincia invece, dopo cinque, fa partire una registrazione che informa che l’ente è chiuso. Restando poi nel mondo del terziario, gli operatori si dimostrano rapidi e disponibili anche in altri ambiti. L’Ufficio turistico, ad esempio, risponde subito. Qui però gioca il momento: se chiamate quando è appena entrato un gruppo di croceristi, beh, mettetevi comodi e aspettate il vostro turno.
Altro caso, potremmo dire “estremo” visto il periodo, è quello in cui un cittadino può avere a che fare con i conti o beghe burocratiche legate alle proprie finanze. Se il caso avesse riguardato un negoziante allora potevamo parlare di lieto fine, perché la Camera di Commercio ha risposto dopo due squilli. Se invece fosse stato il contribuente ad aver avuto bisogno di aiuto, il caso sarebbe stato più spinoso: l’Agenzia delle Entrate ha fatto squillare il telefono ventinove volte senza poi rispondere. Stesso esito, cambiando settore, è stato riscontrato chiamando la polizia municipale, che ha fatto squillare il telefono a vuoto tredici volte. Gli altri numeri per le emergenze, dalla Capitaneria di porto alla Protezione civile, invece, al secondo già rispondeva lesto l’operatore.
Cimiteri
Gli ultimi a non rispondere, infine, sono stati i cimiteri: quello dei Lupi prima e quello dell’Ardenza poi. Ma era passato appena un quarto d’ora dall’apertura pomeridiana. Forse era troppo presto.
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