Il Tirreno

Livorno

Cna, causa collettiva ai colossi dei Tir: «Pratiche illecite»

Cna, causa collettiva ai colossi dei Tir: «Pratiche illecite»

I costruttori di camion accusati di far cartello per alzare i prezzi. «Sovraprezzo medio del 20% del costo dei mezzi pesanti»

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LIVORNO. Pratiche commerciali ritenute illecite. «È la prima volta, ma non sarà l’ultima». Così Dario Talini responsabile sindacale di Cna provinciale commenta l’avvio dell’azione legale collettiva cui hanno già aderito 47 aziende livornesi vittime del cosiddetto “Cartello dei Tir” cioè l’accordo sui prezzi di vendita fra le principali case costruttrici di mezzi pesanti, recentemente sanzionato dalla Commissione europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro. L’obiettivo è mettere in moto la macchina dei risarcimenti, nella speranza di poter recuperare parte dei loro investimenti. Delle imprese 9 sono elbane, 9 della Val di Cornia e 4 della Val di Cecina.

«Cna Fita è stata tra le prime in Europa, e sinora l’unica in Italia, a promuovere un’azione collettiva a favore degli autotrasportatori che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion nuovi o usati di medie (da 6 a 16 tonnellate) o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche Daf, Daimler Mercedes-Benz, Iveco, Man, Volvo Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011 – afferma Talini –. Sono tempi durissimi per le imprese dell’autotrasporto della nostra provincia e i mezzi sono la loro vita. Oltre ad aver subito una ingiustizia, il peso economico della stessa è estremamente rilevante: Cna farà loro da scudo e da ariete».

I mezzi delle 47 aziende livornesi finora entrati in questa sorta di class action sono 162, ma sono ancora soltanto una parte di quelli che hanno diritto a richiedere indietro ai costruttori quanto pagato in eccesso. «Stimiamo – afferma il responsabile sindacale Cna – che siano almeno un centinaio le imprese livornesi coinvolte, perché non parliamo solo del settore puro dell’autotrasporto ma più in generale di qualsiasi impresa anche edile, di spedizioni, produzione o altro che abbia acquistato un mezzo. L’azione collettiva di Cna ha come obbiettivo facilitare l’accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende e in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust, e nella protezione da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle imprese responsabili dell’illecito anticoncorrenziale». Che aggiunge: «Dietro lo scudo legale di Cna possono venire tutte le imprese e gli associati di Cna Fita possono partecipare senza anticipare alcun costo. Inoltre in caso di soccombenza, nessun costo sarà da loro sostenuto. L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri non può essere allo stato esattamente quantificata, ma si stima che il sovraprezzo medio causato dai cartelli si aggiri intorno al 20% del prezzo del camion acquistato nel periodo di vigenza dell’accordo illecito».

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di Redazione web