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sos dagli appassionati del mare
«Reti fantasma sul corallo» L’appello per Calafuria
LIVORNO. È un nuovo accorato appello a intervenire quello che arriva dal fronte ecologista e dagli appassionati del mare – molti sono sub esperti – che in questi giorni hanno trovato nuove reti...
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LIVORNO. È un nuovo accorato appello a intervenire quello che arriva dal fronte ecologista e dagli appassionati del mare – molti sono sub esperti – che in questi giorni hanno trovato nuove reti fantasma che minacciano i coralli di Calafuria.
«Questa – scriveva ieri l’ex consigliere regionale Mario Lupi, ecologista da sempre – potrebbe essere un’altra giornata indimenticabile per il possibile e irreversibile danno che potrà essere causato al corallo rosso e alle Gorgonie della zona denominata dal Tirreno “il miglio magico di Calafuria” ...».
Cosa è accaduto lo raccontano post, foto e video, pubblicati sul gruppo Facebook “Salviamo il corallo di Calafuria”. «Sul punto delle Gorgonie – spiega la guida subacquea Jordan Tangheroni – c'è una grande rete da pesca bianca calata. Passa precisamente sul secondo canale e va giù fino ai -35 metri seguendo la parete delle gorgonie verso sud. Il segnale galleggiante (la bandiera nera) posta di fronte al Sassoscritto è l'inizio della rete». Che «ahimè è stesa sulle Gorgonie in malo modo».
Letizia Marini (Gal) pubblica un video di qualche giorno fa. «Rieccoci a segnalare – scrive – perché al di là di tutti i bei discorsi, delle polemiche e dei sogni, Calafuria richiede interventi mirati a tutelarla, proteggerla e preservarla. In attesa di sviluppi di progetti più strutturati che richiederanno riunioni e tavoli tecnici. Ricordiamo che le reti fantasma rimangono in loco e quando finiranno di uccidere i pesci soffocheranno il substrato. Speriamo che venga organizzata a breve la loro rimozione».
«Spero di poter sensibilizzare le autorità, le istituzioni, la politica, i livornesi che amano il proprio mare – è il commento di Lupi – non possiamo essere silenziosi e impotenti di fronte a questo scempio, occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità e quantomeno contribuisca a risolvere questa annosa questione».
L’appello lanciato dai professionisti che ogni giorno si immergono davanti alla costa, riapre il dibattito sulle potenzialità del nostro mare anche in chiave turistica.
Lupi, ad esempio, propone un «Sic (sito di interesse comunitario) dove sia possibile promuovere quello sviluppo sostenibile (come le escursioni subacquee), che non convive con la pesca al tramaglio e la pesca con la fiocina».
(j.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Questa – scriveva ieri l’ex consigliere regionale Mario Lupi, ecologista da sempre – potrebbe essere un’altra giornata indimenticabile per il possibile e irreversibile danno che potrà essere causato al corallo rosso e alle Gorgonie della zona denominata dal Tirreno “il miglio magico di Calafuria” ...».
Cosa è accaduto lo raccontano post, foto e video, pubblicati sul gruppo Facebook “Salviamo il corallo di Calafuria”. «Sul punto delle Gorgonie – spiega la guida subacquea Jordan Tangheroni – c'è una grande rete da pesca bianca calata. Passa precisamente sul secondo canale e va giù fino ai -35 metri seguendo la parete delle gorgonie verso sud. Il segnale galleggiante (la bandiera nera) posta di fronte al Sassoscritto è l'inizio della rete». Che «ahimè è stesa sulle Gorgonie in malo modo».
Letizia Marini (Gal) pubblica un video di qualche giorno fa. «Rieccoci a segnalare – scrive – perché al di là di tutti i bei discorsi, delle polemiche e dei sogni, Calafuria richiede interventi mirati a tutelarla, proteggerla e preservarla. In attesa di sviluppi di progetti più strutturati che richiederanno riunioni e tavoli tecnici. Ricordiamo che le reti fantasma rimangono in loco e quando finiranno di uccidere i pesci soffocheranno il substrato. Speriamo che venga organizzata a breve la loro rimozione».
«Spero di poter sensibilizzare le autorità, le istituzioni, la politica, i livornesi che amano il proprio mare – è il commento di Lupi – non possiamo essere silenziosi e impotenti di fronte a questo scempio, occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità e quantomeno contribuisca a risolvere questa annosa questione».
L’appello lanciato dai professionisti che ogni giorno si immergono davanti alla costa, riapre il dibattito sulle potenzialità del nostro mare anche in chiave turistica.
Lupi, ad esempio, propone un «Sic (sito di interesse comunitario) dove sia possibile promuovere quello sviluppo sostenibile (come le escursioni subacquee), che non convive con la pesca al tramaglio e la pesca con la fiocina».
(j.g.)
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