Gioco
Nasce il fronte che dice alt allo smog delle navi
di Alessandro Farulli
«Combustibili a più basso tenore di zolfo quando traghetti e love boat si avvicinano alle banchine»
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LIVORNO. Per migliorare la qualità dell’aria della nostra città è importante anche ridurre l’inquinamento causato dalle navi, in particolare quelle da crociera e i traghetti. Tante le azioni da poter mettere in campo, a partire dall’emanare un’ordinanza restrittiva, sull’esempio di Napoli, da parte della Capitaneria di Porto e dell’Autorità Portuale per la riduzione del tenore di zolfo allo 0,1% nel combustibile utilizzato dalle navi entro le due miglia dalla costa (mentre attualmente, durante la navigazione, può essere utilizzato con tenore di zolfo sino all’1,5% per traghetti o navi da crociera e al 3,5 per le altre navi).
A chiederlo è il neonato “Coordinamento Livorno porto pulito”, che dopo un paio di mesi di gestazione si è costituito e ha indicato come portavoce Sandra Bonaretti. Del coordinamento fanno parte associazioni quali Wwf, Legambiente e Quartieri Uniti oltre a liberi cittadini e Giovanna Cepparello, in veste di attivista. «L’inquinamento causato dalle grandi navi – hanno spiegato – è molto impattante sulla qualità della vita e sulla salute di chi abita in città portuali. Traghetti e navi da crociera arrivano a bruciare notevoli quantità di combustibili producendo ossidi di zolfo e di azoto, nonché rilevanti quantità di incombustibili, tutti elementi nocivi, legati in particolare a carburanti con alto tenore di zolfo e poco fluidi».
Il coordinamento non è un comitato e ha tenuto a sottolineare che «non vogliamo intralciare lo sviluppo del nostro porto – ha detto Sandra Bonaretti – siamo orgogliosi di vivere in una città portuale, ma vogliamo che lo sviluppo vada di pari passo con una sempre crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, necessaria per non cadere nell’ennesimo ricatto occupazionale».
Il Coordinamento ha presentato anche una serie di osservazioni al Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (Prqa), e aspetta risposte. Inoltre, intende portare avanti una campagna di sensibilizzazione, attraverso diverse attività comunicative quali anche aderendo un concorso fotografico per mostrare i fumi neri delle navi (“Un mare di fumo” ); ma contemporaneamente «creare un tavolo interistituzionale tra Comune di Livorno, l’Authority e la Capitaneria di porto, che possa valutare le migliori iniziative da mettere in atto nel porto di Livorno per migliorare la qualità dell’aria, anche con il supporto di Arpat».
Durante la presentazione, alla quale sono intervenute anche Gioia Bini (chimico di formazione) e Graziella Rossini (Wwf), è emerso che nell’ambito della Valutazione strategica ambientale cui è sottoposto il porto, verranno installate due nuove centraline per la misurazione della qualità dell’aria. Servirà però poi almeno un anno di misurazioni per trarre delle conclusioni. In settembre il Coordinamento organizzerà un evento pubblico, con lo scopo di presentare il suo “manifesto per un porto pulito”. «Crediamo – hanno detto – sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica, per creare una virtuosa spinta dal basso verso una portualità sostenibile» .
A chiederlo è il neonato “Coordinamento Livorno porto pulito”, che dopo un paio di mesi di gestazione si è costituito e ha indicato come portavoce Sandra Bonaretti. Del coordinamento fanno parte associazioni quali Wwf, Legambiente e Quartieri Uniti oltre a liberi cittadini e Giovanna Cepparello, in veste di attivista. «L’inquinamento causato dalle grandi navi – hanno spiegato – è molto impattante sulla qualità della vita e sulla salute di chi abita in città portuali. Traghetti e navi da crociera arrivano a bruciare notevoli quantità di combustibili producendo ossidi di zolfo e di azoto, nonché rilevanti quantità di incombustibili, tutti elementi nocivi, legati in particolare a carburanti con alto tenore di zolfo e poco fluidi».
Il coordinamento non è un comitato e ha tenuto a sottolineare che «non vogliamo intralciare lo sviluppo del nostro porto – ha detto Sandra Bonaretti – siamo orgogliosi di vivere in una città portuale, ma vogliamo che lo sviluppo vada di pari passo con una sempre crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, necessaria per non cadere nell’ennesimo ricatto occupazionale».
Il Coordinamento ha presentato anche una serie di osservazioni al Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (Prqa), e aspetta risposte. Inoltre, intende portare avanti una campagna di sensibilizzazione, attraverso diverse attività comunicative quali anche aderendo un concorso fotografico per mostrare i fumi neri delle navi (“Un mare di fumo” ); ma contemporaneamente «creare un tavolo interistituzionale tra Comune di Livorno, l’Authority e la Capitaneria di porto, che possa valutare le migliori iniziative da mettere in atto nel porto di Livorno per migliorare la qualità dell’aria, anche con il supporto di Arpat».
Durante la presentazione, alla quale sono intervenute anche Gioia Bini (chimico di formazione) e Graziella Rossini (Wwf), è emerso che nell’ambito della Valutazione strategica ambientale cui è sottoposto il porto, verranno installate due nuove centraline per la misurazione della qualità dell’aria. Servirà però poi almeno un anno di misurazioni per trarre delle conclusioni. In settembre il Coordinamento organizzerà un evento pubblico, con lo scopo di presentare il suo “manifesto per un porto pulito”. «Crediamo – hanno detto – sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica, per creare una virtuosa spinta dal basso verso una portualità sostenibile» .
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