Gioco
Porto, si ammodernano turismo e tecnologie grazie agli euro-fondi
di Mauro Zucchelli
Progetti di Regione e Authority per conquistare 15 milioni In ballo finanziamenti su programmi a metà con i francesi
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LIVORNO. Il governatore Enrico Rossi torna a parlare di portualità ma stavolta la Darsena Europa non c’entra. Stiamo parlando di un altro tipo di ammodernamento degli scali toscani, con la nuova Authority di Livorno-Piombino come capofila: lo chiamano “Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020”, è transfrontaliero e in questo round distribuisce fondi europei per oltre 61 milioni di euro fra le regioni costiere dell’arco mediterraneo che dalla Provenza e Costa Azzurra francesi abbraccia isole come Sardegna e Corsica e arriva al “mare nostrum” della provincia livornese.
La fetta più rilevante è andata a progetti che vedono la Toscana come apripista (e l’Authority labronica come braccio operativo) ed è per questo che a Firenze suonano la gran cassa: un euro su quattro, cioè circa 15 milioni di euro. «È lo spicchio più consistente di questi finanziamenti», dice Rossi ricordando che, nel vertice di Cagliari, fra i 32 progetti promossi sono stati ripartiti 61 dei 69,2 milioni di euro messi a disposizione da Bruxelles (mentre i progetti per i quali i vari enti si sono fatti avanti erano a caccia di 112 milioni di euro di finanziamenti).
Dal quartier generale della Regione insistono sui numeri: «La Toscana conta oltre un quarto delle presenze partenariali (59 su 234), 29 dei 32 progetti approvati «hanno almeno un partner toscano» (tra i quali vanno considerati anche, come membri del comitato di sorveglianza, le associazioni regionali dei Comuni e delle Province, cioè Anci e Upi Toscana). Di più: per 8 dei 32 progetti il capofila è toscano, e la Regione Toscana è capofila di due progetti strategici fra i tre che hanno avuto l’ok definitivo.
Di quali progetti parliamo? L’uno è “Mobimart” e punta a sviluppare un unico strumento di info-mobilità per i viaggiatori» (nel pool anche l’Authority livornese e la nostra Provincia): una sorta di “app” che metta insieme le informazioni su treno, bus e nave per aiutare in un sol colpo il turista che vuol muoversi sfruttando le coincidenze fra i vari mezzi. L’altro è “Sicomar plus” che invece si occuperà «della sicurezza della navigazione e sulla qualità dell’ambiente marino»: viene presentata come una strumentazione presumibilmente satellitare che, tramite anche il know how del Lamma, tenga un occhio sulle correnti marine e su possibili sversamenti in mare.
Non basta: la Regione – viene sottolineato da Rossi – è capofila anche nel progetto hciamato “Smart Destination” che punta a nuove modalità di «valorizzazione dell'offerta turistica territoriale transnazionale». Da aggiungere che è partner nella realizzazione di una piattaforma che, andando al di là dei confini nazionali, inventa strumenti nuovi per affrontare con politiche attive del lavoro i guai delle aree di crisi: occhi puntati su nautica e economia del mare per creare «occupazione sostenibile e di qualità». Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri progetti che vedono il coinvolgimento della Regione: da un lato, c’è la spinta alla competitività delle piccole imprese sulla frontiera del turismo verde (nella natura) e blu (marino) in questo spazio un po’ italiano e un po’ francese (Terragir3); dall’altra, c’è la valorizzazione del fascino dei treni storici e delle linee ferroviarie turistiche.
Ma nel ventaglio dei progetti ce n’è uno che fissa lo sguardo sull’utilizzo del Gnl come combustibile a basso impatto ambientale per le flotte delle navi a spasso nei nostri porti. È da tempo che l’Authority ha messo nel proprio menù strategico l’idea di un porto più “verde”: e i fumi delle navi ferme a banchina con i motori sempre in moto ammorbano di smog l’aria della città, come ripete il nuovo Coordinamento di Porto Pulito.
In passato, l’Authority livornese è stata apripista dell’elettrificazione delle banchine: siamo uno dei rarissimi casi in cui, per ora solo alla calata Sgarallino, da terra si può dare elettricità alle navi evitando di costringerle a tenere accesi i motori per far funzionare gli apparati di bordo. Ma praticamente non ci sono navi attrezzate e il nuovo impianto è riumasto lì. Anche perché gli armatori stanno puntando su altre soluzioni: anziché ricevere elettricità da terra, meglio usare o apparecchiature per l’abbattimento di fumi (una sorta di “marmitta catalitica”) o combustibili meno inquinanti.
Nel frattempo anche il rogassificatore Olt ha messo nero su bianco l’interesse per trasformarsi in parte come polo dal quale smistare i rifornimenti di gnl in tutto l’Alto Tirreno.
