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Disoccupati occupano il bacino «Una soluzione al più presto»

Disoccupati occupano il bacino «Una soluzione al più presto»

LIVORNO. «Indipendentemente da chi vincerà, è scandaloso che la gara dei bacini non sia ancora partita. Questo immobilismo deve finire, la nave Urania dev'essere tolta il prima possibile, in ballo ci...

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LIVORNO. «Indipendentemente da chi vincerà, è scandaloso che la gara dei bacini non sia ancora partita. Questo immobilismo deve finire, la nave Urania dev'essere tolta il prima possibile, in ballo ci sono tanti posti di lavoro». Un gruppo di disoccupati è entrato ieri mattina al cantiere per mantenere accesi i riflettori sulla situazione. I manifestanti – di ex Trw, Mtm, ex People Care e varie altre ditte – sono arrivati fino al bacino galleggiante per un'azione dimostrativa che è durata circa un'ora. «Era il 27 agosto 2015 – hanno spiegato con una nota da Usb – e Gabriele Petrone, operaio di una ditta esterna, moriva nel bacino Mediterraneo mentre lavorava sulla nave Urania. Dopo un anno e mezzo, lo scorso 27 marzo, i bacini sono stati dissequestrati ma la nave è sempre lì. E ci pare che al momento non ci siano nemmeno responsabili individuati dalla magistratura per la morte dell’operaio. Non vogliamo entrare nei dettagli del bando per i bacini, ci sono già comitati qualificati, esperti che si sono mossi perché queste aree possano rilanciare il lavoro. Ma la questione Urania è l’ennesima prova di una classe dirigente che non si prende responsabilità e che vive in un’eterna promessa che si trasforma in eterno rimando». Il gesto è stato anche un modo per parlare di ammortizzatori. «In questi mesi abbiamo sentito dei 500 euro di Poletti per i disoccupati, dei 30 milioni per la formazione, poi dell’assegno di ricollocamento per chi aveva esaurito Naspi e mobilità. Ma tutto oggi è oggetto di un ping pong di responsabilità in cui le uniche vittime sono i 26mila livornesi iscritti ai centri per l’impiego e gli oltre 11mila che hanno perso il lavoro in tutta la provincia».

Nicolò Cecioni

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