Gioco
PARLA COLETTE (CON LA GEMELLA NICOLE COMPAGNA DI STUDI)
«Che passione la chimica soprattutto per i restauri»
LIVORNO. Un risulto atteso quanto inaspettato, che giunge a conclusione di un percorso di studio articolato, frutto di un lavoro costante durato cinque anni. Colette Romagnoli, 19 anni, studentessa...
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LIVORNO. Un risulto atteso quanto inaspettato, che giunge a conclusione di un percorso di studio articolato, frutto di un lavoro costante durato cinque anni. Colette Romagnoli, 19 anni, studentessa Iti, sezione Chimica e Materiali, fresca fresca di maturità, ha superato lo scoglio finale degli esami, ottenendo il massimo delle valutazioni: 100 e lode. Un risultato importante che Colette ha condiviso con la famiglia: con babbo Paolo e mamma Patrizia, con i fratelli Larry e Carole, e con la sorella gemella Nicole, compagna di classe oltre che di studio, anche lei fresca di esami, matura 88 volte. Colette ha scelto di specializzarsi in Chimica e Materiali alla fine della classe seconda, confrontandosi con argomenti che uniscono teoria e pratica e laboratoriale – come chimica organica, impianti chimici, chimica analitica e strumentale – ottenendo la media del nove: il 100 con lode, spiega la ragazza, è il voto raggiunto anche grazie ai crediti totalizzati negli anni, a cui è arrivata senza neppure prendere il bonus finale.
Colette ha superato la maturità, portando alla prova orale una tesina sperimentale che verteva sul colore indaco: con la professoressa di chimica organica Antonella Ramacciotti ha sintetizzato il colore con cui ha colorato delle stoffe. Nicole, invece, per il suo argomento, ha lavorato sull’aspetto chimico delle pellicole fotografiche. Cosa vi piace fare? «Ci piace molto viaggiare – risponde Colette - Lo scorso anno, con Nicole, abbiamo fatto l’interrail in giro per l’Europa, mentre quest’anno, come viaggio della maturità, andremo in Spagna e in Portogallo. Con noi ci sarà anche la nostra amica e compagna di classe Martina Adinolfi, anche lei centista. Io e Nicole abbiamo la passione della fotografia: ci piacciono le macchine fotografiche analogiche, che collezioniamo. Come vi siete trovate a scuola? «Ci siamo trovate sempre bene a scuola – spiega Colette - Ci siamo iscritte all’Iti, perché sappiamo che è una scuola che offre possibilità nel mondo del lavoro. Inizialmente avevamo pensato di specializzarsi in biologia, ma dopo il Seta, il progetto di orientamento a cui i ragazzi partecipano alla fine della seconda, abbiamo scelto chimica».
«Durante la scuola – spiega Nicole – abbiamo partecipato a diversi progetti come “Adotta un monumento”, ma siamo andate anche alla Syracuse University di Firenze: abbiamo avuto la possibilità di dialogare con studenti americani, cosa che ci è stata utile visto che dalla quarta abbiamo studiato chimica organica interamente in inglese. Una parte della maturità l’abbiamo sostenuta, parlando in inglese». Che cosa rappresenta per voi lo studio? Che tipo di impegno è il vostro? «Lo studio – spiega Colette – secondo noi, significa non perdere tempo. Noi studiamo tanto, ma nella nostra specializzazione non serve solo lo studio: è importante stare attenti in classe, così da partire avvantaggiati. In famiglia siamo sempre state molto stimolate allo studio: babbo, alle medie, ci aiutava nei compiti di matematica. Per gli esami ci siamo preparate tanto: studiavamo mattina e pomeriggio, ci siamo concesse solo qualche uscita serale».
«La professoressa di italiano Rossana Villani – racconta Nicole – ci ha fornito una prospettiva diversa rispetto lo studio della chimica: ci ha aiutato ad aprire la mente, ad acquisire un metodo di studio adatto per rapportarsi a materie come la chimica».
