Gioco
«Lavori al via entro il 2018» E ora la revoca del bando
di Mauro Zucchelli
Gli altri interventi in pista: a dicembre pronto il microtunnel per i tubi Eni, la foce dello Scolmatore «fatta all’80%», collocate le nuove porte vinciane
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LIVORNO. La correzione di rotta nel progetto Darsena Europa era già stata decisa: l’ha messo nero su bianco la nota del ministero già agli inizi del mese scorso ma di fatto era il segno della nomina stessa di una figura come l’ingegner Stefano Corsini al timone della nuova Authority di Livorno-Piombino. Sta di fatto che a quel punto c’era un bivio strategico: o correggere in corsa il bando già esistente e slittato di rinvio in rinvio o revocarlo e riscriverlo daccapo.
A quanto risulta, è stata questa la scelta presa dalla Regione in tandem con l’Authority: per questo nelle prossime ore verrà revocato il bando attualmente in pista (con scadenza fine settembre) e verrà sostituito da un altro con le caratteristiche delineate dal presidente della Regione Enrico Rossi in accoppiata con Corsini. Quando? «Ce la faremo prima di andare in ferie, faremo l’impossibile per riuscirci», dirà il numero uno di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale.
Forse è un po’ troppo ottimista il presidente Rossi quando ripete che «entro il 2018 vedremo la partenza dei lavori»: Corsini snocciola il nuovo crono-programma ma è chiaro che tutto deve filare liscio come l’olio per riuscire a rispettare una simile scadenza.
Ma dalla riorganizzazione del bando («e non dal dimezzamento del progetto», insiste Rossi) salta fuori un risparmio di 200 milioni di euro: il governatore tiene a ribadire che tutta questa manovra non è finalizzata a avere il braccino un po’ più corto e spendere meno quattrini. E per dimostrarlo richiama l’attenzione su una serie di appalti o progetti che «dovranno accompagnare la fase di transizione in attesa che la maxi-Darsena sia effettivamente operativa».
In ballo c’è, ad esempio, la concretizzazione del microtunnel: l’ingegner Enrico Pribaz, alla testa dei tecnici dell’Authority, segnala che a dicembre «l’appalto sarà completato» e che l’Eni è pronta a trasferire i propri tubi in questa nuova galleria sottomarina. A cosa serve tutto ciò? A consentire di lavorare sull’allargamento del Canale d’accesso e rendere più agevole l’ingresso («ora solo diurno e in buone condizioni meteo»). Non solo: la fase 2 del progetto permetterà di risistemare finalmente l’area attorno alla Torre del Marzocco, consentendo l’accesso dal mare.
Rossi mette l’accento anche sulla nuova campagna di dragaggi che la Regione finanzia per riportare alla massima profondità possibile i fondali già esistenti della Darsena Toscana nell’assetto attuale del porto (cioè meno 13, mentre invece «oggi in vari punti siamo a meno 11»).
L’ultimo accenno riguarda la foce armata dello Scolmatore («pronta all’80%»). E soprattutto le porte vinciane che separano lo Scolmatore dalla Darsena Toscana per evitarne l’insabbiamento: il governatore racconta che quelle nuove sono state collocate lunedì scorso. Staranno “normalmente chiuse”: in realtà, resteranno aperte dalle 9 alle 10,30 (mezz’ora più tardi in estate) e dalle 15,30 alle 17,30. Bloccando anche in quegli orari l’utilizzo della nuova direttissima Fs per la Darsena Toscana. Ma questa è un’altra storia.
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A quanto risulta, è stata questa la scelta presa dalla Regione in tandem con l’Authority: per questo nelle prossime ore verrà revocato il bando attualmente in pista (con scadenza fine settembre) e verrà sostituito da un altro con le caratteristiche delineate dal presidente della Regione Enrico Rossi in accoppiata con Corsini. Quando? «Ce la faremo prima di andare in ferie, faremo l’impossibile per riuscirci», dirà il numero uno di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale.
Forse è un po’ troppo ottimista il presidente Rossi quando ripete che «entro il 2018 vedremo la partenza dei lavori»: Corsini snocciola il nuovo crono-programma ma è chiaro che tutto deve filare liscio come l’olio per riuscire a rispettare una simile scadenza.
Ma dalla riorganizzazione del bando («e non dal dimezzamento del progetto», insiste Rossi) salta fuori un risparmio di 200 milioni di euro: il governatore tiene a ribadire che tutta questa manovra non è finalizzata a avere il braccino un po’ più corto e spendere meno quattrini. E per dimostrarlo richiama l’attenzione su una serie di appalti o progetti che «dovranno accompagnare la fase di transizione in attesa che la maxi-Darsena sia effettivamente operativa».
In ballo c’è, ad esempio, la concretizzazione del microtunnel: l’ingegner Enrico Pribaz, alla testa dei tecnici dell’Authority, segnala che a dicembre «l’appalto sarà completato» e che l’Eni è pronta a trasferire i propri tubi in questa nuova galleria sottomarina. A cosa serve tutto ciò? A consentire di lavorare sull’allargamento del Canale d’accesso e rendere più agevole l’ingresso («ora solo diurno e in buone condizioni meteo»). Non solo: la fase 2 del progetto permetterà di risistemare finalmente l’area attorno alla Torre del Marzocco, consentendo l’accesso dal mare.
Rossi mette l’accento anche sulla nuova campagna di dragaggi che la Regione finanzia per riportare alla massima profondità possibile i fondali già esistenti della Darsena Toscana nell’assetto attuale del porto (cioè meno 13, mentre invece «oggi in vari punti siamo a meno 11»).
L’ultimo accenno riguarda la foce armata dello Scolmatore («pronta all’80%»). E soprattutto le porte vinciane che separano lo Scolmatore dalla Darsena Toscana per evitarne l’insabbiamento: il governatore racconta che quelle nuove sono state collocate lunedì scorso. Staranno “normalmente chiuse”: in realtà, resteranno aperte dalle 9 alle 10,30 (mezz’ora più tardi in estate) e dalle 15,30 alle 17,30. Bloccando anche in quegli orari l’utilizzo della nuova direttissima Fs per la Darsena Toscana. Ma questa è un’altra storia.
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