Gioco
Ex Atl, gli occupanti contro lo sgombero
Livorno, dentro sono in 70: «Non vogliamo essere dimenticati»
LIVORNO. «Non possono mandarci via da qui senza darci prima una soluzione. Noi vogliamo una risposta per risolvere il problema. Non sappiamo dove andare e se ci sgomberano, finiamo in mezzo alla strada». Massimo è solo uno dei circa 70 occupanti dell’ex deposito Atl in via Mayer.
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Il 25 aprile 2016 qualcuno riuscì a sfondare i cancelli permettendo a molti senza casa di trovare riparo negli ex uffici dell’azienda di trasporti livornese. «Oggi siamo una ventina di famiglie e viviamo nei vecchi uffici che sono stati riadattati ad abitazioni, con posti letti e angoli cucina improvvisati. Siamo quasi tutti italiani e livornesi. Solamente quattro nuclei familiari non hanno la residenza a Livorno. La soluzione devono trovarla prima di mandarci via, non dopo. Altrimenti verremo dimenticati».
Si è tenuta un’assemblea pubblica nel piazzale dove un tempo si fermavano gli autobus. All’unanimità gli occupanti e i membri del sindacato Asia Usb hanno chiesto che il Comune faccia marcia indietro sulla sua decisione di sgomberare l’edificio. «Possiamo dire cosa vogliamo – ha spiegato Giovanni Ceraolo del sindacato – ma tutti sanno che per vivere in modo dignitoso, al giorno d’oggi, è necessario un lavoro fisso. Chi vive qui lo fa perché non ha altre alternative, queste non sono case ma ex uffici. Le occupazioni sono l’unico mezzo che queste persone hanno per ridare dignità alla propria vita».
Però, allo stesso modo, non è dignitoso lasciare che così tante persone vivano in un ex deposito di autobus. «Nessuno dice che dobbiamo lottare per difendere queste quattro mura a tutti i costi. Ma il Comune deve garantire una soluzione differente per tutte le famiglie che ne hanno i requisiti, invece sembra che voglia dare un segnale all’elettorato di destra e al Pd, portando avanti questa assurda politica di sgomberi. E se questa sarà la loro volontà, noi non faremo mai un passo indietro. Anche perché a settembre ripartiranno gli sfratti e la situazione si farà ancor più insostenibile». C’è da dire, poi, che i “posti” in via Mayer sono tutti esauriti e non può entrarci nessuno. «La situazione – continua Ceraolo – è simile all’asilo in via Cambini (dove abitano otto famiglie,
ndr) ed è per questo che vogliamo al più presto un incontro con l’amministrazione. Dobbiamo trovare un’alternativa allo sfratto. Il deposito Atl e l’asilo sono due strutture pubbliche che potrebbero essere adibite a scopi di utilità sociale, come l’ospitalità di chi non può permettersi una casa. Oggi va di moda colpire i poveri e non la povertà». A parlare in assemblea, poi, è stato Fabio Conti che un anno fa ha perso la casa e che in seguito è entrato a far parte di Asia. «In giro c’è solo tanta ipocrisia. Il Comune prima sgombera le case e non ci ascolta, poi però alla gente che non sa dove andare e si rivolge agli uffici comunali, viene detto di contattare Asia». Prima di chiudere l’assemblea, occupanti e sindacati hanno voluto mandare un saluto a
Marcella Ribechini, la donna che è rimasta ustionata nell’incendio della torre della Cigna. «Metteremo presto in sicurezza tutte le abitazioni occupate – ha chiuso Conti – dotandole di un adeguato impianto antincendio ed eliminando le bombole a gas all’aperto».
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