Quali sono le materie che amate studiare maggiormente? «La materia che amiamo di più – racconta Colette – è chimica organica. Una materia molto impegnativa quanto interessante: in laboratorio abbiamo creato tante cose, dai profumi al limoncello. Ma ci piace anche l’italiano». Colette, ti aspettavi di raggiungere il risultato del 100 e lode? «Avendo sempre avuto la media del 9 – dice Colette – aspiravo al 100, non mi aspettavo di prendere la lode». Che progetti avete per il futuro? «Stiamo preparando – risponde Colette – i curriculum: se qualche azienda fosse interessata ai nostri profili, andremo a lavorare. Ci piacerebbe lavorare all’interno di laboratori di analisi, centri di ricerca in cui vengono creati i prodotti, come coloranti o cosmetici. Se non riuscissimo a trovare lavoro ci iscriveremo all’università, ci piacerebbe frequentare il corso triennale di chimica per il restauro di Firenze» . Che cosa vi sentite di consigliare a una matricola liceale? «Di studiare, di stare tranquilli, senza farsi prendere dall’ansia di prestazione» risponde Colette. «È necessario impegnarsi tutto l’anno – aggiunge Nicole – per non arrivare alla fine con l’acqua alla gola». (r.h.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Colette ha superato la maturità, portando alla prova orale una tesina sperimentale che verteva sul colore indaco: con la professoressa di chimica organica Antonella Ramacciotti ha sintetizzato il colore con cui ha colorato delle stoffe. Nicole, invece, per il suo argomento, ha lavorato sull’aspetto chimico delle pellicole fotografiche. Cosa vi piace fare? «Ci piace molto viaggiare – risponde Colette - Lo scorso anno, con Nicole, abbiamo fatto l’interrail in giro per l’Europa, mentre quest’anno, come viaggio della maturità, andremo in Spagna e in Portogallo. Con noi ci sarà anche la nostra amica e compagna di classe Martina Adinolfi, anche lei centista. Io e Nicole abbiamo la passione della fotografia: ci piacciono le macchine fotografiche analogiche, che collezioniamo. Come vi siete trovate a scuola? «Ci siamo trovate sempre bene a scuola – spiega Colette - Ci siamo iscritte all’Iti, perché sappiamo che è una scuola che offre possibilità nel mondo del lavoro. Inizialmente avevamo pensato di specializzarsi in biologia, ma dopo il Seta, il progetto di orientamento a cui i ragazzi partecipano alla fine della seconda, abbiamo scelto chimica».
«Durante la scuola – spiega Nicole – abbiamo partecipato a diversi progetti come “Adotta un monumento”, ma siamo andate anche alla Syracuse University di Firenze: abbiamo avuto la possibilità di dialogare con studenti americani, cosa che ci è stata utile visto che dalla quarta abbiamo studiato chimica organica interamente in inglese. Una parte della maturità l’abbiamo sostenuta, parlando in inglese». Che cosa rappresenta per voi lo studio? Che tipo di impegno è il vostro? «Lo studio – spiega Colette – secondo noi, significa non perdere tempo. Noi studiamo tanto, ma nella nostra specializzazione non serve solo lo studio: è importante stare attenti in classe, così da partire avvantaggiati. In famiglia siamo sempre state molto stimolate allo studio: babbo, alle medie, ci aiutava nei compiti di matematica. Per gli esami ci siamo preparate tanto: studiavamo mattina e pomeriggio, ci siamo concesse solo qualche uscita serale».
«La professoressa di italiano Rossana Villani – racconta Nicole – ci ha fornito una prospettiva diversa rispetto lo studio della chimica: ci ha aiutato ad aprire la mente, ad acquisire un metodo di studio adatto per rapportarsi a materie come la chimica».
Quali sono le materie che amate studiare maggiormente? «La materia che amiamo di più – racconta Colette – è chimica organica. Una materia molto impegnativa quanto interessante: in laboratorio abbiamo creato tante cose, dai profumi al limoncello. Ma ci piace anche l’italiano». Colette, ti aspettavi di raggiungere il risultato del 100 e lode? «Avendo sempre avuto la media del 9 – dice Colette – aspiravo al 100, non mi aspettavo di prendere la lode». Che progetti avete per il futuro? «Stiamo preparando – risponde Colette – i curriculum: se qualche azienda fosse interessata ai nostri profili, andremo a lavorare. Ci piacerebbe lavorare all’interno di laboratori di analisi, centri di ricerca in cui vengono creati i prodotti, come coloranti o cosmetici. Se non riuscissimo a trovare lavoro ci iscriveremo all’università, ci piacerebbe frequentare il corso triennale di chimica per il restauro di Firenze» . Che cosa vi sentite di consigliare a una matricola liceale? «Di studiare, di stare tranquilli, senza farsi prendere dall’ansia di prestazione» risponde Colette. «È necessario impegnarsi tutto l’anno – aggiunge Nicole – per non arrivare alla fine con l’acqua alla gola». (r.h.)
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