La manifestazione
Spunta l’erede delle vecchie bilance
Erano in via Grande e sono state portate a Lucca. «Un po’ mi è dispiaciuto»
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LIVORNO. Il Comune stava per farle portare via come rifiuti dall’Aamps. Perché se ne stavano letteralmente incatenate alle colonne di via Grande da anni, da generazioni, un po’ annerite dalla pipì dei cani un po’ dallo smog. Dagli uffici di Palazzo Civico dicevano di non sapere più chi fosse il proprietario. O i proprietari. E in tempi di rivoluzione dell’occupazione del suolo pubblico – con le nuove regole scritte per bar, gelaterie e ristoranti – avevano deciso di dare il buon esempio in materia di decoro.
«Abbiamo contattato l’Aamps – era stato così annunciato al Tirreno – faremo portare via tutto». Alla fine le quattro bilancione blu – un po’ ingombranti cimeli d’altri tempi, un po’ affettuose presenze dal fascino pop – dai portici di via Grande sono sparite davvero. Ma perché nel frattempo è saltato fuori il proprietario. L’erede.
Il Signore delle Bilance si chiama Pietro Roberto Giorgi, ha 75 anni, vive a Lucca e gestisce altre bilance pesapersone in giro per la Toscana. È l’erede della novantenne Imogene Faini, che è deceduta alcuni anni fa e che a suo tempo ha aperto la prima pratica in municipio. Di quella pratica, di quella storia, in Comune sembravano aver perso le tracce. Anche perché da anni non risultano più pagamenti del suolo pubblico. Ma Giorgi è perfettamente in regola. E quando, con un bel po’ di stupore, ha scoperto dal Tirreno che le sue bilance sarebbero state rimosse, è salito sul furgone e all’alba di un lunedì mattina ha tagliato dopo mezzo secolo le catene.
«Un amico di Livorno – racconta – ha letto il giornale e mi ha chiamato per dirmi che il Comune avrebbe fatto rottamare le bilance. Nessuno mi aveva avvisato, rischiavano di essere danneggiate, così sono partito e alle sei del mattino, prima che in via Grande ci fosse troppo traffico, le ho tolte». «Mi dispiace – alza le spalle – perché c’erano da una vita, da più di quarant’anni. La prima pratica fu aperta da mia madre. Se il Comune ha deciso che andavano tolte per motivi di decoro va bene, abbiamo preferito toglierle direttamente noi. Ma non è certo spostando le bilance che si risolve il problema della pipì dei cani e del decoro...». «Le nostre bilance – rivendica – sono sempre state funzionanti, tenute in modo più decoroso possibile. Il problema è che i portici di via Grande sono il “bagno” dei cani, e non solo: l’urina si vede anche alla colonne vuote, ogni due anni dovevamo cambiare la base perché veniva corrosa...».
Oggi le giurassiche bilance sono tutte e quattro in un magazzino a Lucca, dove siamo andati a fotografarle. «Il rendimento era scarso, ma non pagando il suolo pubblico...», dice il proprietario.
Ma come è possibile che per il Comune la loro proprietà fosse diventata un giallo? Neanche Giorgi sa spiegarselo. Un punto però lo chiarisce: «Abbiamo sempre pagato fino al 2000 o giù di lì. Poi siamo andati in municipio con l’intenzione di togliere le bilance perché il suolo ci stava venendo a costare più di quanto rendevano. A quel punto ci fu spiegato che con la nuova legge avremmo potuto smettere di pagare perché le bilance occupano meno di mezzo metro quadro». La ditta quindi non deve niente al Comune. E intanto le bilance restano tutte in fila in un magazzino. Forse aspettando nuovi portici. Nuove avventure.
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Abbiamo contattato l’Aamps – era stato così annunciato al Tirreno – faremo portare via tutto». Alla fine le quattro bilancione blu – un po’ ingombranti cimeli d’altri tempi, un po’ affettuose presenze dal fascino pop – dai portici di via Grande sono sparite davvero. Ma perché nel frattempo è saltato fuori il proprietario. L’erede.
Il Signore delle Bilance si chiama Pietro Roberto Giorgi, ha 75 anni, vive a Lucca e gestisce altre bilance pesapersone in giro per la Toscana. È l’erede della novantenne Imogene Faini, che è deceduta alcuni anni fa e che a suo tempo ha aperto la prima pratica in municipio. Di quella pratica, di quella storia, in Comune sembravano aver perso le tracce. Anche perché da anni non risultano più pagamenti del suolo pubblico. Ma Giorgi è perfettamente in regola. E quando, con un bel po’ di stupore, ha scoperto dal Tirreno che le sue bilance sarebbero state rimosse, è salito sul furgone e all’alba di un lunedì mattina ha tagliato dopo mezzo secolo le catene.
«Un amico di Livorno – racconta – ha letto il giornale e mi ha chiamato per dirmi che il Comune avrebbe fatto rottamare le bilance. Nessuno mi aveva avvisato, rischiavano di essere danneggiate, così sono partito e alle sei del mattino, prima che in via Grande ci fosse troppo traffico, le ho tolte». «Mi dispiace – alza le spalle – perché c’erano da una vita, da più di quarant’anni. La prima pratica fu aperta da mia madre. Se il Comune ha deciso che andavano tolte per motivi di decoro va bene, abbiamo preferito toglierle direttamente noi. Ma non è certo spostando le bilance che si risolve il problema della pipì dei cani e del decoro...». «Le nostre bilance – rivendica – sono sempre state funzionanti, tenute in modo più decoroso possibile. Il problema è che i portici di via Grande sono il “bagno” dei cani, e non solo: l’urina si vede anche alla colonne vuote, ogni due anni dovevamo cambiare la base perché veniva corrosa...».
Oggi le giurassiche bilance sono tutte e quattro in un magazzino a Lucca, dove siamo andati a fotografarle. «Il rendimento era scarso, ma non pagando il suolo pubblico...», dice il proprietario.
Ma come è possibile che per il Comune la loro proprietà fosse diventata un giallo? Neanche Giorgi sa spiegarselo. Un punto però lo chiarisce: «Abbiamo sempre pagato fino al 2000 o giù di lì. Poi siamo andati in municipio con l’intenzione di togliere le bilance perché il suolo ci stava venendo a costare più di quanto rendevano. A quel punto ci fu spiegato che con la nuova legge avremmo potuto smettere di pagare perché le bilance occupano meno di mezzo metro quadro». La ditta quindi non deve niente al Comune. E intanto le bilance restano tutte in fila in un magazzino. Forse aspettando nuovi portici. Nuove avventure.
Juna Goti
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