Sicurezza
IL SINDACATO asia-usb
«Chi chiede di cacciarli è un criminale»
LIVORNO. «Una nostra compagna e attivista sindacale di Asia-Usb, una persona straordinaria che da anni si batte in prima linea per i diritti delle famiglie senza casa, sta lottando tra la vita e la...
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LIVORNO. «Una nostra compagna e attivista sindacale di Asia-Usb, una persona straordinaria che da anni si batte in prima linea per i diritti delle famiglie senza casa, sta lottando tra la vita e la morte. In momenti come questo il silenzio e il rispetto per i familiari e gli amici dovrebbero essere d’obbligo. Purtroppo invece, è già partito lo sciacallaggio...». Inizia con queste parole la nota scritta ieri dal sindacato Asia Usb, che segue molte delle famiglie che occupano la Torre.
«Le cause dell’incendio – si legge – sono probabilmente frutto di un incidente. Un incidente assolutamente non riconducibile al contesto di occupazione dello stabile. Poteva succedere lì come altrove e purtroppo non è la prima volta in città. Grazie alla prontezza degli stessi occupanti, che sono accorsi subito con gli estintori presenti nel palazzo, si è evitato che l’incendio si propagasse in altri appartamenti ma soprattutto si è permesso ai vigili del fuoco e alle ambulanze di intervenire tempestivamente».
La posizione del sindacato è questa: «Chi oggi chiede lo sgombero senza interrogarsi su quale sarà il futuro delle oltre 200 persone, tra cui 40 minori, che vivono all’interno della Cigna è un criminale. Chi oggi si indigna per il presunto proliferare delle occupazioni abitative invece che attivarsi per combattere le vere cause di questa situazione è un criminale anch’esso. A Livorno ci sono 40 sfratti esecutivi al mese e 30mila disoccupati censiti. Chi occupa lo fa per salvaguardare la vita e la salute dei propri cari». «Da anni ormai – aggiungono – denunciamo pubblicamente l’immobilismo delle istituzioni tutte sul fronte dell’emergenza abitativa. La maggior parte della politica e delle istituzioni, compresa la prefettura che da mesi rifiuta di incontrarci, ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia».
«Le cause dell’incendio – si legge – sono probabilmente frutto di un incidente. Un incidente assolutamente non riconducibile al contesto di occupazione dello stabile. Poteva succedere lì come altrove e purtroppo non è la prima volta in città. Grazie alla prontezza degli stessi occupanti, che sono accorsi subito con gli estintori presenti nel palazzo, si è evitato che l’incendio si propagasse in altri appartamenti ma soprattutto si è permesso ai vigili del fuoco e alle ambulanze di intervenire tempestivamente».
La posizione del sindacato è questa: «Chi oggi chiede lo sgombero senza interrogarsi su quale sarà il futuro delle oltre 200 persone, tra cui 40 minori, che vivono all’interno della Cigna è un criminale. Chi oggi si indigna per il presunto proliferare delle occupazioni abitative invece che attivarsi per combattere le vere cause di questa situazione è un criminale anch’esso. A Livorno ci sono 40 sfratti esecutivi al mese e 30mila disoccupati censiti. Chi occupa lo fa per salvaguardare la vita e la salute dei propri cari». «Da anni ormai – aggiungono – denunciamo pubblicamente l’immobilismo delle istituzioni tutte sul fronte dell’emergenza abitativa. La maggior parte della politica e delle istituzioni, compresa la prefettura che da mesi rifiuta di incontrarci, ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia».
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