Il Tirreno

Livorno

Donne vittime: la violenza si nutre di pretesti - Il commento

Ilaria Bonuccelli

In Italia esiste una legge che consente di allontanare con provvedimento d’urgenza dalla casa familiare una persona che possa mettere «in grave e attuale pericolo la vita o l'integrità fisica o psichica della persona offesa», ripetendo un comportamento criminale. Ma bisogna che il comportamento sia efferato

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Non è vero. Non è vero che a Viareggio una donna di 68 anni ieri è stata pestata a sangue dal marito perché il riso era scotto. Non è vero che a Massa una donna è stata picchiata per l’ennesima volta dal marito perché ha ordinato una pizza che non era abbastanza piccante. E non è vero che Erika Preti è stata ammazzata in Sardegna dal suo fidanzato Dimitri Fricano perché lo ha ripreso per le briciole di pane lasciate sul tavolo. Fa comodo dire così, ma non è vero. Il riso, la pizza, le briciole non sono un movente. Neppure una ragione. Figurarsi una giustificazione per la violenza. Sono un modo comodo per spiegare quello che non ci piace: ci sono uomini violenti. E siamo impreparati ad affrontare questa violenza. Continuiamo a ripeterci che la soluzione al problema è culturale; che serve una diversa educazione. Ma non ci chiediamo quanti anni ci vorranno prima che questa strada - assolutamente da percorrere - possa dare risultati concreti.

Nel frattempo, cosa facciamo? Le risposte a questa domanda oggi sono: la donna che ha scotto il riso, un anno fa è stata scaraventata giù dalle scale e il marito continua a vivere nella casa familiare; la donna che ha ordinato la pizza poco piccante si è rifugiata dai parenti, mentre il marito non è stato allontanato dalla casa familiare. Ai poliziotti ha detto di aver picchiato la moglie, ma nessuno l’ha toccato. Non c’era flagranza di reato. Perché in Italia esiste una legge che consente di allontanare con provvedimento d’urgenza dalla casa familiare una persona che possa mettere «in grave e attuale pericolo la vita o l'integrità fisica o psichica della persona offesa», ripetendo un comportamento criminale. Ma bisogna che il comportamento sia efferato, che sia provata la flagranza, appunto, o la quasi flagranza. La Cassazione ha stabilito che la quasi flagranza implichi la fuga (correndo) del violento. Quindi picchia e scappa. Ma non scappano, restano sempre in casa. E a fuggire sono sempre le donne maltrattate.
 

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