Il Tirreno

Livorno

Killer evade dopo un permesso premio

di Gianni Tacchi
Killer evade dopo un permesso premio

Luca Lupo era alle Sughere e doveva scontare altri due anni: era stato condannato per un omicidio durante una rapina

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LIVORNO. Doveva rientrare alle 14 di domenica scorsa dopo un permesso premio di dieci giorni, ma non si è presentato alla porta del carcere e così sono partite subito le ricerche da parte delle forze dell’ordine. Luca Lupo, 40 anni, di Palermo, era detenuto alle Sughere e doveva scontare altri due anni: è scappato, sparito nel nulla, evaso. Una fuga che ha sorpreso tutti all’interno del carcere livornese, visto che il 40enne era vicino alla fine della pena dopo più di vent’anni di reclusione. Lupo, da giovane, era stato condannato per l’omicidio di una persona durante una rapina e ha sfruttato il permesso premio, firmato dal magistrato di sorveglianza Silvia Sguerso, per scappare: adesso risulta latitante, nascosto chissà dove e ricercato in tutta Italia.

Il killer palermitano è stato subito denunciato per evasione e la segnalazione della fuga è partita dalla polizia penitenziaria, che ha informato immediatamente le altre forze dell’ordine per attivare il piano di ricerche su tutto il territorio nazionale. Il caso di Lupo, comunque, è in mano al comando provinciale dei carabinieri, che stanno lavorando per cercare di rintracciarlo. Si tratta del secondo episodio di evasione che tocca Livorno nel giro di un mese, dopo la fuga dell’ergastolano tunisino dal carcere di Volterra sempre durante un permesso premio: in questo caso la nostra città è al centro perché il detenuto doveva essere monitorato dalla questura livornese.

Lupo era considerato un detenuto modello, «tranquillo e con un comportamento esemplare». Prima a Livorno, poi nell’isola di Gorgona e da alcuni anni ancora a Livorno. Ed era stato anche tra i protagonisti della Festa della musica dentro le Sughere, andata in scena nel giugno dello scorso anno: fu una sorta di concerto multietnico con una trentina di detenuti e alcuni ospiti, durante il quale il 40enne palermitano cantò e suonò la chitarra strappando anche molti applausi.

«Sono sorpreso e sconcertato - ha detto Marco Solimano, il garante dei detenuti del Comune - conosco Lupo e posso confermare che non aveva mai dato problemi. Aveva avuto un percorso lineare all’interno del carcere, partecipando alle varie iniziative e risultando sempre tranquillo. Da quello che ci risulta, non è legato a organizzazioni criminali o mafiose: credo che abbia agito d’istinto, senza razionalità, anche e soprattutto perché era quasi a fine pena. Ed è per questo che sono rimasto sorpreso dalla sua fuga. A volte, purtroppo, scattano meccanismi complessi e indecifrabili nella testa di queste persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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