Toscana
E SI PARLÒ LIVORNESE A CEFALÙ
di MARCO SISI
Marco Sisi è fra i pionieri delle radio e tv private (TVL, Radio Flash e Telegranducato) degli anni Settanta. Lavora per Rai, Videotime e La7, prevalentemente nel settore news e infotainment e si...
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Marco Sisi è fra i pionieri delle radio e tv private (TVL, Radio Flash e Telegranducato) degli anni Settanta. Lavora per Rai, Videotime e La7, prevalentemente nel settore news e infotainment e si occupa del rapporto tra cinema e territorio. Nel 1997 a Cefalù collaborò all’organizzazione della settima edizione della rassegna cinematografica “Le città del cinema”, dedicata a Livorno su suo suggerimento.
“Correva l’anno”… era il 1996 e venni casualmente a sapere che in Sicilia, per l’esattezza a Cefalù, si sarebbe svolta all’inizio dell’autunno la sesta edizione della Rassegna “Le città del Cinema”, imperniata, come si può capire, sui film girati in una città. Grazie a un lunghissimo fax da me inviato al direttore artistico Corrado Catania, l’edizione 1997 fu dedicata a Livorno.
Per una meravigliosa coincidenza, in quegli stessi giorni si seppe che Paolo Virzì avrebbe girato un film in città. Il film (ancora non lo sapevo) si sarebbe intitolato “Ovosodo”. Nei mesi successivi, parallelamente, il film e la Rassegna di Cefalù presero forma. Stabilimmo di proiettare “Senza pietà”, “Le notti bianche”, “Tutti a casa”, “Il sorpasso”, ”Escalation”, “Per questa notte”, lasciando poi un posto libero per “Ovosodo”, ormai arrivato in postproduzione. Lo spazio, però, corse il rischio di rimanere vuoto: l’arrivo della pellicola nelle sale era stato programmato per novembre e la Rassegna si svolgeva dal 14 al 18 ottobre.
Vittorio Cecchi Gori, il produttore, aveva deciso di non far partecipare il film ad alcun festival che non fosse quello di Venezia. Invece stava per verificarsi un’altra coincidenza: alla 54ª Mostra del Cinema il Premio Speciale della Giuria venne assegnato proprio a “Ovosodo” e la distribuzione (Cecchi Gori Group) scelse di anticiparne l’uscita al 12 settembre e, per quanto riguardava, Cefalù, bastò prenotarlo per il 17 ottobre. Restava da organizzare la presenza degli ospiti.
Paolo Virzì, contattato da Corrado Catania, declinò l’invito. Allora contattai Edoardo Gabbriellini, che nella giornata finale avrebbe dovuto ricevere anche la Spilla d’Oro. Dopo aver accettato entusiasta, mi chiamò il 16 pomeriggio, alla vigilia della partenza, per dirmi che non sarebbe potuto venire a Cefalù in quanto il 17 mattina doveva sostenere un provino a Roma per una pubblicità, era il celebre spot Nescafé di Gabriele Muccino con Camila Raznovich, ispirato alla scena di “Ovosodo” nella quale Piero incontra Lisa. Mancavano poche ore alla partenza. Che fare? Mi venne un’idea folle: chiamai Pietro Fornaciari e spiritosamente l’inchiodai alle proprie responsabilità di padre, sia pur cinematografico, della star che aveva dato forfait. Accadde il miracolo: la canaglia che nella pellicola entra e esce di galera si dimostrò un signore, rendendosi disponibile a cancellare ogni impegno e a farsi trovare all’aeroporto di Pisa l’indomani mattina. Al termine della rassegna, la domenica pomeriggio, era in programma la tavola rotonda su “Livorno nel cinema”, relatori Sandro Bernardi, Lorenzo Cuccu, Carlo Di Carlo e il sottoscritto. Madrina Giulia Boschi e premi a Giuliano Montaldo (Targa Ferraù “Una vita per il cinema”), Carlo Di Carlo, Pietro Fornaciari e Bruna Magi (“Spilla d’Oro”).
