Il Tirreno

Livorno

degrado

Misericordia, chiudono alcuni spazi del cimitero

Alfredo Faetti
I lavori al cimitero monumentale
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I lavori al cimitero monumentale

La parte monumentale è in cattive condizioni: il commissario Mannino scrive alle istituzioni chiedendo aiuto e annunciando un piano di lavori

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LIVORNO. Le strutture storiche che sovrastano il camposanto hanno bisogno di essere messe a nuovo. Serve un lavoro capillare di manutenzione, ben scandito nella scheda tecnica già commissionata che prevede otto sezioni di lavoro. E proprio per permettere questi interventi, diverse aree del cimitero monumentale lungo via dell’Ardenza resteranno chiuse fino a nuovo ordine. Così ha deciso il commissario della Misericordia di Livorno, che ha in mano la struttura, informando della novità anche tutte le autorità competenti, dalla Prefettura alla Curia Vescovile, con la speranza che anche loro, forti degli sgravi fiscali, possano contribuire all’operazione.

Nella lettera inviata dal commissario Domenico Mannino è ben riassunta la condizione di alcuni siti del camposanto. «Perdurante stato di degrado di alcune strutture architettoniche», si legge sul testo, specificando che l’indisponibilità «delle risorse finanziarie necessarie per l’avvio immediato dei lavori» ha portato ad affidare a uno studio di consulenza e ingegneria di Pisa la ricognizione completa di tutti questi siti. Certo, l’associazione non può permettersi una riqualificazione completa di tutte le strutture, ma non per questo si tira indietro di fronte all’ostacolo. Anzi, cerca di fare il massimo nelle sue possibilità. «Nelle difficoltà economiche esistenti – spiega Mannino – sarà attivata una squadra di lavoro ad hoc che consenta di effettuare gli interventi più urgenti così da ridurre al minimo indispensabile le aree vietate». Lo studio di Pisa è già avanti con il lavoro e ha consegnato in mano al commissario della Misericordia la relazione tecnica sui siti in cui occorre intervenire. Gli stessi che per necessità strutturale dovranno essere chiusi al pubblico «con decorrenza immediata e per il tempo strettamente necessario alla messa in sicurezza, ovvero alla verifica dell’affidabilità statica delle strutture», continua ancora la lettera di Mannino.

La lista delle aree interdette a pubblico e personale è piuttosto lunga: nella prima sezione sono comprese le cappelle di Sant’Agostino, San Guglielmo e San Carlo, mentre nella seconda e terza sezione confluiscono i vari loggiati; chiusa anche la galleria di San Sebastiano e le cappelle Gommellini, San Giulio, San Federico e Sant’Astolfo. Insomma, parliamo di buona fetta del cimitero monumentale. Saranno posizionate anche delle barriere per rendere effettivamente inaccessibili questi siti, così come prevede la legge. Una decisione forse non popolare, ma necessaria. «Nella consapevolezza che la decisione sia destinata a sortire sgomento e amarezza – dice appunto Mannino – si confida che le misure adottate possano essere accolte con comprensione e tolleranza», anche perché la volontà è quella di far fronte a «uno stato di necessità a cui non sarebbe più stato possibile rimediare diversamente».
 

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di Redazione web