Il Tirreno

Livorno

Paolino Ruffini rivela: "Il protagonista dovevo essere io"

di Cristiana Grasso
Paolino Ruffini rivela: "Il protagonista dovevo essere io"

Il comico, attore e regista racconta la sua esperienza come interprete di “Ovosodo” e “La prima cosa bella”

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LIVORNO. Paolo Ruffini era un ragazzo e basta. Non il ragazzo prodigio che sarebbe diventato di lì a poco, giovanissimo VJ per Mtv, ideatore e fondatore di quel mito che è diventato “Il nido del cuculo”, autore di Stracult con un mostro sacro della tv intelligente come Marco Giusti, Accade tutto dopo, Paolino ancora under 30 e già lanciatissimo, senza reti, come piace a lui. Dopo “Ovosodo”. E anche se non ci sono collegamenti diretti tra quella piccola parte nel film di Paolo Virzì e il suo successo strepitoso, tappe su tappe a un’età in cui i suoi coetanei ancora dormivano a casa di mamma e babbo, certo l’esperienza di quel film ha lasciato il segno, certo nella memoria. E anche nei ricordi del pubblico, perché quel fascistello che di cognome faceva Gargani, compagno di classe dei protagonisti, è rimasto nella leggenda di “Ovosodo” .


Come ti scelse Virzì?

«In realtà io non dovevo fare quella parte, ma la parte del protagonista! Virzì cercava un ragazzo spigliato, con i capelli lunghi, eschimo, kefia. Quel genere lì. E io allora ero così, impegnato politicamente, sempre incazzato. La mia professoressa, Lucilla Serchi, mi segnalò a Paolo Virzì che si occupava dei casting. Piacqui, feci vari provini. Mi chiamaromo a Roma, Paolo Virzì voleva vedermi di persona ma avevo capito che la parte del co-protagonista, quella che poi è stata di Marco Cocci, era mia. Ero in lizza con altri due. Però feci una cazzata. La mi’ mamma mi disse “ma non ci andrai mica in quello stato, tagliati e capelli e vestiti ammodino”. Così feci. Quando Paolo Virzì mi vide mi disse “Sei una fava”. Aveva ragione E scelse Cocci».

Rimpianti?

«Ma no, si vede doveva andare così e comunque ho avuto tanta soddisfazione dopo... L’unica cosa è che a quel tempo ero davvero un ragazzino. A Venezia andai tutto gasato. Quando alla fine mi accorsi che il mio nome non era nei titoli di coda mi venne quasi da piangere... Se lo erano dimenticato...».

Hai più avuto occasione di lavorare con Virzì?

«Certo, ho avuto quella bellissima parte in “La prima cosa bella”, l’avvocato Cenerini con quel figlio segreto... Da ragazzino spensierato ad adulto con il suo macigno dentro. Il personaggio mi ha conquistato. E confermo che lavorare con Paolo è una bellissima esperienza, lui riesce davvero a far dare agli attori il meglio. Ed è un po’ come se si facesse sfuggire il film di mano per farlo volare sempre più in alto».

Il cinema è una delle tue tante passioni. E il tuo volto è legato anche a molti film di Natale, i cinepanettoni. Ce ne è uno in arrivo?

«Sì, c’è il maxi panettone nel senso che si tratta di un progetto che raccoglie tutti i film di Natale degli ultimi anni, una specie di antologia per celebrare questa “serie” cinematografica. Un progetto che mi è stato affidato».

E la tv?

«Tornerò presto con Colorado, la televisione per me è un grande mezzo per raggiungere le persone. E questo programma mi piace, lo trovo adatto al mio personaggio».

Un personaggio un po’ sopra le righe a volte. La battuta alla Loren durante il David («sei sempre una bella topa»), la lezione contro il bullismo interrotta per le parolacce...

«Credo ci sia tanta ipocrisia, perché al di là del linguaggio conta quello che facciamo, come lo facciamo. Io sono così, fa parte del mio personaggio, basta seguire i miei spettacoli, gli spezzoni del Nido. Non sono scindibili Ruffini e il suo lingaggio. Ma uso questo linguaggio anche per cose buone...».

In effetti il tuo impegno nel sociale è rilevante. A Livorno vieni spesso per sostenere iniziative anche piccole ma di valore sociale. E con i ragazzi della compagnia Von Frinzius, attori disabili e non, hai avviato una collaborazione...

«Una bellissima collaborazione sfociata nello spettacolo “Un grande abbraccio”. Che ha avuto un grande successo e sono felice di annunciare che replicheremo a Follonica in agosto».

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