A pranzo in albergo mancava proprio Fornaciari. Dov’era finito? In terrazza, al banchetto di un matrimonio. Qualcuno degli ospiti l’aveva riconosciuto come “quello del film” e s’era messo a firmare autografi e a farsi fotografare con gli sposi.
“Correva l’anno”… era il 1996 e venni casualmente a sapere che in Sicilia, per l’esattezza a Cefalù, si sarebbe svolta all’inizio dell’autunno la sesta edizione della Rassegna “Le città del Cinema”, imperniata, come si può capire, sui film girati in una città. Grazie a un lunghissimo fax da me inviato al direttore artistico Corrado Catania, l’edizione 1997 fu dedicata a Livorno.
Per una meravigliosa coincidenza, in quegli stessi giorni si seppe che Paolo Virzì avrebbe girato un film in città. Il film (ancora non lo sapevo) si sarebbe intitolato “Ovosodo”. Nei mesi successivi, parallelamente, il film e la Rassegna di Cefalù presero forma. Stabilimmo di proiettare “Senza pietà”, “Le notti bianche”, “Tutti a casa”, “Il sorpasso”, ”Escalation”, “Per questa notte”, lasciando poi un posto libero per “Ovosodo”, ormai arrivato in postproduzione. Lo spazio, però, corse il rischio di rimanere vuoto: l’arrivo della pellicola nelle sale era stato programmato per novembre e la Rassegna si svolgeva dal 14 al 18 ottobre.
Vittorio Cecchi Gori, il produttore, aveva deciso di non far partecipare il film ad alcun festival che non fosse quello di Venezia. Invece stava per verificarsi un’altra coincidenza: alla 54ª Mostra del Cinema il Premio Speciale della Giuria venne assegnato proprio a “Ovosodo” e la distribuzione (Cecchi Gori Group) scelse di anticiparne l’uscita al 12 settembre e, per quanto riguardava, Cefalù, bastò prenotarlo per il 17 ottobre. Restava da organizzare la presenza degli ospiti.
Paolo Virzì, contattato da Corrado Catania, declinò l’invito. Allora contattai Edoardo Gabbriellini, che nella giornata finale avrebbe dovuto ricevere anche la Spilla d’Oro. Dopo aver accettato entusiasta, mi chiamò il 16 pomeriggio, alla vigilia della partenza, per dirmi che non sarebbe potuto venire a Cefalù in quanto il 17 mattina doveva sostenere un provino a Roma per una pubblicità, era il celebre spot Nescafé di Gabriele Muccino con Camila Raznovich, ispirato alla scena di “Ovosodo” nella quale Piero incontra Lisa. Mancavano poche ore alla partenza. Che fare? Mi venne un’idea folle: chiamai Pietro Fornaciari e spiritosamente l’inchiodai alle proprie responsabilità di padre, sia pur cinematografico, della star che aveva dato forfait. Accadde il miracolo: la canaglia che nella pellicola entra e esce di galera si dimostrò un signore, rendendosi disponibile a cancellare ogni impegno e a farsi trovare all’aeroporto di Pisa l’indomani mattina. Al termine della rassegna, la domenica pomeriggio, era in programma la tavola rotonda su “Livorno nel cinema”, relatori Sandro Bernardi, Lorenzo Cuccu, Carlo Di Carlo e il sottoscritto. Madrina Giulia Boschi e premi a Giuliano Montaldo (Targa Ferraù “Una vita per il cinema”), Carlo Di Carlo, Pietro Fornaciari e Bruna Magi (“Spilla d’Oro”).
A pranzo in albergo mancava proprio Fornaciari. Dov’era finito? In terrazza, al banchetto di un matrimonio. Qualcuno degli ospiti l’aveva riconosciuto come “quello del film” e s’era messo a firmare autografi e a farsi fotografare con gli sposi.
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