Sicurezza
"Poliziotto e cancelliera a processo": passavano informazioni riservate
Livorno, chiusa l'indagine Attila bis con tredici indagati, i pubblici ufficiali sono accusati di aver passato informazioni alla “banda degli amici”
LIVORNO . Ci sono anche un agente della polizia di Stato e una cancelliera del Tribunale tra i tredici indagati per i quali il pubblico ministero Massimo Mannucci ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’indagine “Attila bis”, ribattezzata così dal soprannome di Andrea Polinti, 50 anni, considerato «il promotore e capo di una associazione per delinquere» attiva in città dal 2009 all’estate 2014 e denunciata da Omar Ricci, diventato collaboratore di giustizia e ora indagato a sua volta.
Ma nonostante l’eco che l’inchiesta ha avuto (inizialmente gli indagati erano una quarantina), adesso il rischio è che l’indagine sfoci in un processo lumaca dove parte dei reati andranno prescritti a discapito dell’accertamento della verità, delle eventuali responsabilità o della piena innocenza dei singoli imputati.Il motivo? A giugno del 2015 è iniziato il dibattimento nei confronti di Polinti e di Andrea Calloni (l’altro imputato principiale), arrestati nel settembre dell’anno precedente e poi rimessi in libertà. Ma il processo con rito immediato a loro carico non è ancora arrivato a sentenza. Anzi, è iniziato due volte, e a dicembre ripartirà per la terza a causa di altrettante sostituzioni nel collegio giudicante.
Ecco perché adesso si va verso la riunione di tutti i procedimenti legati a questa inchiesta e a un lungo dibattimento. «L’obiettivo della Procura – spiega uno degli avvocati che difende una delle persone coinvolte in questo secondo capitolo – era certamente quello di chiudere il procedimento principale e poi con la sentenza di condanna in mano velocizzare questo secondo filone». Invece il prossimo 5 di ottobre gli indagati che saranno rinviati a giudizio nell’indagine bis si troveranno al dibattimento con gli imputati principali.
Oltre ai due pubblici ufficiali, compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare altre undici persone, a cominciare da quelli che – secondo l’accusa – erano i più stretti collaboratori di Polinti e Calloni accusati, al pari dei primi, di associazione per delinquere. Come Linda Giuliano, 42 anni, considerata l’organizzatrice delle attività commerciali gestite dalle associazioni e incaricata di riscuotere le somme versate da terzi a Polinti provento di estorsioni e usura, nonché addetta, insieme a Calloni, al reclutamento e all’istruzione di falsi testimoni da impiegare nei processi a carico di Polinti. Tra i principale indagati anche Livio Paci, addetto al recupero crediti, Daniele Petroni (avrebbe detenuto illecitamente anche una pistola) e lo stesso Omar Ricci.
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I due pubblici ufficiali, invece, sono finiti nei guai perché secondo gli investigatori avrebbero «passato informazioni riservate ai vertici del sodalizio criminale». Nello specifico Paola Bartoli, 60 anni, fino al 2013 impiegata all’ufficio del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno, avrebbe accettato ripetutamente da Polinti e da Andrea Calloni – considerato dagli investigatori «il braccio destro del capo» – somme di denaro tra i 100 e i 200 euro in cambio di informazioni coperte da segreto e relative a procedimenti penali e inoltre messo a disposizione fascicoli di indagine a persone non autorizzate a consultarli. L’accusa nei suoi confronti è quella di corruzione.
Per Paolo Di Nardi, 46 anni, assistente capo della polizia di Stato, l’accusa è di aver consultato, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2014, la banca dati dello Sdi per scopi privati. E più precisamente per controllare i procedimenti a carico di alcuni componenti di quella che è stata ribattezzata la “Banda degli amici”. False dichiarazioni al difensore e falsa testimonianza sono invece i reati di cui dovranno rispondere oltre a Giuliano, Polinti e Ricci anche Moreno Dentice, Massimo Vernace e Federico Battini. Marta Morelli e Consuelo Frassinelli sono indagate per aver truffato la Banca del credito cooperativo di Castagneto Carducci per acquistare un immobile. Infine sempre Ricci in concorso con Damian Lemuchi dovranno rispondere della spendita di banconote false.
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