Il dolore
Eddy è stato tradito dall’amore per il mare
di Alfredo Faetti
Partenza ritardata e lui da tanti anni desiderava fare un tuffo
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LIVORNO. Vittima di un crudele scherzo del destino, in cui il sogno si è trasformato in incubo e poi in realtà. La storia di Eddy Florent Aguidi in fondo è tutta qui, con un ragazzo di 24 anni impegnato tra lo studio e il lavoro che vuole rivedere il mare dopo tanto tempo. E quando finalmente, per una serie del tutto fortuita di circostanze, riesce ad avere un’ora libera per andare in spiaggia, il mare lo rapirà per restituirlo senza vita.
Due ore di tempo per realizzare il sogno, due ore per morire: Eddy sarebbe dovuto ripartire per Perugia, dove abitava, verso le 13, insieme ai colleghi del catering a cui era stata affidata l’organizzazione della festa Mak P 100 all’Accademia Navale, ma la partenza è stata posticipata alle 15.
Così il giovane si è trovato un ritaglio di tempo libero, ha comprato un costume da bagno ed è andato insieme ad un amico sulla spiaggetta accanto all’Accademia, non resistendo poi alla voglia di salire sullo scoglio che dà sul mare aperto, finalmente davanti ai suoi occhi. Poi il tuffo, l’onda, l’acqua che ti ricopre negandoti l’ossigeno.
Eddy viveva nel convitto dell’Università per stranieri di Perugia, dove era regolarmente iscritto. Ventiquattro anni, originario del Togo, ottimo studente, vincitore di qualche borsa di studio. «Un bravo ragazzo che studiava e lavorava per mettere da parte un po’ di soldi», ha detto Sergio Bellina, titolare dell’omonima ditta per ricevimenti, in cui il giovane africano aveva un impiego come tuttofare.
A Livorno era arrivato venerdì, pronto a scaricare il furgone, allestire la tavola, sistemare il necessario per poi smontare tutto e riporlo di nuovo nel furgone. La Bellina Ricevimenti era stata incaricata dall’Accademia di organizzare il catering per la festa di fine anno della classe allievi Mizar, andata regolarmente in scena sabato sera. Giorni di intenso lavoro per Eddy e i suoi amici-colleghi, in cui il mare lo ha potuto vedere soltanto dalla finestra. «Erano quattro anni che desiderava andare al mare, ma in questi giorni non ha mai avuto due ore libere per scendere in spiaggia», spiegheranno due amici ai poliziotti domenica pomeriggio, quando ormai il corpo studente è già sotto il lenzuolo vicino alla riva.
L’ora libera arriva quando la ditta decide di posticipare il ritorno a Perugia dalle 13 alle 15, convinta che ci sia ancora molto da fare all’Accademia. I dipendenti in realtà riusciranno a sbrigare tutti i compiti ben prima del nuovo orario, così decidono di fare un tuffo nella vicina spiaggetta: comprano un costume da bagno e arrivano sul mare. A Eddy però non basta e da solo arriva sullo scoglio, benché non sappia nuotare. Gli amici hanno raccontato che si è tuffato, perché quella - sembra - era la sua intenzione, ma non è detto che alla fine sia scivolato.
Sia come sia, il 24enne finisce in acqua e scompare immediatamente. In molti, dalla battigia, si rendono conto che sta accadendo qualcosa di brutto e senza esitare un attimo si tuffano in acqua per cercarlo, sfidando le onde e il Libeccio. Neanche le maschere da sub però riescono a trovare il ragazzo, nascosto in acque troppo torbide per cercare qualcosa o qualcuno. Il suo corpo tornerà a galla solo a decesso già avvenuto, con dei graffi e delle contusioni tra testa e schiena. Segni che dimostrano poco e niente, perché potrebbero essere sia all’origine dell’annegamento sia delle tracce di come il corpo sia stato sbattuto contro gli scogli dopo la morte. Saranno due bagnanti a riportarlo a riva, affidandolo poi alle autorità, coprendolo con un lenzuolo tra l’indifferenza di alcune persone sotto l’ombrellone, rimaste a godersi la tintarella a pochi metri dal cadavere.
