Toscana
Dieci anni fa la tragedia dei bambini rom a Pian di Rota
Il 10 agosto 2007 persero la vita nel rogo della loro baracca: commemorazione al cimitero dei Lupi per ricordare la tragedia
LIVORNO. L’immagine che emerse dopo le perizie fu quella di Eva, la più grande con i suoi 10 anni, che tentò di proteggere i fratellini e la sorellina (Danchiu, Lenuca e Nengi) dalle fiamme, stringendoli in un abbraccio. I loro piccoli corpi carbonizzati vennero ritrovati così, nei resti di quella che era la baracca di famiglia, arrangiata sotto al cavalcavia di Pian di Rota. Sono passati dieci anni da quell’incendio che Livorno non potrà mai scordare, in cui persero la vita quattro bambini d’origine rom. Era la notte tra il 10 e 11 agosto 2007 e perché la tragedia non scivoli nel dimenticatoio l’amministrazione comunale ha organizzato una cerimonia commemorativa.
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«Dieci anni fa, nella notte fra il 10 e l’11 agosto del 2007, quattro bambini rom persero la vita nel rogo che distrusse la baracca dove abitavano: una misera baracca alla periferia della città, nella zona di Pian di Rota - si legge nella nota diffusa dal Comune - Fu una tragedia terribile che sconvolse la città e che la città non ha mai dimenticato, commemorando ogni anno la ricorrenza con una cerimonia al Cimitero comunale della Cigna (Cimitero dei Lupi) dove è sepolta una delle quattro vittime, Lenuca Carolea (le salme degli altri bambini sono state invece traslate in Romania)». In quest’ottica si è svolta nella mattina del 10 agosto la cerimonia con la deposizione di un mazzo di fiori bianchi alla tomba della bambina. Sarà il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, a rendere omaggio alle vittime, con un’iniziativa simbolica volta a mantenere viva la memoria di questi quattro bambini e del loro tragico destino. Fu quello un evento che scosse non solo Livorno, ma tutta l’Italia. Il cordoglio unanime, dall’allora premier Romano Prodi alle autorità ecclesiastiche, dimostrò quanto la morte di questi ragazzi (di 10, 8, 6 e 4 anni) rappresentasse l’isolamento di certe realtà sociali, abbandonate sotto a un cavalcavia degradato. Le indagini portarono a dimostrare la mancata vigilanza da parte dei bambini, ma questo non ha mai cancellato la cicatrice indelebile che la città si è ritrovata addosso in una calda serata d’agosto. Per questo, ogni anno, viene commemorata la tragedia. E il 2017, triste anniversario decennale, non fa certo eccezione. (al.f.)
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