Sicurezza
Violentata nel ripostiglio: arrestato 30enne
di Gianni Tacchi
È accaduto in un centro d’accoglienza di piazza della Repubblica, 28 giorni di prognosi per la donna
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LIVORNO. L’ha conosciuta in un bar vicino alla stazione centrale e l’ha invitata nel centro d’accoglienza in cui lui vive per passare la notte, visto che era arrivata a Livorno da poco tempo e stava cercando un alloggio. Ma poi, mentre lei era in dormiveglia, l’ha presa e portata nel ripostiglio della struttura, violentandola e spaccandole alcuni incisivi con un pugno.
Il presunto aggressore, un 30enne della Costa d’Avorio incensurato e con un permesso di soggiorno per asilo politico, è stato arrestato dalla polizia subito dopo il fatto, avvenuto in una struttura di piazza della Repubblica, e portato alle Sughere: la misura pre-cautelare è un fermo di polizia giudiziaria, disposto dal pubblico ministero Daniele Rosa in attesa dell’udienza di convalida da parte del giudice per le indagini preliminari. La donna, etiope di 49 anni residente a Civitavecchia e a Livorno per motivi personali, è stata invece portata al pronto soccorso: la prognosi è di 28 giorni.
L’abuso sessuale, come spiegato dalla questura nella mattinata di ieri, si è verificato in un centro di accoglienza nella notte tra venerdì e sabato, dove in quel momento c’erano soltanto loro due. La donna, dopo aver conosciuto il giovane nel bar, ha accettato il suo invito e così sono andati insieme in piazza della Repubblica. Poi, nel cuore della notte, la violenza. La 49enne è riuscita comunque a scappare per strada all’alba, chiedendo aiuto a una guardia giurata che era in divisa ma non ancora in servizio: è stato lui a lanciare l’allarme, chiamando il 113 e il 118.
Sul posto, all’incrocio di piazza della Repubblica con via de Larderel, sono intervenute tre pattuglie della polizia, con gli agenti che hanno trovato la donna e poi sono riusciti a fermare l’uomo, sceso in strada per rincorrere la donna.
Sul corpo della donna erano chiari i segni della violenza, comprese le lacerazioni nelle parti intime. Ha tentato anche di opporre resistenza graffiando il tricipite dell’uomo, come notato subito dai poliziotti intervenuti. «Sono le conferme della condotta violenta dell’ivoriano e della conseguente reazione della etiope - ha detto Claudio Cappelli, il vice-dirigente della squadra mobile - sicuramente l’intervento delle volanti, coordinate dall’ispettore superiore Alessandro Puccia, è stato efficace e tempestivo. Per noi è un risultato professionale importante, raggiunto da chi ogni giorno lavora al servizio dei cittadini, a volte mettendo a repentaglio la propria incolumità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il presunto aggressore, un 30enne della Costa d’Avorio incensurato e con un permesso di soggiorno per asilo politico, è stato arrestato dalla polizia subito dopo il fatto, avvenuto in una struttura di piazza della Repubblica, e portato alle Sughere: la misura pre-cautelare è un fermo di polizia giudiziaria, disposto dal pubblico ministero Daniele Rosa in attesa dell’udienza di convalida da parte del giudice per le indagini preliminari. La donna, etiope di 49 anni residente a Civitavecchia e a Livorno per motivi personali, è stata invece portata al pronto soccorso: la prognosi è di 28 giorni.
L’abuso sessuale, come spiegato dalla questura nella mattinata di ieri, si è verificato in un centro di accoglienza nella notte tra venerdì e sabato, dove in quel momento c’erano soltanto loro due. La donna, dopo aver conosciuto il giovane nel bar, ha accettato il suo invito e così sono andati insieme in piazza della Repubblica. Poi, nel cuore della notte, la violenza. La 49enne è riuscita comunque a scappare per strada all’alba, chiedendo aiuto a una guardia giurata che era in divisa ma non ancora in servizio: è stato lui a lanciare l’allarme, chiamando il 113 e il 118.
Sul posto, all’incrocio di piazza della Repubblica con via de Larderel, sono intervenute tre pattuglie della polizia, con gli agenti che hanno trovato la donna e poi sono riusciti a fermare l’uomo, sceso in strada per rincorrere la donna.
Sul corpo della donna erano chiari i segni della violenza, comprese le lacerazioni nelle parti intime. Ha tentato anche di opporre resistenza graffiando il tricipite dell’uomo, come notato subito dai poliziotti intervenuti. «Sono le conferme della condotta violenta dell’ivoriano e della conseguente reazione della etiope - ha detto Claudio Cappelli, il vice-dirigente della squadra mobile - sicuramente l’intervento delle volanti, coordinate dall’ispettore superiore Alessandro Puccia, è stato efficace e tempestivo. Per noi è un risultato professionale importante, raggiunto da chi ogni giorno lavora al servizio dei cittadini, a volte mettendo a repentaglio la propria incolumità».
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