La notizia della scomparsa di Eddy è arrivata in Togo nella serata di domenica: per poter riportare la salma in Africa occorrerà sbrigare ancora alcune procedure, di cui si stanno già facendo carico i familiari del ragazzo, vittima di uno scherzo crudele capace di trasformare un semplice desiderio giovanile in una tragedia difficile da commentare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due ore di tempo per realizzare il sogno, due ore per morire: Eddy sarebbe dovuto ripartire per Perugia, dove abitava, verso le 13, insieme ai colleghi del catering a cui era stata affidata l’organizzazione della festa Mak P 100 all’Accademia Navale, ma la partenza è stata posticipata alle 15.
Così il giovane si è trovato un ritaglio di tempo libero, ha comprato un costume da bagno ed è andato insieme ad un amico sulla spiaggetta accanto all’Accademia, non resistendo poi alla voglia di salire sullo scoglio che dà sul mare aperto, finalmente davanti ai suoi occhi. Poi il tuffo, l’onda, l’acqua che ti ricopre negandoti l’ossigeno.
Eddy viveva nel convitto dell’Università per stranieri di Perugia, dove era regolarmente iscritto. Ventiquattro anni, originario del Togo, ottimo studente, vincitore di qualche borsa di studio. «Un bravo ragazzo che studiava e lavorava per mettere da parte un po’ di soldi», ha detto Sergio Bellina, titolare dell’omonima ditta per ricevimenti, in cui il giovane africano aveva un impiego come tuttofare.
A Livorno era arrivato venerdì, pronto a scaricare il furgone, allestire la tavola, sistemare il necessario per poi smontare tutto e riporlo di nuovo nel furgone. La Bellina Ricevimenti era stata incaricata dall’Accademia di organizzare il catering per la festa di fine anno della classe allievi Mizar, andata regolarmente in scena sabato sera. Giorni di intenso lavoro per Eddy e i suoi amici-colleghi, in cui il mare lo ha potuto vedere soltanto dalla finestra. «Erano quattro anni che desiderava andare al mare, ma in questi giorni non ha mai avuto due ore libere per scendere in spiaggia», spiegheranno due amici ai poliziotti domenica pomeriggio, quando ormai il corpo studente è già sotto il lenzuolo vicino alla riva.
L’ora libera arriva quando la ditta decide di posticipare il ritorno a Perugia dalle 13 alle 15, convinta che ci sia ancora molto da fare all’Accademia. I dipendenti in realtà riusciranno a sbrigare tutti i compiti ben prima del nuovo orario, così decidono di fare un tuffo nella vicina spiaggetta: comprano un costume da bagno e arrivano sul mare. A Eddy però non basta e da solo arriva sullo scoglio, benché non sappia nuotare. Gli amici hanno raccontato che si è tuffato, perché quella - sembra - era la sua intenzione, ma non è detto che alla fine sia scivolato.
Sia come sia, il 24enne finisce in acqua e scompare immediatamente. In molti, dalla battigia, si rendono conto che sta accadendo qualcosa di brutto e senza esitare un attimo si tuffano in acqua per cercarlo, sfidando le onde e il Libeccio. Neanche le maschere da sub però riescono a trovare il ragazzo, nascosto in acque troppo torbide per cercare qualcosa o qualcuno. Il suo corpo tornerà a galla solo a decesso già avvenuto, con dei graffi e delle contusioni tra testa e schiena. Segni che dimostrano poco e niente, perché potrebbero essere sia all’origine dell’annegamento sia delle tracce di come il corpo sia stato sbattuto contro gli scogli dopo la morte. Saranno due bagnanti a riportarlo a riva, affidandolo poi alle autorità, coprendolo con un lenzuolo tra l’indifferenza di alcune persone sotto l’ombrellone, rimaste a godersi la tintarella a pochi metri dal cadavere.
La notizia della scomparsa di Eddy è arrivata in Togo nella serata di domenica: per poter riportare la salma in Africa occorrerà sbrigare ancora alcune procedure, di cui si stanno già facendo carico i familiari del ragazzo, vittima di uno scherzo crudele capace di trasformare un semplice desiderio giovanile in una tragedia difficile da commentare.
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