Il Tirreno

Livorno

Il figlio distrugge il bar sul lungomare: «Mi scuso, lo riparo io»

di Francesca Suggi
Il figlio distrugge il bar sul lungomare: «Mi scuso, lo riparo io»

Livorno, si fanno avanti i genitori di uno dei tre ragazzi che hanno sfondato il chiosco all'Accademia. Il titolare: «Il padre si è offerto di aiutarmi, apprezzo il gesto e ritiro la denuncia»

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LIVORNO. Si fanno avanti con lo sguardo basso, gli occhi pieni di vergogna e la bocca traboccante di scuse. Sono i genitori del 17enne che, insieme a due amici maggiorenni (tutti e tre sono stati denunciati) hanno sfondato, due notti fa, il Baretto dell’Accademia, rubando noccioline, addormentasuocere e qualche birra. Babbo e mamma vogliono parlare con Massimiliano Bonfigli, il titolare del chiosco, uno dei più conosciuti e frequentati del lungomare. «Erano già venuti l’altro ieri, ma si vergognavano troppo e sono andati via per poi tornare: con loro c’era anche il ragazzo, erano veramente affranti e dispiaciuti per quello che ha combinato il figlio e si sono scusati con mille parole», racconta l’imprenditore che ha subito lo sfondamento del pannello davanti del chiosco e del pavimento, con una pala.

«I genitori avrebbero voluto contribuire a ripagare i danni che ha subito il chiosco anche per mano del figlio, ma avendo entrambi una situazione difficile a livello economico perché tutti e due sono licenziati da un’azienda che ha chiuso, ma non possono farlo - continua - Allora il padre si è offerto di aiutarmi a riparare il chiosco facendo lui i lavori che servono». Bonfigli apprezza il gesto. E promette che ritirerà la denuncia nei confronti del minorenne.

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«Ci hanno messo la faccia e il coraggio, per questo ho apprezzato tanto che siano venuti: anche il ragazzo si è scusato e ha detto di aver perso il controllo». È ancora il titolare a riavvolgere il filo e a raccontare come ha scoperto gli autori del furto. «Dopo essere arrivato, l’altra mattina e aver visto il chiosco sfondato, ho poi notato in fondo alla spiaggia, nell’acqua bassa, diverse bottiglie rotte, proprio dove stanno i bambini». Bonfigli si precipita a togliere quei vetri dall’acqua e vede una tenda. «In quel momento esce fuori uno dei tre ragazzi occupanti e dentro vedo un bustone con birre, noccioline e addormentasuocere: proprio la merce che mi era stata rubata».

Qualcuno in spiaggia chiama la polizia. «I ragazzi dopo averlo fatto con me, ammettono anche davanti agli agenti di essere stati loro a sfondare il chiosco». Per tutti e tre, a quel punto, scatta la denuncia per furto. «Ho visto il pentimento negli occhi del ragazzo e ho veramente apprezzato il gesto dei genitori - chiudono dal Baretto - per questo ho deciso di ritirare la denuncia nei suoi confronti».

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