Gioco
la replica
La ditta: «Nessuna rivalsa, hanno rifiutato l’offerta»
La replica dell’azienda: «Mesi di trattative ma hanno detto no alle nostre proposte, non avevamo scelta»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Ma quale ritorsione? Sono quattro mesi che cerchiamo una soluzione per integrare i lavoratori e consentire a tutti di lavorare. Tanti hanno accettato la nostra proposta, quattro l’hanno rifiutata. Siamo stati costretti a muoverci così». A rispondere alle lamentele dei dipendenti è Alessandro Croci, amministratore di Porca Vacca.
«Non è assolutamente vero che ce l’abbiamo con loro perché hanno fatto sciopero. Ci sono persone che a febbraio scelsero legittimamente di scioperare e poi hanno addirittura avuto un avanzamento di livello. Noi facciamo il massimo per i nostri lavoratori e continueremo sempre a farlo perché nel ristorante c’è bisogno della totale collaborazione tra tutte le parti. Solo così l’azienda potrà continuare sempre a migliorare».
Ai quattro ragazzi licenziati, però, non sarebbe stata data alcuna alternativa. Ed è per questo che è scattata l’ennesima protesta. «Il ristorante di Livorno funziona bene e ha bisogno di tanti lavoratori dinamici - spiega - Perciò, da un punto di vista organizzativo, abbiamo bisogno di tante persone che lavorino meno ore di un full time. Buona parte dei dipendenti ha accettato questo nuovo contratto, che è passato da 40 a 30 ore settimanali. Altri no. Sono quattro mesi che lavoriamo con il sindacato e con questi lavoratori per cercare una soluzione, ma loro non hanno mai voluto accettare le nostre offerte. Dal nostro punto di vista, le assunzioni sono un vanto. Negli ultimi cinque mesi abbiamo assunto diciotto nuove persone solamente a Livorno. Dal loro punto di vista, però, le assunzioni sono un elemento negativo».
Da quando i lavoratori fecero sciopero lo scorso febbraio, ci sono state diverse persone che hanno deciso di andarsene. «È vero, ma abbiamo sempre trovato accordi economici di buona uscita con tutti i lavoratori che non si rispecchiavano più nel Porca Vacca e non credevano più nel progetto. Non vogliamo metterci contro i nostri stessi lavoratori. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo cercato una soluzione che stesse bene a tutti, dando lavoro a più persone possibile, ma con il piccolo sacrificio di rinunciare all’orario pieno. Siamo un’azienda giovane e in crescita che nei vari punti vendita ha oltre centotrenta dipendenti. Ci teniamo che le cose vadano bene».
Però i contratti che sono stati proposti sono di settimo livello, mentre le mansioni che svolgeranno gli assunti andranno ben oltre. «In accordo con il sindacato – ha chiuso Croce – abbiamo portato i vecchi contratti di settimo livello al sesto livello, che è quello più adeguato. In una fase iniziale ci sta che l’inquadramento momentaneo dei nuovi dipendenti sarà di settimo livello. Ma poi ci sarà l’avanzamento. Qualcuno è addirittura passato al quinto livello. Ripeto, quasi tutti hanno capito quali sono le dinamiche aziendali e hanno accettato il nuovo contratto - conclude l’amministratore - In quattro non hanno voluto farlo e non avevamo altra scelta: siamo stati costretti a prendere questa decisione». (n. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Non è assolutamente vero che ce l’abbiamo con loro perché hanno fatto sciopero. Ci sono persone che a febbraio scelsero legittimamente di scioperare e poi hanno addirittura avuto un avanzamento di livello. Noi facciamo il massimo per i nostri lavoratori e continueremo sempre a farlo perché nel ristorante c’è bisogno della totale collaborazione tra tutte le parti. Solo così l’azienda potrà continuare sempre a migliorare».
Ai quattro ragazzi licenziati, però, non sarebbe stata data alcuna alternativa. Ed è per questo che è scattata l’ennesima protesta. «Il ristorante di Livorno funziona bene e ha bisogno di tanti lavoratori dinamici - spiega - Perciò, da un punto di vista organizzativo, abbiamo bisogno di tante persone che lavorino meno ore di un full time. Buona parte dei dipendenti ha accettato questo nuovo contratto, che è passato da 40 a 30 ore settimanali. Altri no. Sono quattro mesi che lavoriamo con il sindacato e con questi lavoratori per cercare una soluzione, ma loro non hanno mai voluto accettare le nostre offerte. Dal nostro punto di vista, le assunzioni sono un vanto. Negli ultimi cinque mesi abbiamo assunto diciotto nuove persone solamente a Livorno. Dal loro punto di vista, però, le assunzioni sono un elemento negativo».
Da quando i lavoratori fecero sciopero lo scorso febbraio, ci sono state diverse persone che hanno deciso di andarsene. «È vero, ma abbiamo sempre trovato accordi economici di buona uscita con tutti i lavoratori che non si rispecchiavano più nel Porca Vacca e non credevano più nel progetto. Non vogliamo metterci contro i nostri stessi lavoratori. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo cercato una soluzione che stesse bene a tutti, dando lavoro a più persone possibile, ma con il piccolo sacrificio di rinunciare all’orario pieno. Siamo un’azienda giovane e in crescita che nei vari punti vendita ha oltre centotrenta dipendenti. Ci teniamo che le cose vadano bene».
Però i contratti che sono stati proposti sono di settimo livello, mentre le mansioni che svolgeranno gli assunti andranno ben oltre. «In accordo con il sindacato – ha chiuso Croce – abbiamo portato i vecchi contratti di settimo livello al sesto livello, che è quello più adeguato. In una fase iniziale ci sta che l’inquadramento momentaneo dei nuovi dipendenti sarà di settimo livello. Ma poi ci sarà l’avanzamento. Qualcuno è addirittura passato al quinto livello. Ripeto, quasi tutti hanno capito quali sono le dinamiche aziendali e hanno accettato il nuovo contratto - conclude l’amministratore - In quattro non hanno voluto farlo e non avevamo altra scelta: siamo stati costretti a prendere questa decisione». (n. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
