Il Tirreno

Livorno

Isabella Cecchi e Michele Crestacci a Caffè Tirreno

Isabella Cecchi e Michele Crestacci a Caffè Tirreno

I due artisti ieri sono stati protagonisti della serata dedicata a “La prima cosa bella” in cui hanno due ruoli significativi

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LIVORNO. Sono appena sbarcati dal battello dove hanno accompagnato un gruppo di persone nel tour in battello lungo i fossi, tra i luoghi dei film di Virzì e la storia della città. Un giretto, a salutare gli amici e poi eccoli al Caffè Tirreno. Isabella Cecchi e Michele Crestacci hanno in comune parecchie cose: hanno tutti e due lavorato con il regista livornese, sono livornesi e sprigionano simpatia non solo in scena o sul set ma anche davanti a un bicchiere di birra e una porzione di patatine fritte.

Ieri sera, presentati da Giorgio Algranti, hanno introdotto la proiezione di “La prima cosa bella”, altro film di Virzì girato interamente a Livorno. Isabella Cecchi in questa densa e agrodolce commedia che fa ridere e piangere interpreta zia Leda, sorella-antagonista della giovane e strampalata Ramazzotti, personaggio piuttosto rigido e arcigno. «È stato un ruolo che per me ha significato molto - racconta - decisamente diverso da quello che sempre per Virzì avevo interpretato in “Baci abbracci” dove ero Annalisa, ingenua segretaria». Isabella recita da quando era ragazzina, scuole di teatro in città ( e in teatro sta girando con due spettacoli “Maternity Blues” e “Milf”) poi appunto i film con Virzì (ha una piccolissima parte anche in “Ovosodo” e un ruolo breve ma determinante in “La pazza gioia” ) . Da poco ha finito di lavorare nella fiction per Raiuno di Francesca Archibugi “Romanzo familiare” girato tra Livorno e Torino anche se la storia è ambientata a Livorno.

«Questo è stato un lavoro bello e impegnativo. Ho un ruolo fisso, quello della custode di un centro di recupero per ragazzi difficili», racconta: «Francesca Archibugi è una persona deliziosa, mi sono sentita a mio agio e spero che ci sia un secondo capitolo. Aspetto con entusiasmo la messa in onda, in autunno».

Entusiasta di questa festa organizzata per “Ovosodo” («è il film che ha fatto conoscere Livorno, il nostro umorismo, i nostri luoghi e perché no anche i nostri drammi...») Isabella Cecchi ama il suo lavoro: «Per una decina di anni ho un po’ mollato, volevo stare vicino ai miei due figli, ma ora sono felice di aver avuto queste occasioni».

La storia di Michele Crestacci è diversa. Lui nasce come comico, come cabarettista. Virzì lo ha voluto per “La prima cosa bella” (interpreta l’amante di Claudia Pandolfi, «dovevo fare il marito ma mi dissero che ero troppo bello per quel ruolo» ricorda scherzando) e ha una piccola parte in “La pazza gioia”. Ruoli comunque che poco hanno a che fare con il cabaret e con il cabaret anche lui ormai non ha molto da spartire. «Qualche anno fa - spiega - ho capito che dovevo fare un salto, un cambiamento. La comicità mi aveva stancato.

Così è iniziata l’avventura con Alessandro Brucioni, con Mo-wam teatro, teatro di prosa e narrazione». Narrazione incentrata su Livorno e i suoi personaggi. Crestacci infatti, insieme a Brucioni, ha messo scena versioni assolutamente originali e appassionanti della storia di Modigliani, di Armando Picchi, Giorgio Caproni. E ha anche vinto un premio. Ora sta lavorando a “I 30 anni di piazza Cavallotti” perché lui in piazza ha vissuto davvero, «facevo il formaggiaio con mio padre». Sul fronte cinema, oltre ai film con Virzì, è stato coprotagnista in “Short Skin” di Duccio Chiarini che ha partecipato anche al Festival del Cinema di Venezia.(c.g.)

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