Gioco
In fin di vita per le ustioni
di Gianni Tacchi
Fiamme in uno degli alloggi della Cigna occupati dal 2016 La donna di 53 anni, sindacalista, sarà trasferita a Cisanello
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LIVORNO. Da anni lotta per difendere i diritti di chi non ha una casa, un lavoro, un modo per andare avanti. E soprattutto sull’emergenza abitativa, negli ultimi tempi, ha costruito le sue battaglie. Lei che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di pensare agli altri. Lei che, da oltre un anno, vive tra gli ex uffici della Torre della Cigna insieme ad altre duecento persone. E proprio lì, in quell’alloggio di fortuna trovato dopo aver perso il lavoro, è rimasta vittima di un incidente che l’ha ridotta in fin di vita. Marcella Ribechini ha infatti riportato ustioni sul 70-80% del corpo - come riporta il referto dell’ospedale - nell’incendio divampato in una di quelle stanze che erano diventate la sua casa, al terzo piano della struttura occupata da quasi sessanta famiglie dal febbraio dello scorso anno.
L’INCENDIO ALLA TORRE. A prendere fuoco, per motivi non ancora chiari e sui quali ci sono verifiche in corso, sarebbe stato un divano: forse una sigaretta caduta, forse il corto circuito di un elettrodomestico. La donna - 53enne attivista sindacale di Asia Usb - era in quella stanza e avrebbe provato a sfuggire alle fiamme, sbattendo anche la testa come confermerebbe una ferita: i vigili del fuoco l’hanno trovata per terra nel locale accanto, priva di sensi e con gravi ustioni su tutto il corpo provocate dalle fiamme. È stata soccorsa dal medico e dai volontari della Svs, intervenuta con due ambulanze, e portata immediatamente all’ospedale, dove si è presentato anche il sindaco Filippo Nogarin per capire le sue condizioni di salute.
Marcella è stata ricoverata in terapia intensiva in attesa di essere trasferita, oggi, al Centro grandi ustionati di Pisa. I medici avevano pensato di portarla in una struttura del genere già nella mattinata di ieri, ma a Cisanello non c’era un posto libero e così hanno chiesto agli ospedali di Firenze e Genova, ottenendo però la stessa risposta: da qui la decisione di tenerla sotto osservazione e di posticipare a stamani il trasferimento in un centro specializzato.
AREA SEQUESTRATA. Le fiamme sono divampate tra le 7,25 e le 7,30 al terzo piano del palazzo, una volta sede sia dell’Agenzia delle entrate che del Catasto e ora occupato da più di duecento persone, dopo oltre venti aste andate deserte negli ultimi anni. Con Marcella c’era il suo cane Lucky, sfuggito al rogo ma rimasto comunque intossicato: è stato soccorso dall’ambulanza veterinaria della Svs e affidato alle cure di una clinica di Antignano. Sono stati alcuni occupanti della Torre, appena hanno visto il fumo uscire dalla finestra della stanza, a intervenire per primi con gli estintori e a lanciare l’allarme chiamando i vigili del fuoco e la centrale operativa del 118.
L’incendio, grazie soprattutto ai pompieri, non si è propagato negli altri alloggi ed è rimasto quindi circoscritto in quell’area del terzo piano, ovviamente interdetta dopo l’episodio di ieri mattina. Sul posto, in via Campo di Marte, c’erano anche gli agenti della polizia di Stato. E le altre sei persone che vivevano in quell’ala della Torre della Cigna, nella giornata di ieri, si sono trasferite al piano terreno della struttura per motivi di sicurezza.
Ieri mattina è stato anche disposto il sequestro dell’area interessata dall’incendio. In Procura stanno aspettando gli attiper aprire formalmente un fascicolo sull’espisodio: le ipotesi di reato potrebbero essere quelle di incendio colposo e lesioni.
LA STORIA DI MARCELLA. La sindacalista in fin di vita è molto conosciuta in città per le sue battaglie in nome dei diritti di chi si trova in difficoltà: fa parte del comitato casa, ma ultimamente si era occupata anche della situazione dei venditori ambulanti in piazza Garibaldi, che il Comune vuole spostare. Una figura di primo piano, insomma, dell’Unione sindacale di base, che nelle ultime ore ha dimostrato grande vicinanza alla sua famiglia anche attraverso Giovanni Ceraolo, uno dei volti più noti del sindacato. Nata a Pomarance nel 1964, Ribechini ha vissuto a lungo a Collesalvetti per poi trasferirsi a Livorno, dove è molto impegnata a livello sociale. Poco più di un anno fa e dopo aver perso il lavoro, è stata costretta a occupare il palazzo della Cigna insieme ad altre decine di persone, non riuscendo più a pagare i 300 euro d’affitto del suo vecchio appartamento. «Lavoravo in un ristorante che poi è fallito - raccontò un anno fa al Tirreno durante uno dei nostri reportage nella struttura di via Campo di Marte - successivamente ho assistito una persona anziana che è deceduta poco tempo dopo. Avevo fatto domanda per l’emergenza abitativa a Collesalvetti, dovrò rifarla a Livorno. Intanto eccomi qui...». Qui dove ieri mattina è finita dentro un incubo, l’incubo della disperazione.
