Il Tirreno

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Toscana economia

Iniziò facendo bollire il cachemire ora vende in 1500 negozi

Ilenia Reali
Monica Sarti
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Monica Sarti

La scommessa di Monica con la Faliero Sarti Accessori. I suoi foulard sono venduti in tutto il mondo

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Aveva 27 anni. Il volto era lo stesso di oggi con l’espressione sbarazzina e lo sguardo di chi è pronto a fare l’impossibile. Era figlia d’arte ma nel lanificio di famiglia, fondato dal nonno Faliero, nessuno pensava che avrebbe potuto fare quello che poi ha fatto. Per la zia, scomparsa prematuramente, era stato creato un reparto per accessori, in particolare per la casa. Coperte, cuscini, plaid. Monica, la bimba super protetta di casa Sarti era appena tornata da New York dove aveva lavorato per Donna Karan.

Un’esperienza nella moda che conta dall’altra parte del mondo ma, del resto, cosa ne sapeva lei di telai, navette, ramose e tintorie. Era quasi scontato che le redini dell’azienda dal babbo Roberto sarebbero passate a Maurizio, il fratello di Monica che oggi gestisce la parte storica dell’azienda, quella della produzione di stoffe.
Non aveva fatto i conti con Monica, il signor Roberto. Sua figlia oggi con la “Faliero Sarti accessori” fattura 20 milioni di euro e la “sua” collezione è una società autonoma staccata dalla storica azienda di famiglia.

Non solo. Nei tempi della crisi la divisione accessori ha traghettato il lanificio facendo sì che i conti tornassero e i contenuti di innovazione fossero distribuiti, agli occhi delle più grandi case di moda, su tutto il gruppo.

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«Arrivò da New York e cominciò a dilapidare una fortuna. Prendeva pezzi di cachemire che valevano un sacco di soldi e li bucava, li macchiava con gli acidi, li bolliva in lavatrice», ha più volte raccontato il babbo Roberto Sarti nel ricordare i primi tempi in fabbrica della figlia e quanto lui avesse tribolato e scosso la testa non comprendendo fino in fondo quale fosse il progetto.


«Era il 1998 – racconta Monica – e a New York avevo imparato tanto. Avevo vissuto un’esperienza fantastica quando Donna Karan era nel pieno del suo momento magico. Io venivo da una realtà ovattata, con una famiglia protettiva. Avevo molte idee ma non sapevo niente della produzione e il babbo mi mise un paio di anni a capire come funzionava la fabbrica. C’era poi quel reparto, mai decollato della zia, e decisi di dedicarmici. Nessuno del resto lo seguiva con interesse».

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Prato era la capitale del tessuto. I grandi stilisti compravano lì le loro stoffe. Era ancora “L’età dell’oro” dello scrittore, premio Strega Edoardo Nesi”.

Tutti filavano, tessevano e guadagnavano. E anche nello storico lanificio Faliero Sarti problemi non ce n’erano. Si poteva tollerare quella giovane donna che buttava in lavatrice stoffe costosissime.

«Potevo permettermi di giocare, oggi non sarebbe stato lo stesso», ammette Monica. «E anche se con qualche protesta mi lasciarono fare. Avevo l’idea di usare fibre nobili per destrutturarle, farle diventare meno perfette e più usate. Volevo capi comodi: odiavo stirare e pensavo che la moda andasse in questa direzione. Cominciai a vendere i primi accessori a Carpe Diem, un’azienda innovativa che ora non c’è più guidata da colui che all’epoca era un vero genio del settore. Quando però presentai la prima collezione di foulard di cachemire, era il 2000, non piacque ed io decisi di provare a venderla col marchio di famiglia “Faliero Sarti”. Li comprarono tre tra i migliori negozi di Parigi e Milano. Tutto è cominciato così».

Oggi i foulard Faliero Sarti non hanno perso lo spirito iniziale. Capi di qualità eccellente ma originali, comodi, riconoscibili e stilosissimi.

Ogni pezzo viene venduto in media a 500 euro in otto negozi monomarca aperti in vari paesi nel mondo e su una rete di distribuzione di 1500 punti vendita.

Oggi l’azienda ha 35 dipendenti interni e si è presentata a Pitti Uomo al pari delle più grandi case di moda italiane con i foulard nelle stoffe più classiche blu e beige, i pied de poule stampati e interrotti da squarci di colore, i tartan stropicciati e quasi dipinti pronti a indirizzare le tendenze moda di tutto il settore degli accessori.
 

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