Ma questo non è che uno dei fronti su cui, com’è stato messo in evidenza nel corso della conferenza stampa del presidente Rossi, si è concentrata l’attenzione operativa dell’Authority livornese. Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, è in campo anche su altri versanti della sostenobilità: migliorare il trattamento dei rifiuti, ridurre l'inquinamento acustico e far sviluppare le piattaforme logistiche collegate al porto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La fetta più rilevante è andata a progetti che vedono la Toscana come apripista (e l’Authority labronica come braccio operativo) ed è per questo che a Firenze suonano la gran cassa: un euro su quattro, cioè circa 15 milioni di euro. «È lo spicchio più consistente di questi finanziamenti», dice Rossi ricordando che, nel vertice di Cagliari, fra i 32 progetti promossi sono stati ripartiti 61 dei 69,2 milioni di euro messi a disposizione da Bruxelles (mentre i progetti per i quali i vari enti si sono fatti avanti erano a caccia di 112 milioni di euro di finanziamenti).
Dal quartier generale della Regione insistono sui numeri: «La Toscana conta oltre un quarto delle presenze partenariali (59 su 234), 29 dei 32 progetti approvati «hanno almeno un partner toscano» (tra i quali vanno considerati anche, come membri del comitato di sorveglianza, le associazioni regionali dei Comuni e delle Province, cioè Anci e Upi Toscana). Di più: per 8 dei 32 progetti il capofila è toscano, e la Regione Toscana è capofila di due progetti strategici fra i tre che hanno avuto l’ok definitivo.
Di quali progetti parliamo? L’uno è “Mobimart” e punta a sviluppare un unico strumento di info-mobilità per i viaggiatori» (nel pool anche l’Authority livornese e la nostra Provincia): una sorta di “app” che metta insieme le informazioni su treno, bus e nave per aiutare in un sol colpo il turista che vuol muoversi sfruttando le coincidenze fra i vari mezzi. L’altro è “Sicomar plus” che invece si occuperà «della sicurezza della navigazione e sulla qualità dell’ambiente marino»: viene presentata come una strumentazione presumibilmente satellitare che, tramite anche il know how del Lamma, tenga un occhio sulle correnti marine e su possibili sversamenti in mare.
Non basta: la Regione – viene sottolineato da Rossi – è capofila anche nel progetto hciamato “Smart Destination” che punta a nuove modalità di «valorizzazione dell'offerta turistica territoriale transnazionale». Da aggiungere che è partner nella realizzazione di una piattaforma che, andando al di là dei confini nazionali, inventa strumenti nuovi per affrontare con politiche attive del lavoro i guai delle aree di crisi: occhi puntati su nautica e economia del mare per creare «occupazione sostenibile e di qualità». Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri progetti che vedono il coinvolgimento della Regione: da un lato, c’è la spinta alla competitività delle piccole imprese sulla frontiera del turismo verde (nella natura) e blu (marino) in questo spazio un po’ italiano e un po’ francese (Terragir3); dall’altra, c’è la valorizzazione del fascino dei treni storici e delle linee ferroviarie turistiche.
Ma nel ventaglio dei progetti ce n’è uno che fissa lo sguardo sull’utilizzo del Gnl come combustibile a basso impatto ambientale per le flotte delle navi a spasso nei nostri porti. È da tempo che l’Authority ha messo nel proprio menù strategico l’idea di un porto più “verde”: e i fumi delle navi ferme a banchina con i motori sempre in moto ammorbano di smog l’aria della città, come ripete il nuovo Coordinamento di Porto Pulito.
In passato, l’Authority livornese è stata apripista dell’elettrificazione delle banchine: siamo uno dei rarissimi casi in cui, per ora solo alla calata Sgarallino, da terra si può dare elettricità alle navi evitando di costringerle a tenere accesi i motori per far funzionare gli apparati di bordo. Ma praticamente non ci sono navi attrezzate e il nuovo impianto è riumasto lì. Anche perché gli armatori stanno puntando su altre soluzioni: anziché ricevere elettricità da terra, meglio usare o apparecchiature per l’abbattimento di fumi (una sorta di “marmitta catalitica”) o combustibili meno inquinanti.
Nel frattempo anche il rogassificatore Olt ha messo nero su bianco l’interesse per trasformarsi in parte come polo dal quale smistare i rifornimenti di gnl in tutto l’Alto Tirreno.
Ma questo non è che uno dei fronti su cui, com’è stato messo in evidenza nel corso della conferenza stampa del presidente Rossi, si è concentrata l’attenzione operativa dell’Authority livornese. Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, è in campo anche su altri versanti della sostenobilità: migliorare il trattamento dei rifiuti, ridurre l'inquinamento acustico e far sviluppare le piattaforme logistiche collegate al porto.
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