Il Tirreno

Livorno

Tre giovani livornesi arrestati per spaccio di droga: i nomi

Gianni Tacchi
Tre giovani livornesi arrestati per spaccio di droga: i nomi

Livorno, i giovani avevano stupefacenti per 40mila euro: uno degli indagati è figlio di una consigliera comunale del Pd

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LIVORNO. Un foglietto ingiallito con i loro cognomi sul campanello corrispondente, attaccato con lo scotch sopra la targhetta dei vecchi affittuari. E al terzo piano l’appartamento che condividevano da alcuni mesi: non da giovani coinquilini che avevano deciso di andare a vivere da soli, ma secondo gli inquirenti come base per un traffico di droga. All’interno dell’abitazione di via dell’Unghero, una traversa di via Solferino, la polizia ha trovato infatti 6 chili e mezzo di droga per un valore di mercato di oltre 40mila euro. E nei guai sono finiti tre giovani livornesi: Diego Lazzerini, 28 anni, Antonio Lambardi, 24, e Nicolas Morelli, 22. Lazzerini è nato e vive a Livorno, ma è conosciuto anche e soprattutto a Collesalvetti perché abitava a Colognole con la sua famiglia: è il figlio di Cristina Bini, consigliera comunale del Partito democratico. Lambardi e Morelli, invece, sono nati rispettivamente a Napoli e Pisa, ma hanno la residenza a Livorno e vivono qui praticamente da sempre. Tutti e tre sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio: per loro il pubblico ministero di turno, in attesa dell’udienza di convalida che ci sarà stamani, ha disposto i domiciliari.

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È stato il reparto volanti della questura, intorno alle 20,20 di lunedì scorso, a intervenire in zona Garibaldi dopo una segnalazione per la presunta presenza di armi non dichiarate all’interno dell’appartamento dei tre giovani. Dentro, invece, c’erano 3 chili e mezzo di marijuana e quasi 3 di hashish, oltre a 1.800 euro in contanti, una bilancina di precisione, un’agenda con nomi e appuntamenti quasi sicuramente per lo spaccio, tre cellulari e pellicole di cellophane per il confezionamento in dosi della droga. Tutto sequestrato, ovviamente, dagli uomini dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. «In particolare - fanno sapere dalla questura - i poliziotti hanno trovato 60 panetti di hashish ancora da suddividere e alcuni barattoli con foglie di marijuana, mentre il resto degli stupefacenti era già confezionato per lo spaccio».

I tre giovani livornesi avevano un regolare contratto d’affitto per quell’appartamento in via dell’Unghero, ma il proprietario dell’immobile - come spiega la polizia di Stato - non è coinvolto nell’indagine. E la questura aggiunge che «il 28enne livornese (Lazzerini, ndr) era stato colpito in passato da un Daspo, mentre il 24enne di origini napoletane (Lambardi, ndr) ha alcuni precedenti legati alla detenzione e all’uso di droga». La marijuana e l’hashish che avevano nell’appartamento in zona Garibaldi, stupefacenti quantificabili in circa 7mila dosi, avrebbero portato nelle loro tasche oltre 40mila euro. «Tutti e tre erano ben radicati a Livorno ed erano inseriti nel tessuto sociale della città - chiude Claudio Cappelli, il vicedirigente della squadra mobile - si tratta di un’operazione molto importante nell’ambito del contrasto alla microcriminalità».

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