Toscana
Muore dopo il bagno davanti alla moglie
di Alfredo Faetti
Addio all’ex presidente del circolo Marzocco: aveva 67 anni
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LIVORNO. Una bella mattinata estiva si è trasformata in un dramma. Il mare, il sole, gli scogli di Castel Boccale hanno perso ogni fascino quando la donna ha visto cadere suo marito a terra, colpito da un malore da cui non si riprenderà. Un medico, anche lui sugli scogli per godersi un giorno di balneazione, si è precipitato subito sul 67enne, cercando di farlo riprendere, ma è stato tutto inutile. Così come lo sono stati gli interventi dei sanitari arrivati poco dopo. Raffaele Scognamillo non ce l’ha fatta: se n’è andato a pochi metri da quella che è sempre stata la sua grande passione, il mare, sotto gli occhi atterriti della moglie.
Aveva origini sarde Scognamillo, di Alghero, ma ormai era considerato livornese al cento per cento. «Che era un sardo lo capivi dalla corporatura e dal carattere ostinato, ma a parte questo era diventato uno di noi», dicono dal consorzio nautico livornese sforzandosi di mostrare un sorriso nel ricordo dell’amico appena scomparso. Era un consigliere storico del consorzio, dopo aver passato un lungo periodo alla guida del circolo di Marzocco, caricandosi sulle spalle molti impegni affrontati con il suo tempo e le sue forze. Ma energie e passione non sono mai mancate. «Al consorzio parlavamo di vita, di pesca e di mare», continuano gli amici, che ora rivolgono un pensiero affettuoso alla moglie, i figli e alla sorella di Raffaele. «È incredibile che se ne sia andato così», concludono con il nodo alla gola.
Erano circa le 11 di ieri mattina sugli scogli di Boccale, affollati come ogni sabato di fine luglio. Scognamillo è lì con sua moglie e decide di fare un bagno: tuffo, due bracciate e poi risale dalla passerella in cemento che separa il mare dalla cantina dei sub. È proprio in quell’istante, ancora bagnato di salmastro dalla testa ai piedi, che il 67 si è accasciato a terra, accusando il malore, davanti alla moglie e a decine di bagnanti. Tra questi c’era anche un medico, scattato immediatamente in aiuto dell’uomo, praticandogli la respirazione bocca a bocca e praticandogli il massaggio cardiaco. Scognamillo però non ha risposto a questi tentativi di rianimazione. Intanto sono arrivati sul posto due mezzi della Misericordia, uno via terra l’altro via mare: la Misericordia di Livorno è arrivata a Boccale con un’ambulanza munita di un medico a bordo, mentre quella di Antignano è arrivata a riva con il gommone. Questo dispiegamento di soccorritori però non ha portato agli effetti sperati, perché il cuore del 67enne non è più ripartito, nonostante i molti tentativi.
Il decesso è stato confermato sugli scogli, con le onde del mare che continuavano ad infrangersi sulle rocce. Un rumore che ha accompagnato le orecchie di Scognamillo per tutta la sua vita, dai primi passi ad Alghero fino al suo arrivo a Livorno, dove ha lavorato e si è impegnato per chi come lui condivideva la passione per il mare e tutto ciò che lo riguarda: una passione attiva, vissuta da protagonista e sempre con il pensiero rivolto al bene comune. «L’età non conta: lui era nel fiore della vita», continuano dal consorzio, ancora increduli del dramma consumato in una mattinata estiva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Aveva origini sarde Scognamillo, di Alghero, ma ormai era considerato livornese al cento per cento. «Che era un sardo lo capivi dalla corporatura e dal carattere ostinato, ma a parte questo era diventato uno di noi», dicono dal consorzio nautico livornese sforzandosi di mostrare un sorriso nel ricordo dell’amico appena scomparso. Era un consigliere storico del consorzio, dopo aver passato un lungo periodo alla guida del circolo di Marzocco, caricandosi sulle spalle molti impegni affrontati con il suo tempo e le sue forze. Ma energie e passione non sono mai mancate. «Al consorzio parlavamo di vita, di pesca e di mare», continuano gli amici, che ora rivolgono un pensiero affettuoso alla moglie, i figli e alla sorella di Raffaele. «È incredibile che se ne sia andato così», concludono con il nodo alla gola.
Erano circa le 11 di ieri mattina sugli scogli di Boccale, affollati come ogni sabato di fine luglio. Scognamillo è lì con sua moglie e decide di fare un bagno: tuffo, due bracciate e poi risale dalla passerella in cemento che separa il mare dalla cantina dei sub. È proprio in quell’istante, ancora bagnato di salmastro dalla testa ai piedi, che il 67 si è accasciato a terra, accusando il malore, davanti alla moglie e a decine di bagnanti. Tra questi c’era anche un medico, scattato immediatamente in aiuto dell’uomo, praticandogli la respirazione bocca a bocca e praticandogli il massaggio cardiaco. Scognamillo però non ha risposto a questi tentativi di rianimazione. Intanto sono arrivati sul posto due mezzi della Misericordia, uno via terra l’altro via mare: la Misericordia di Livorno è arrivata a Boccale con un’ambulanza munita di un medico a bordo, mentre quella di Antignano è arrivata a riva con il gommone. Questo dispiegamento di soccorritori però non ha portato agli effetti sperati, perché il cuore del 67enne non è più ripartito, nonostante i molti tentativi.
Il decesso è stato confermato sugli scogli, con le onde del mare che continuavano ad infrangersi sulle rocce. Un rumore che ha accompagnato le orecchie di Scognamillo per tutta la sua vita, dai primi passi ad Alghero fino al suo arrivo a Livorno, dove ha lavorato e si è impegnato per chi come lui condivideva la passione per il mare e tutto ciò che lo riguarda: una passione attiva, vissuta da protagonista e sempre con il pensiero rivolto al bene comune. «L’età non conta: lui era nel fiore della vita», continuano dal consorzio, ancora increduli del dramma consumato in una mattinata estiva.
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