ALTRO SERVIZIO A PAGINA 11
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’INCENDIO ALLA TORRE. A prendere fuoco, per motivi non ancora chiari e sui quali ci sono verifiche in corso, sarebbe stato un divano: forse una sigaretta caduta, forse il corto circuito di un elettrodomestico. La donna - 53enne attivista sindacale di Asia Usb - era in quella stanza e avrebbe provato a sfuggire alle fiamme, sbattendo anche la testa come confermerebbe una ferita: i vigili del fuoco l’hanno trovata per terra nel locale accanto, priva di sensi e con gravi ustioni su tutto il corpo provocate dalle fiamme. È stata soccorsa dal medico e dai volontari della Svs, intervenuta con due ambulanze, e portata immediatamente all’ospedale, dove si è presentato anche il sindaco Filippo Nogarin per capire le sue condizioni di salute.
Marcella è stata ricoverata in terapia intensiva in attesa di essere trasferita, oggi, al Centro grandi ustionati di Pisa. I medici avevano pensato di portarla in una struttura del genere già nella mattinata di ieri, ma a Cisanello non c’era un posto libero e così hanno chiesto agli ospedali di Firenze e Genova, ottenendo però la stessa risposta: da qui la decisione di tenerla sotto osservazione e di posticipare a stamani il trasferimento in un centro specializzato.
AREA SEQUESTRATA. Le fiamme sono divampate tra le 7,25 e le 7,30 al terzo piano del palazzo, una volta sede sia dell’Agenzia delle entrate che del Catasto e ora occupato da più di duecento persone, dopo oltre venti aste andate deserte negli ultimi anni. Con Marcella c’era il suo cane Lucky, sfuggito al rogo ma rimasto comunque intossicato: è stato soccorso dall’ambulanza veterinaria della Svs e affidato alle cure di una clinica di Antignano. Sono stati alcuni occupanti della Torre, appena hanno visto il fumo uscire dalla finestra della stanza, a intervenire per primi con gli estintori e a lanciare l’allarme chiamando i vigili del fuoco e la centrale operativa del 118.
L’incendio, grazie soprattutto ai pompieri, non si è propagato negli altri alloggi ed è rimasto quindi circoscritto in quell’area del terzo piano, ovviamente interdetta dopo l’episodio di ieri mattina. Sul posto, in via Campo di Marte, c’erano anche gli agenti della polizia di Stato. E le altre sei persone che vivevano in quell’ala della Torre della Cigna, nella giornata di ieri, si sono trasferite al piano terreno della struttura per motivi di sicurezza.
Ieri mattina è stato anche disposto il sequestro dell’area interessata dall’incendio. In Procura stanno aspettando gli attiper aprire formalmente un fascicolo sull’espisodio: le ipotesi di reato potrebbero essere quelle di incendio colposo e lesioni.
LA STORIA DI MARCELLA. La sindacalista in fin di vita è molto conosciuta in città per le sue battaglie in nome dei diritti di chi si trova in difficoltà: fa parte del comitato casa, ma ultimamente si era occupata anche della situazione dei venditori ambulanti in piazza Garibaldi, che il Comune vuole spostare. Una figura di primo piano, insomma, dell’Unione sindacale di base, che nelle ultime ore ha dimostrato grande vicinanza alla sua famiglia anche attraverso Giovanni Ceraolo, uno dei volti più noti del sindacato. Nata a Pomarance nel 1964, Ribechini ha vissuto a lungo a Collesalvetti per poi trasferirsi a Livorno, dove è molto impegnata a livello sociale. Poco più di un anno fa e dopo aver perso il lavoro, è stata costretta a occupare il palazzo della Cigna insieme ad altre decine di persone, non riuscendo più a pagare i 300 euro d’affitto del suo vecchio appartamento. «Lavoravo in un ristorante che poi è fallito - raccontò un anno fa al Tirreno durante uno dei nostri reportage nella struttura di via Campo di Marte - successivamente ho assistito una persona anziana che è deceduta poco tempo dopo. Avevo fatto domanda per l’emergenza abitativa a Collesalvetti, dovrò rifarla a Livorno. Intanto eccomi qui...». Qui dove ieri mattina è finita dentro un incubo, l’incubo della disperazione.
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