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L’indiano Jindal (ri)mette gli occhi sulla ex Lucchini

L’indiano Jindal (ri)mette gli occhi sulla ex Lucchini

Piombino, l’imprenditore si fa vivo di nuovo per affiancare  l’algerino Issad Rebrab nel rilancio dello stabilimento

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PIOMBINO. Cresce la possibilità che sia Jindal Steel&Power il soggetto siderurgico pronto ad affiancare o a subentrare a Cevital dell’algerino Issad Rebrab nella gestione delle Acciaierie di Piombino. Le altre manifestazioni di interesse espresse da Danieli e da British Steel risultano meno praticabili. Almeno al momento.

Oltre all’estrema gravità in cui versano stabilimento e indotto, di certo c’è che ieri il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha incontrato un rappresentate del gruppo industriale indiano. Lo aveva già fatto in passato. Stavolta l’incontro è avvenuto in occasione della revisione dell'accordo di programma per Piombino, integrato dai contenuti dell’intesa sottoscritta il 30 giugno scorso al ministero. Un addendum che include partnership tra più soggetti oltre a Cevital.

Che una trattativa ci fosse è noto da tempo e ha ripreso corpo nei giorni scorsi durante l'incontro con l'amministratore delegato del gruppo algerino, Said Benikene, per la presentazione del progetto logistico portuale su Piombino, avvenuto in Regione.

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Già nel settembre 2014 Rossi aveva incontrato Sajjan Jindal. Ed è lì che era emerso l'interesse verso gli impianti siderurgici toscani. Concentrato, però, prevalentemente sulla laminazione, mentre il governatore ha sempre guardato con favore ad una ripresa del ciclo integrale, cessato con lo spegnimento dell’altoforno.Ora, la possibilità che si torni a produrre acciaio - stavolta da forno elettrico - potrebbe essere meno aleatoria. L'aggiudicazione dell'Ilva di Taranto ad ArcelorMittal ha cambiato le carte in tavola. Il disegno che puntava all'acquisizione da parte di Jindal prospettava per Piombino un ruolo limitato alla lavorazione dei semiprodotti pugliesi. Anche in previsioni di eventuali dazi sull'import di acciaio extra Ue, adesso potrebbero esserci margini per un rinnovato interesse degli indiani ad avviare una propria base siderurgica e logistica in Europa, per produzioni e laminazioni a ciclo integrale.

In ambienti vicini al presidente, si registra la peoccupazione per i ritardi accumulati dal gruppo algerino. E si conferma la convinzione che, a Piombino, non importa chi sia a realizzare gli investimenti e conti invece che si riprenda a produrre acciaio garantendo occupazione.

Un obiettivo su cui Rossi ha speso più di una battuta. Come, «amici di tutti, parenti di nessuno». Sembra attagliarsi all’incontro di mercoledì 2 agosto. Il governatore toscano sembra comunque possibilista sulle eventuali proposte di Jindal: «Vediamo quali progetti avrà», ha detto Rossi.

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di Redazione web