Gioco
Cinque multinazionali farmaceutiche scelgono Livorno per spedire i medicinali
Progetto per spedire i farmaci via mare anziché con l’aereo. La Regione al lavoro, per la piattaforma ipotesi Guasticce
Menarini, Gsk Vaccines, Molteni, Eli Lilly e Kedrion. Il gruppo di multinazionali del settore farmaceutico è pronto a sbarcare con un progetto comune a Livorno. Un hub per spedire all’estero i propri medicinali che oggi vengono inviati nei loro principali mercati del mondo da Roma e da Milano, solo per via aerea. L’esigenza di una piattaforma logistica in Toscana è stata infatti una delle prime richieste che i dirigenti delle realtà internazionali che hanno una sede in Toscana hanno inoltrato alla Regione grazie al tavolo di lavoro che raggruppa trenta aziende del settore e che punta ad agevolarne l’espansione nel nostro territorio. Per l’hub altamente specializzato siamo ancora in una fase embrionale ma le premesse e gli elementi di partenza necessari ci sono tutti. «Il gruppo – spiega Ernesto Paolo Tedeschi, responsabile della segreteria del presidente Enrico Rossi – è stato creato per identificare le priorità del settore in modo da agevolare lo sviluppo di una realtà in forte espansione e già presente in modo massiccio in Toscana. Tra le esigenze emerse c’è anche quella di consentire la realizzazione di una piattaforma logistica condivisa. Su questo progetto si è concentrato l’interesse di cinque tra le principali realtà».
La scelta sull’area in cui realizzare la piattaforma è caduta su Livorno, città in cui ci sono gli eventuali spazi da riqualificare in una zona particolarmente attrattiva per la presenza del porto e del vicino aeroporto di Pisa che può rendere completa la piattaforma sia per le spedizioni via mare sia in aereo.
«A Livorno è considerata particolarmente attrattiva la presenza dell’interporto e quindi di un collegamento con Firenze, zona in cui hanno sede la maggior parte delle aziende», continua a spiegare Tedeschi che per il momento preferisce non entrare nel dettaglio delle possibili aree individuate. «Siamo in una fase di trattativa con le multinazionali e solamente a fine mese, al più tardi a settembre, avremo qualche certezza in più sugli spazi ritenuti più adeguati. È in programma un incontro a fine mese». «Per quanto ci riguarda – conferma Concetto Vasta, direttore corporate affairs&market access di Eli Lilly– siamo interessati a una piattaforma logistica che consenta le esportazioni in tutto il mondo anche via mare. Oltre il 90% di quello che produciamo nella provincia di Firenze va all’estero. La Toscana è la terza regione in Italia per produzione di farmaci ma l’unica ad oggi che non ha uno spazio logistico».
Un hub per spedire i medicinali nel mondo ma anche un’area di smistamento delle materie prime in arrivo dall’estero. «Sì – conferma il dirigente regionale – stiamo valutando anche la possibilità di creare un polo per l’approvvigionamento per le multinazionali. In questo caso stiamo lavorando per un’area nell’empolese, un territorio ritenuto strategico perché tra Pisa, in questo caso arriva tutto per via aerea, e Firenze. Poi c’è il filone legato alla ricerca».
Del resto le condizioni per creare un humus favorevole all’apertura di nuovi laboratori ci sono tutte. A partire da realtà universitarie che rappresentano l’eccellenza fino a ospedali che possono garantire la sperimentazione dei medicinali. «La Regione – aggiunge Vasta – sta lavorando per ridurre i tempi burocratici necessari. Questo è uno dei problemi più seri per il settore in Italia: nei tempi in cui viene dato l’ok qui, in Germania abbiamo terminato la sperimentazione. È chiaro che con tempi certi e più brevi aumenta anche l’interesse per creare spazi destinati alla ricerca».
«L’incremento della ricerca – interviene Tedeschi – è uno dei filoni per favorire lo sviluppo. Stiamo pensando a un potenziamento della parte legata ai vaccini. Si stanno definendo con il Ministero i criteri per rilocare alcuni impianti, nell’area senese, che altrimenti cadrebbero in disuso. Una pratica questa già utilizzata per altri settori. La creazione di poli che vanno incontro alle imprese portano nella nostra regione investimenti di svariate decine di milioni di euro ma soprattutto servono a farci cogliere opportunità di lavoro e di sviluppo».
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