Il Tirreno

Livorno

Il nonno di Jacopo: «L'hanno ucciso e i due colpevoli sono ancora liberi»

di Gianni Tacchi
Il nonno di Jacopo: «L'hanno ucciso e i due colpevoli sono ancora liberi»

Livorno, il dolore del nonno del 17enne morto nell’incidente in via Sicilia. «I testimoni si facciano avanti. La perizia? Fiducia nell’indagine»

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LIVORNO. Sono passati quattro mesi e mezzo da quella tragica sera, da quell’incidente ancora pieno di punti interrogativi, da quella nottata in cui il suo cuore ha smesso di battere. Quattro mesi di rabbia, di dolore, di lacrime. Di disperazione. Per la morte di Jacopo Pieri, il 17enne scomparso in un incidente in via Sicilia mentre stava tornando a casa in sella al suo scooter, non c’è ancora un colpevole. E la sua famiglia aspetta ancora giustizia. «Mio nipote è stato ucciso da qualcuno - dice il nonno Nedo Di Batte, ex assessore comunale, con un filo di voce - trovare il colpevole o i colpevoli non ci farebbe certo mettere il cuore in pace, d’altronde questo è un dolore che ci porteremo dietro per sempre, ma comunque darebbe giustizia a una vicenda che ha toccato tutta la città. La nostra fiducia nei confronti degli inquirenti è massima: stanno continuando a lavorare sul caso seguendo ogni minimo indizio, ma rischiano di essere bloccati dalla mancanza di testimoni dell’incidente».

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La posizione dell’unico indagato, un 30enne livornese accusato di omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso, potrebbe essere archiviata nei prossimi giorni: la perizia per accertare la presenza della vernice dello scooter di Jacopo sull’auto dell’uomo, che sarebbe arrivata in via Sicilia da via Bedarida e secondo gli inquirenti avrebbe provocato la caduta sull’asfalto del 17enne, ha dato esito negativo. Insomma, l’indagato è stato scagionato da questo test che era stato affidato a una società specializzata. «Al di là di questa perizia - aggiunge Di Batte - noi crediamo che ci siano almeno due conducenti responsabili: quello di un mezzo proveniente da via Bedarida, che si è scontrato con il motorino di Jacopo, e quello che viaggiava in direzione opposta rispetto a mio nipote, purtroppo fatale per lui. Ecco, noi ci chiediamo solo due cose. Come fanno queste persone a guardarsi allo specchio? Ma non si mettono una mano sulla coscienza? E tutto questo vale anche per gli eventuali passeggeri presenti su quelle auto».

Per ricordare Jacopo Pieri non mancano iniziative, eventi benefici, richieste di giustizia. E il nonno, come tutta la famiglia del 17enne scomparso a inizio marzo, fa un ultimo appello: «Chi ha visto qualcosa - chiude Di Batte - si faccia avanti e dica come sono andate le cose. È impossibile che non ci sia neanche un testimone di quella maledetta sera. In ogni caso sono convinto che prima o poi la verità verrà fuori: gli inquirenti riusciranno a beccare chi ha ucciso mio nipote. Il nostro dolore per la sua morte non finirà mai, è vero, ma Jacopo merita giustizia».

 

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