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I guai della Labronica Ghezzani: «Dovevamo dar lavoro alla gente»

I guai della Labronica Ghezzani: «Dovevamo dar lavoro alla gente»

LIVORNO. «Nonostante una perdita di patrimonio di un milione e 600 nel periodo 2004-2009, la Labronica Corse ha speso più di 2 milioni tra il 2005 e il 2010. Oltre alla crisi dell'ippica, il...

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LIVORNO. «Nonostante una perdita di patrimonio di un milione e 600 nel periodo 2004-2009, la Labronica Corse ha speso più di 2 milioni tra il 2005 e il 2010. Oltre alla crisi dell'ippica, il fallimento dell'ippodromo è dovuto anche a una cattiva gestione». Con queste parole il consigliere Pd Marco Martelli ha cercato di incalzare Andrea Ghezzani, l'ex presidente della Labronica Corse, che ieri mattina è stato ascoltato in commissione sul Caprilli.

Dai dati che il liquidatore Fabrizio Giusti rese pubblici nel luglio 2015, infatti, emerse che di rimborso viaggi sono stati spesi 126mila euro, di spese di rappresentanza 118mila, di consulenze legali 253mila, di contributi e promozioni 67mila, di spese di coordinamento con gli altri ippodromi 23mila, di vigilanza 423mila, di consulenze tecniche 194mila, di pulizia 136mila, di manutenzione 293mila, di pubblicità 582mila e di trasferte 17 mila. «Senza contare le spese di un'associazione che finivano in capo alla Labronica e la locazione di un immobile ad uso abitativo. Alfea pagava 36mila euro l'anno di canone. Ed era il canone più alto percepito dal Comune rispetto ai precedenti gestori».

A queste accuse, però, Ghezzani ha preferito non rispondere in sede comunale. «L'azione di responsabilità è stata avviata, ma è ferma perché devono preparare la difesa. Certe cose sono anche vere, ma non vuol dire che debbano avere una sola chiave di lettura. E non vi dirò certo quale sarà la mia difesa. Quella società non doveva fare utili, avevamo una funzione sociale. Dovevamo dare lavoro a famiglie livornesi. Assumemmo personale in più perché dopo i contratti co-co-co, saremmo dovuti passare ai co-co-pro, ma i progetti non c'erano. Quello che è accaduto dopo il 2010 non mi riguarda, anche se ho una mia idea. Spero che, oltre a far chiarezza sul passato, si trovi una soluzione per risolvere il problema. La lettera di contestazione è stato un gesto ignobile, il ringraziamento di un'intera città a chi credeva nell'ippodromo. Io sono uno di quelli che pensa che la Livornese Corse Cavalli (società che gestì il Caprilli fino al 1973) meriti la Livornina d'Oro».

(n.c.)

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