Gioco
Mercato immobiliare: Lungomare e Montenero boom, Venezia e via Roma tirano il freno
Il nuovo dossier dell’Agenzia delle Entrate utilizza dati reali degli atti notarili zona per zona: si affloscia l’acquisto di monolocali (meno 8%) e s’impenna quello di abitazioni medie (più 33%)
LIVORNO. È come se al “ballo del mattone” – il valzer delle quotazioni immobiliari – Livorno avesse preso a danzare per conto proprio: magari non all’opposto di quanto accade altrove, ma certo a un ritmo del tutto suo. È quel che si legge in filigrana nelle statistiche regionali appena sfornate dall’Osservatorio del mercato immobiliare, il braccio operativo dell’Agenzia delle Entrate in questo specifico settore che mette nero su bianco non stime o dati a campione bensì l’identikit degli atti firmati sotto gli occhi dei notai.
Per dirne una: nell’arco dei dodici mesi del 2016 si sono contate in tutta la nostra provincia 4.230 abitazioni compravendute (in realtà, a esser precisi si parla di “Ntn”, sigla che sta per “numero di transazioni normalizzate”: è un indicatore complesso che tiene conto non solo del normale passaggio di mano di un intero appartamento ma anche degli atti che riguardano quote di proprietà). In tutta la Toscana solo Pistoia sorpassa l’incremento del 24,3% targato Livorno. E pensare che se restringiamo lo sguardo alla sola città capoluogo, l’aumento balza al 25,3%. In entrambi i casi siamo 5-6 punti percentuali al di sopra dello standard regionale. Di più: fra i quasi 300 Comuni di tutta la Toscana, a parte Firenze (che arriva a sfiorare le 4.800 compravendite, anzi “ntn”), non esiste altra realtà in cui si contino così tanti acquisti: 1.759 a Livorno città, 1.541 nel Comune di Prato, 1.369 in quello di Pistoia. Le altre cittò sono in un fazzoletto: Grosseto a quota 861, Lucca 855, Arezzo 794, Pistoia 722, Siena 659 (e, assai più indietro, Massa con poco più di mezzo migliaio).
C'è anche un cambio di rotta nella fisionomia delle case che passano da un proprietario all'altro, e anche in questo caso Livorno fa un po' storia a sé. Ad esempio, nel resto della Toscana il formato del monolocale forse non andrà per la maggiore ma certo vede le compravendite crescere (più 15,8% nelle città capoluogo, con punte oltre il 40% a Grosseto e Pistoia), a Livorno si registra una brusca inversione di tendenza: grafico all'ingiù (meno 8,3%) per le vendite di monolocali nel 2016 rispetto ai dodici mesi precedenti. Peggio di così, solo Prato. Eppure nel resto della nostra provincia le cose non vanno in questo modo: guai a parlare di impennata perché i monolocali venduti lo scorso anno non sono stati neanche il 5% in più a paragone dell'anno prima, ma certo l'andamento è opposto (con una distanza complessiva di oltre 13 punti percentuali).
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Qualcosa del genere vale anche per gli appartamenti catalogati come taglia “medio-piccola”: è vero che in questo caso si parla di crescita (più 10,0%), ma siamo lontani di quasi cinque punti dallo standard regionale e a non arriviamo alla metà dell'incremento registrato a Prato o alla metà della metà di quello totalizzato a Grosseto.
E allora cos'è che fa girare il contatore delle compravendite? Soprattutto le abitazioni di medie dimensioni con una impennata del 33%. In un mercato che, per questa tipologia, ha andamenti completamente diversi da città a città: nell'alveo del boom, oltre a Livorno (che sta 13 punti al di sopra della media regionale), ecco Grosseto (più 31,5%), Pistoia (più 38,4%) e soprattutto Arezzo (più 56,2%) ma a Massa si scende del 5%, Pisa resta al palo (più 0,5%), eccetto Lucca poco sotto il 20%, le altre città toscane (Firenze, Prato e Siena) sono attorno al 15-16%.
Ma il dossier dell’Agenzia delle Entrate indica anche la geografia delle zone dove le vendite sono andate meglio e quelle dove invece l’impennata è stata assai inferiore. Basti pensare al fatto che, in una zona come la fascia che va da via Montebello a via Marradi e corso Mazzini, l'incremento raggiunge a malapena il 9%. Praticamente un terzo della media cittadina. Poche strade più in là, ecco che invece ci ritroviamo nell'area fra piazza Magenta, via Calzabigi e viale Boccaccio che si è dimostrata una delle zone più apprezzate da chi va in cerca di acquisti (228 case vendute in un anno, il 29,8% in più rispetto all'anno scorso).
Nella zona di Antignano-Montenero il balzo arriva al 38,5%, tredici punti in più rispetto allo standard cittadino. Al di sopra del quale troviamo anche la fascia del lungomare: più 27% per viale Italia, Ardenza Mare e Quercianella.Sia le periferie di Leccia, Scopaia, Salviano e La Rosa vedono aumentare il numero degli atti notarili (più 23,7%) ma meno della media cittadina, idem per l'area nel triangolo fra il Comune, piazza della Repubblica e piazza Cavour (più 22,7%) ma a tirare il freno è soprattutto il rione Venezia (con sei punti e mezzo dallo standard cittadino) e, ancor di più, le periferie popolari nord da Sorgenti e Fiorentina a Corea e Shangai (poco più della metà della crescita del resto della città).
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