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Alla ricerca di un tetto: la mappa delle occupazioni a Livorno
Nuova legge e controlli: scese a 509 le persone in lista per l’alloggio popolare. Bando anche per le graduatorie dei casi sociali e di chi ha avuto lo sfratto
LIVORNO. Agosto 2016: Il Tirreno fa un viaggio negli edifici della città occupati abusivamente da chi è rimasto senza un tetto e salta fuori che sono almeno una quindicina, tra palazzi privati e locali pubblici, quasi tutti vuoti da anni o in attesa di essere venduti. Agosto 2017: riprendiamo in mano quella lista e scopriamo che l’emergenza non si è spostata di una virgola. Il numero di spazi occupati non è cambiato, anzi è un po’ cresciuto, se si considera che nel frattempo nella Torre della Cigna le famiglie sono salite fino al sesto piano ed è stata occupata anche una palazzina di proprietà delle suore Paoline in via Corcos.
La mappa delle occupazioni. Tra edifici pubblici (soprattutto del Comune, dell’Asl o del demanio) e strutture private (in particolare di banche) risultano occupati: il palazzo Maurogordato sugli scali D’Azeglio, le ex circoscrizioni 1 e 3, l’ex distretto Asl di via Ernesto Rossi, la stazioncina di via Firenze, la caserma Del Fante in via Adriana, gli ex uffici dell’Atl in via Meyer, ex Cecupo ed ex centro diurno Asl in via degli Asili, l’ex palazzo della Cassa di Risparmi in via Borra, gli ex asili Chayes e 4 Stagioni in via Cambini e in corso Amedeo, il palazzo del Picchetto all’inizio di via Grande, l’ex distretto Asl di via San Gaetano, la palazzina di via Corcos e la Torre della Cigna. Più una manciata di appartamenti sparsi per la città.
Almeno cinque grandi occupazioni si erano registrate tra il 2011 e il 2013, partendo dalla caserma Del Fante, diventata un luogo simbolo della protesta del fronte casa. Ma è dalla primavera di due anni fa che si è assistito a una vera e propria escalation: una decina di edifici occupati in più solo tra l’aprile del 2015 e il luglio del 2016. Difficile calcolare con precisione quanti siano oggi in città gli occupanti, tra l’altro non tutti residenti formalmente a Livorno ma in arrivo anche da altri comuni: i dati raccolti attraverso i sindacati impegnati in prima linea e i comitati che gestiscono le occupazioni parlano di oltre 200 famiglie, almeno 500 persone. Basti pensare che solo nel grattacielo della Cigna – finito sotto i riflettori pochi giorni fa per l’incendio che ha ridotto in fin di vita una donna, Marcella – oggi vivono 56 famiglie, più di 200 persone, con decine di minori. Italiani, stranieri, bambini, nonni. Famiglie rimaste senza casa, e spesso prima senza un lavoro.
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Emergenza casa: le liste ferme e la nuova graduatoria doppia. Molte delle famiglie che hanno deciso di occupare, negli anni passati figuravano nelle liste di attesa comunali dell’emergenza casa. Che quelle liste non scorressero granché lo dice anche l’assessora al sociale, Ina Dhimgjini. «Francamente l’80% delle persone che ci siamo trovati nella vecchia lista, poi non hanno trovato soluzioni e sì, alcune hanno occupato». «Ora – fa sapere – non c’è più una lista, abbiamo introdotto il principio della graduatoria gestita direttamente dai nostri uffici. È in corso il bando, le domande si chiuderanno a fine settembre, quando uscirà la graduatoria provvisoria. La grande novità è che all’interno dell’emergenza abitativa ci sono due graduatorie distinte: una per i casi di sfratto e una per i casi sociali».
A caccia di mini-appartamenti. Ma il Comune cosa pensa di fare? L’assessora fa per primo questo esempio: «Abbiamo messo 300mila euro sull’Erp e sull’emergenza abitativa, gli uffici hanno iniziato un’indagine esplorativa per la ricerca di mini-appartamenti presenti sul territorio o la manutenzione di altri che abbiamo».
Case popolari: in 500 nella nuova graduatoria. Sul fronte della case popolari, è stata appena pubblicata la nuova graduatoria, che diventerà definitiva a settembre. Se come dice Dhimgjini, in passato il trend delle liste di attesa è sempre stato di circa 1800 persone, ora il numero di richiedenti si è ridotto: gli ammessi alla graduatoria livornese, quindi quelli in lista di attesa, risultano 509, mentre gli esclusi sono 351. Questo soprattutto per effetto nella nuova normativa regionale: «È cambiata – spiega l’assessora –, ha introdotto ad esempio maggiori certificazioni sulle proprietà all’estero per gli stranieri». Ma si è ridotta anche, aggiunge, «per effetto dei controlli sui requisiti per l’accesso». Scorrendo la “graduatoria esclusi essegnazioni Erp 2016” si leggono ad esempio le formule: “Isee irregolare”, “Mancanza documentazione”, “residenza inferiore a 5 anni in Toscana” o “occupazione abusiva alloggio pubblico”.
Ok, ma quanti posti si “costruiranno” quest’anno guardando all’Erp? «Entro la fine dell’anno – fanno sapere sia dal Comune che da Casalp – vogliamo ultimare 40 alloggi in Corea e 60 a Shangai, nell’ex blocco delle Signorine».
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