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Licenziati da Porca Vacca con un messaggino su Whatsapp
Livorno, provvedimento per 4 lavoratori che hanno rifiutato l’adeguamento del contratto. Cgil: «Soltanto una scusa: è la vendetta della società per gli scioperi di febbraio»
LIVORNO. È arrivato con un messaggio via Whatsapp il licenziamento per quattro dipendenti del Porca Vacca. Non aver accettato l’adeguamento del contratto, passando da 40 a 30 ore, è costato carissimo ai lavoratori del ristorante di Porta a Mare che lunedì pomeriggio si sono visti arrivare sul cellulare un messaggio e da ieri sono costretti a rimanere a casa. «Lunedì pomeriggio ci è arrivato sul telefonino il messaggio su Whatsapp con l’avviso di licenziamento – ha spiegato Leonardo Zaru, il delegato sindacale della Cgil dell’azienda – e ieri eravamo già a casa». Rispetto a quello che accade normalmente, infatti, non sono stati dati i soliti 14 giorni di preavviso, ma l’allontanamento dall’azienda è stato immediato. «Hanno detto che il preavviso ci verrà pagato e verrà inserito nel Tfr, ma intanto da oggi siamo a casa e fino a ieri lavoravamo».
Zaru è uno dei quattro lavoratori che ha ricevuto la lettera di licenziamento. «Siamo tutti ragazzi livornesi, eravamo dipendenti full time. Quando a febbraio facemmo sciopero per solidarizzare con la ragazza che era stata allontanata e per far conoscere le tante situazioni che non andavano, i dirigenti ci dissero che ce l’avrebbero fatta pagare. Questa è stata la loro vendetta perché tutti i licenziati avevano scioperato». Il motivo sostenuto dal Porca Vacca per mandare a casa i quattro dipendenti è però di natura contrattuale. «Hanno detto che dietro a questa mossa ci sono motivi economici, ma è una scusa. Ci hanno chiesto di rinunciare al full time, passando da 40 a 30 ore settimanali. Ma non capisco perché noi lavoratori dobbiamo ridurci l’orario (e dunque lo stipendio ndr) quando l’azienda continua ad assumere. E assumere anche tanta gente. La cosa non torna. Ci avevano avvisato, ma più che altro era una minaccia. Se non avessimo accettato questo cambiamento di orario, l’unica via sarebbe stata quella di perdere il posto di lavoro. Tra l’altro io e un altro ragazzo che è stato licenziato abbiamo un contratto di apprendistato. In questo modo non ci verrà data neanche la possibilità di finire la formazione».
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Fino a lunedì scorso i dipendenti di Porca Vacca erano 32, adesso sono 28. Anche se c’è una ragazza che è stata sospesa e che non lavora da diverso tempo. «Da quasi due mesi lei non si vede più – continua Zaru – e ancora non ha saputo niente dall’azienda. È quella che ha risposto a un dirigente e lui l’ha sospesa. Dunque, dopo che abbiamo ricevuto quella lettera, lì dentro sono rimasti in 27. Vogliamo che tutta Livorno venga e conosca la situazione all’interno del Porca Vacca. Per questo motivo a breve organizzeremo un’assemblea pubblica lì fuori alla quale inviteremo tutti i consiglieri comunali. Hanno detto che ci licenziavano per motivi economici.
Ma se un’azienda è in crisi non assume altra gente. Tra l’altro nei contratti che verranno proposti ai lavoratori si parla di settimo livello della ristorazione. Ma con il settimo livello un dipendente non dovrebbe fare nient’altro che spazzare e pulire per terra. Invece lì dentro cucinano e stanno in cucina tutti. Questo fu un motivo di scontro lo scorso febbraio e, per loro stessa ammissione, ci dissero che era un errore che non avrebbero più ripetuto. Hanno continuato a farlo. Impugneremo questi licenziamenti e ci muoveremo per vie legali».
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