Il Tirreno

Livorno

«Il tribunale aveva ordinato lo sgombero della Torre, invece niente»

«Il tribunale aveva ordinato lo sgombero della Torre, invece niente»

Livorno, il custode giudiziario della struttura è telegrafico: «La proprietaria è la San Teodoro, la Bnl è il creditore (che deve avere circa 15 milioni) che ha chiesto l’esecuzione immobiliare»

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LIVORNO. «Il tribunale aveva fatto l’ordinanza di sgombero e la forza pubblica non l’ha eseguita. Il perché non lo chiedete a me». È telegrafico Francesco Carpano, custode giudiziario del complesso della Cigna, nominato a suo tempo dal tribunale.  Dal 2008 a oggi la Torre costruita alle porte della città è andata all’asta – deserta – più di venti volte e il valore è sceso da 20 a 3,5 milioni. Qual è oggi la situazione? «La proprietaria è la San Teodoro, la Bnl è il creditore (che deve avere circa 15 milioni) che ha chiesto l’esecuzione immobiliare», ricorda Carpano. Che non solo conferma che il bene occupato da un anno e mezzo «non andrà più all’asta», ma fa sapere che «il giudice, se non l’ha già fatto proprio in questi giorni, interromperà la procedura esecutiva». Vuol dire che «il tribunale non se ne occuperà più: il bene tornerà in capo alla San Teodoro, la Bnl deciderà se chiedere l’assegnazione».

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«Nei mesi passati – taglia poi corto il custode – abbiamo scritto più volte a questura e prefettura per chiedere di mettere a disposizione la forza pubblica: è stato il giudice a chiedere di liberare l’immobile, ma nessuno ha eseguito l’ordinanza. La risposta non dovete cercarla da me».  Di chi sono le responsabilità di quello che accade dentro la struttura? Sembra il classico cane che si morde la coda: il progetto di acquisire la Torre per usarla per l’emergenza abitativa, che era stato lanciato dallo stesso Comune e che non dispiaceva neppure ai sindacati, non è mai andato in porto; le istituzioni ripetono oggi che il bene è privato, ma chi lo custodisce fa capire di non potere intervenire senza le istituzioni, perché in mezzo di strada finirebbero almeno 200 persone. E niente cambia.

Martedì primo agosto abbiamo cercato di contattare i vertici della prefettura, che però non hanno rilasciato dichiarazioni. Si sa che in mattinata i rappresentanti delle varie istituzioni cittadine si sono riuniti proprio nel palazzo del governo per partecipare a un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica: non era stato convocato per parlare della Torre della Cigna e dell’emergenza abitativa, ma giocoforza il tema è finito sul tavolo. A quanto risulta si è parlato delle carte dei vigili del fuoco e delle misure da prendere per garantire la sicurezza nella parte del terzo piano interdetta, mentre nessuno avrebbe ipotizzato eventuali sgomberi.
 

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di Redazione web