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Il Comune: nuove sistemazioni prima degli sgomberi

Alfredo Faetti
Il Comune: nuove sistemazioni prima degli sgomberi

L'obiettivo è trovare soluzioni alternative per liberare gli immobili occupati Asia Usb convoca un’assemblea cittadina: «Discutiamo assieme dell’emergenza»

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LIVORNO. L’annuncio da una parte, la strategia dall’altra. Il primo è legato al prossimo sgombero degli occupanti (una trentina di famiglie in tutto) dagli edifici che un tempo ospitavano l’Atl (in via Meyer) e l’asilo Chayes (in via Cambini); la strategia, poi, prevede la ricerca di nuove sistemazioni prima di dare costringere queste persone a lasciare i loro alloggi attuali. Una sorta di “paracadute”. Ecco cosa vuol fare il Comune: essere certo di avere un nuovo tetto da offrire alle famiglie prima di farle sgomberare. Un’impresa per niente semplice, ma comunque avviata attraverso gli uffici del municipio. Il sindacato Asia Usb dal canto suo non si fida molto dell’amministrazione e la invita a partecipare a un’assemblea cittadina che sarà organizzata domani pomeriggio proprio nel parcheggio ex Atl. Dove trovare però queste sistemazioni d’emergenza? Nei nuovi alloggi annunciati dall’assessora Ina Dhimgjini a primavera, che verranno realizzati tra Shangai e Corea? Forse. Ritenuti «una boccata d’ossigeno» negli ambienti dell’amministrazione, questi alloggi dovrebbero vedere la luce tra settembre e ottobre, utilizzabili da subito. Potrebbe essere dunque questa una soluzione, anche se la coda per l’edilizia popolare è piuttosto lunga. Da due anni a questa parte poi - proposte dalla stessa assessora - si è parlato anche delle abitazioni volano: edifici in legno che permettono di attenuare situazioni simili. A Firenze, ad esempio, sono stati costruiti quasi duecento di questi edifici, ma a Livorno sarà difficile vederli. Nelle idee del sindaco Filippo Nogarin, che è tornato a parlarne nei giorni dopo l’incendio alla Torre della Cigna, un’abitazione volano qui potrebbe consistere in un edificio già esistente ma inutilizzato, in cui accogliere provvisoriamente le famiglie sfrattate prima di trovare loro una sistemazione migliore. Su questo versante, però, una discussione vera e propria non è ancora iniziata. Quindi, il paracadute va cercato altrove.

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«Ci chiediamo quale sia il vero significato di uno sgombero da parte, non di un proprietario privato, ma dello stesso comune», commenta dal canto suo l’Asia Usb, che si occupa delle famiglie all’ex Atl. «Nel caso in cui ci fossero delle garanzie per i nuclei residenti che vivono all'interno della struttura non ci sarebbe assolutamente bisogno di uno sgombero coatto con l'utilizzo della forza pubblica: sono tutti disposti a lasciare la struttura - continua la nota del sindacato - Non più tardi di 15 giorni fa abbiamo richiesto un incontro all'assessore al sociale per affrontare questo punto. Per ora nessuna risposta. Il dubbio legittimo è che il Comune non sia effettivamente intenzionato a garantire la sistemazione delle famiglie ma voglia, appunto, dare una dimostrazione muscolare a distanza di pochi giorni dal tragico incendio della Torre della Cigna». Ma la volontà vuole essere costruttiva, dicono dall’Asia Usb, e per questo è stata organizzata per domani alle 18.30 nell’ex deposito Atl un’assemblea cittadina per discutere ad ampio raggio dell’emergenza lavorativa a Livorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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