Gioco
Paponi: i tecnici potevano accorgersene
Maurizio Paponi, avvocato e liquidatore della Liri, si è occupato della questione del derivato tossico occulto. «Liri – ha spiegato – è nata nel 2003, acquisendo parte del patrimonio di Asa e dunque...
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Maurizio Paponi, avvocato e liquidatore della Liri, si è occupato della questione del derivato tossico occulto. «Liri – ha spiegato – è nata nel 2003, acquisendo parte del patrimonio di Asa e dunque anche il suo indebitamento. Asa fece un finanziamento ponte di quasi 50 milioni che venne estinto da Liri, pagando circa 5 milioni per poi contrarre un nuovo mutuo ventennale di 45 milioni e mezzo». È in questo mutuo che venne inserito un derivato tossico occulto, del quale un tecnico si sarebbe potuto accorgere.
«Si chiama Interest rate collar, cioè un collar che ha due diverse opzioni. Il Cap viene acquistato dalla società (dunque dalla Liri) e questo fa sì che ogni volta che il tasso variabile superi il Cap, la banca sia tenuta a rimborsare alla Liri la differenza tra la Cap e il tasso variabile. Il Floor, invece, è acquistato dalla banca. E dunque la banca, nel caso in cui il tasso nominale sia al di sotto del Floor deve percepire la differenza tra il tasso variabile e il Floor stesso. È un'operazione che sembrerebbe normale ma che normale non è per com'è stata strutturata perché fin da subito venne stabilito un limite minimo, cioè un Floor del 3,45%, con un tasso variabile che all'epoca era intorno al 2. E la Liri inizio a pagare... Il collar varia nel tempo e ad oggi il limite del Flor è il 5,85 mentre il tasso è quasi a zero, dunque la società paga circa il 5,59 per cento di interessi. Di contro, invece, il tasso Cap non è mai stato superato e dunque la Liri ha acquistato un'opzione del tutto inutile».
«Si chiama Interest rate collar, cioè un collar che ha due diverse opzioni. Il Cap viene acquistato dalla società (dunque dalla Liri) e questo fa sì che ogni volta che il tasso variabile superi il Cap, la banca sia tenuta a rimborsare alla Liri la differenza tra la Cap e il tasso variabile. Il Floor, invece, è acquistato dalla banca. E dunque la banca, nel caso in cui il tasso nominale sia al di sotto del Floor deve percepire la differenza tra il tasso variabile e il Floor stesso. È un'operazione che sembrerebbe normale ma che normale non è per com'è stata strutturata perché fin da subito venne stabilito un limite minimo, cioè un Floor del 3,45%, con un tasso variabile che all'epoca era intorno al 2. E la Liri inizio a pagare... Il collar varia nel tempo e ad oggi il limite del Flor è il 5,85 mentre il tasso è quasi a zero, dunque la società paga circa il 5,59 per cento di interessi. Di contro, invece, il tasso Cap non è mai stato superato e dunque la Liri ha acquistato un'opzione del tutto inutile».
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