Toscana
Tavolini e decoro, più tempo per stare nelle nuove regole
di Matteo Scardigli
Anche i 5 Stelle chiedono alla giunta di dare agli esercenti modo di adeguarsi. Ecco il maxi-emendamento, oggi il voto
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un maxi emendamento costruito con il contributo di maggioranza e opposizioni modificherà il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico in votazione oggi in consiglio comunale. In particolare darà più tempo per adeguarsi alle nuove regole alle attività di somministrazione che hanno già una concessione in essere.
È il risultato finale della commissione congiunta sul nuovo regolamento per l'occupazione di suolo pubblico da parte degli esercizi di somministrazione che due giorni fa ha visto momenti di tensione fra l’assessora al commercio Paola Baldari e il consigliere 5 Stelle Valter Sarais. «Non vogliamo sparare alle gambe di nessuno!» esclama Baldari, sentendosi accusata dal collega del Movimento. Alla base dell’incomprensione, poi chiarita, un’osservazione del consigliere: «Con il ricambio forzato degli arredi si penalizzano le piccole imprese», aveva detto Sarais, in riferimento alle nuove disposizioni che cambieranno i vincoli su colore, dimensioni e materiali degli elementi che si possono mettere fuori dagli esercizi commerciali. E chi ha già investito per comprare gli ombrelloni di un’altra tonalità, il gazebo improvvisamente troppo largo, o i tavolini di plastica? Preoccupazione, questa, condivisa anche dalle associazioni di categoria, che individuano anche altre criticità nel passaggio tra vecchio e nuovo regolamento: «Troppe complicazioni, troppa fretta, troppo potere ai Centri commerciali naturali nella redazione dei piani d’ambito», puntualizzano Elisabetta Pratesi (Cna), Alessio Carraresi (Confcommercio) e Massimo Marini (Confesercenti).
«Abbiamo iniziato a lavorare al testo nel 2015 con l’intento di fare un “anno zero”, snellire le procedure e favorire la programmazione da parte delle imprese», spiega l’architetto Simone Pedonese: «In questi mesi abbiamo dato indicazioni a chi ha effettuato il rinnovo, non dovrebbero esserci problemi». Ma le opposizioni e anche la maggioranza temono il peggio, chiedendo a più riprese proroghe o rinvii all’approvazione di una normativa che dovrebbe entrare in vigore, con applicazione immediata, a metà stagione. «Non siamo a Saint-Tropez né a Porto Cervo, siamo a Livorno», conclude Sarais: «Diamo a tutti tempo e modo di adattarsi».
Alla fine, nella commissione presieduta da Corrado La Fauci, la spunta il dialogo costruttivo, e le forze politiche decidono di riservarsi in consiglio il voto del provvedimento emendato all’unanimità: ad esempio, chi ha una concessione in essere potrà stare tranquillo fino al 31 dicembre 2018, per tutti gli altri varrà da subito la nuova normativa. Cautamente soddisfatte le associazioni di categoria: «Le nostre osservazioni sono state quasi tutte recepite, aspettiamo il consiglio per sapere se ci sarà l’estensione della concessione permanente da 2 a 3 anni».
È il risultato finale della commissione congiunta sul nuovo regolamento per l'occupazione di suolo pubblico da parte degli esercizi di somministrazione che due giorni fa ha visto momenti di tensione fra l’assessora al commercio Paola Baldari e il consigliere 5 Stelle Valter Sarais. «Non vogliamo sparare alle gambe di nessuno!» esclama Baldari, sentendosi accusata dal collega del Movimento. Alla base dell’incomprensione, poi chiarita, un’osservazione del consigliere: «Con il ricambio forzato degli arredi si penalizzano le piccole imprese», aveva detto Sarais, in riferimento alle nuove disposizioni che cambieranno i vincoli su colore, dimensioni e materiali degli elementi che si possono mettere fuori dagli esercizi commerciali. E chi ha già investito per comprare gli ombrelloni di un’altra tonalità, il gazebo improvvisamente troppo largo, o i tavolini di plastica? Preoccupazione, questa, condivisa anche dalle associazioni di categoria, che individuano anche altre criticità nel passaggio tra vecchio e nuovo regolamento: «Troppe complicazioni, troppa fretta, troppo potere ai Centri commerciali naturali nella redazione dei piani d’ambito», puntualizzano Elisabetta Pratesi (Cna), Alessio Carraresi (Confcommercio) e Massimo Marini (Confesercenti).
«Abbiamo iniziato a lavorare al testo nel 2015 con l’intento di fare un “anno zero”, snellire le procedure e favorire la programmazione da parte delle imprese», spiega l’architetto Simone Pedonese: «In questi mesi abbiamo dato indicazioni a chi ha effettuato il rinnovo, non dovrebbero esserci problemi». Ma le opposizioni e anche la maggioranza temono il peggio, chiedendo a più riprese proroghe o rinvii all’approvazione di una normativa che dovrebbe entrare in vigore, con applicazione immediata, a metà stagione. «Non siamo a Saint-Tropez né a Porto Cervo, siamo a Livorno», conclude Sarais: «Diamo a tutti tempo e modo di adattarsi».
Alla fine, nella commissione presieduta da Corrado La Fauci, la spunta il dialogo costruttivo, e le forze politiche decidono di riservarsi in consiglio il voto del provvedimento emendato all’unanimità: ad esempio, chi ha una concessione in essere potrà stare tranquillo fino al 31 dicembre 2018, per tutti gli altri varrà da subito la nuova normativa. Cautamente soddisfatte le associazioni di categoria: «Le nostre osservazioni sono state quasi tutte recepite, aspettiamo il consiglio per sapere se ci sarà l’estensione della concessione permanente da 2 a 3 anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
