Gioco
Parliamo di Livorno senza blindare i dirigenti
LIVORNO. «All’ultimo congresso abbiamo sostenuto la proposta riformista di Matteo Renzi con molta convinzione, cercando di arricchire la mozione con contenuti e proposte originali e per questo ci...
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LIVORNO. «All’ultimo congresso abbiamo sostenuto la proposta riformista di Matteo Renzi con molta convinzione, cercando di arricchire la mozione con contenuti e proposte originali e per questo ci sentiamo di rigettare con forza la decisione di rinviare i congressi territoriali su Livorno». Porta la firma di 46 iscritti al Pd la nota di stampo renziano con cui viene chiesto di andare a congresso a breve anche in città. Primo firmatario Rocco Garufo, poi nomi che vanno da Alessio Quintavalle ad Alessio Ciampini, da Valerio Ferretti a Claudia Leone, da Marco Voleri a Daniela Bartalucci.
«I congressi di un grande partito – si legge nel documento – sono occasioni per discutere e confrontarsi su temi di grande importanza. A Livorno, ora più che mai, abbiamo bisogno di aprire un dibattito sulle prospettive dello sviluppo, parlando del porto e delle grandi infrastrutture; della città che vogliamo disegnare con un nuovo Piano strutturale; di come attrarre investimenti per rilanciare crescita e occupazione; della ricostruzione di un welfare innovativo, che ci permetta di ricompattare una coesione sociale lacerata da una condizione economica pesante, da processi di integrazione che stanno diventando faticosi e da situazioni non marginali di degrado urbano».
«Una discussione – si legge ancora – sui contenuti del futuro di Livorno, intorno ai quali aggregare forze e movimenti con gli stessi orientamenti politici e valoriali, per mobilitare il potenziale di energie latenti nella società livornese che non trovano opportunità per mettersi in gioco».
La posizione è chiara: «Vogliamo un congresso che dia l’occasione per discutere di tutto questo e di un Pd che torni ad essere attore protagonista della politica livornese, unito al suo interno e capace di promuovere processi di unità nell’arco delle forze di centrosinistra, in vista di un appuntamento storico come le amministrative del 2019. Congelare adesso il confronto congressuale darebbe il segnale esattamente contrario alla città e farebbe percepire tale scelta come la volontà di blindare dall’alto gruppi dirigenti che, probabilmente, qualcuno ritiene abbiano bisogno più di tutela che di autonomia. Per questo confidiamo nella volontà e nella capacità del gruppo dirigente locale, di rigettare la proposta di sospensione congressuale e aprire una fase di confronto propositivo e proficuo per tutto il Pd».
Di seguito i nomi di chi ha firmato il documento diffuso ieri: Rocco Garufo, Alessio Quintavalle, Alessio Ciampini, Valerio Ferretti, Claudia Leone, Davide Passetti, Elis Bufalini, Daniela Bartalucci, Luca Santi, Francesco Menicagli, Silvia Motroni, Simone Maltinti, Adriano Tramonti, Francesco Pulcrano, Ruggero Morelli, Giulia Gambacciani, Marco Voleri, Massimiliano Bitossi, Giulia Cecchi, Matteo Baldini, Alessandro Banchetti, Dario Senzacqua, Angelo DiCristo, Sarah Gherarducci, Paolo DelNista, Gabriella Piccini, Luca Liuni, Claudio Cecchi, Sergio Menicagli, Mauro Garofoli, Daniele Morelli, Paolo Genovesi, Lorenzo Talini, Alberto Mencacci, Ismo Rugiadi, Gino Fantozzi, Lorenzo Simoncini, Luciano Leandrini, Giovanna Nannipieri, Giuseppe Barabino, Paolo Poggiali, Lidia Rosini, Carlo Nocchi, Giulio Profeta, Antonella Chesi, Irma Agostini.
«I congressi di un grande partito – si legge nel documento – sono occasioni per discutere e confrontarsi su temi di grande importanza. A Livorno, ora più che mai, abbiamo bisogno di aprire un dibattito sulle prospettive dello sviluppo, parlando del porto e delle grandi infrastrutture; della città che vogliamo disegnare con un nuovo Piano strutturale; di come attrarre investimenti per rilanciare crescita e occupazione; della ricostruzione di un welfare innovativo, che ci permetta di ricompattare una coesione sociale lacerata da una condizione economica pesante, da processi di integrazione che stanno diventando faticosi e da situazioni non marginali di degrado urbano».
«Una discussione – si legge ancora – sui contenuti del futuro di Livorno, intorno ai quali aggregare forze e movimenti con gli stessi orientamenti politici e valoriali, per mobilitare il potenziale di energie latenti nella società livornese che non trovano opportunità per mettersi in gioco».
La posizione è chiara: «Vogliamo un congresso che dia l’occasione per discutere di tutto questo e di un Pd che torni ad essere attore protagonista della politica livornese, unito al suo interno e capace di promuovere processi di unità nell’arco delle forze di centrosinistra, in vista di un appuntamento storico come le amministrative del 2019. Congelare adesso il confronto congressuale darebbe il segnale esattamente contrario alla città e farebbe percepire tale scelta come la volontà di blindare dall’alto gruppi dirigenti che, probabilmente, qualcuno ritiene abbiano bisogno più di tutela che di autonomia. Per questo confidiamo nella volontà e nella capacità del gruppo dirigente locale, di rigettare la proposta di sospensione congressuale e aprire una fase di confronto propositivo e proficuo per tutto il Pd».
Di seguito i nomi di chi ha firmato il documento diffuso ieri: Rocco Garufo, Alessio Quintavalle, Alessio Ciampini, Valerio Ferretti, Claudia Leone, Davide Passetti, Elis Bufalini, Daniela Bartalucci, Luca Santi, Francesco Menicagli, Silvia Motroni, Simone Maltinti, Adriano Tramonti, Francesco Pulcrano, Ruggero Morelli, Giulia Gambacciani, Marco Voleri, Massimiliano Bitossi, Giulia Cecchi, Matteo Baldini, Alessandro Banchetti, Dario Senzacqua, Angelo DiCristo, Sarah Gherarducci, Paolo DelNista, Gabriella Piccini, Luca Liuni, Claudio Cecchi, Sergio Menicagli, Mauro Garofoli, Daniele Morelli, Paolo Genovesi, Lorenzo Talini, Alberto Mencacci, Ismo Rugiadi, Gino Fantozzi, Lorenzo Simoncini, Luciano Leandrini, Giovanna Nannipieri, Giuseppe Barabino, Paolo Poggiali, Lidia Rosini, Carlo Nocchi, Giulio Profeta, Antonella Chesi, Irma Agostini.
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