Il Tirreno

Livorno

PRESIDIO DI AMICI E ASIA-USB: «NOI DALLA PARTE DI ALESSANDRO» 

Disabile licenziato, protesta davanti al The Space 

Oggi la nuova udienza dopo la controdenuncia da parte della società del cinema

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LIVORNO. Amici e parenti di Alessandro D’Oriano, il quarantaseienne disabile livornese che ha rischiato di perdere la casa all’asta, sono tornati alla carica nel nome della solidarietà per appendere striscioni e bandiere di fronte al cinema The Space: è lì che Alessandro lavorava fino all’ottobre di cinque anni fa (all’epoca si chiamava ancora Medusa) quando se ne andò a seguito di una complessa vicenda che ha dato origine ad una causa di lavoro un paio di due procedimenti penali.

Per la giornata di oggi è prevista una nuova udienza relativa alla contro-querela per calunnia da 100 mila euro che è stata sporta nei confronti dell’ex dipendente da parte dei vertici del cinema di Porta a Terra (rimasti invariati nel cambio di nome e di proprietà da Medusa a The Space).

Motivo dello scontro fra le parti in causa: le modalità della rescissione del contratto di lavoro, che non hanno mai convinto la famiglia D’Oriano al punto di spingerla a rivolgersi a un avvocato. La causa di lavoro è stata poi rigettata dal Tribunale, mentre una querela per appropriazione in debita (il legale dei D’Oriano sosteneva che ad Alessandro non fossero stati restituiti gli effetti personali) è stata archiviata dalla Procura.

«Lui è ancora in riabilitazione, confido in un rinvio dell’udienza» spiega il fratello Francesco, con la ferma intenzione di portare a galla le sue verità: «Alessandro è finito nel mirino di alcuni colleghi, ai piani alti sapevano tutto e lasciavano correre. In un caso è stato un dirigente a strattonarlo in pubblico, di fronte ai clienti del multisala».

Per l’azienda, nel rispetto del diritto di replica, risponde al nostro taccuino il vice-direttore Manuel Perondi con un lapidario «no comment».

A sostenere la protesta c’era anche il sindacato Asia Usb con Giovanni Ceraolo, al fianco dei D’Oriano nella questione della casa poi comprata all’asta da un anonimo benefattore per restituirla ad Alessandro in comodato d’uso gratuito (anche se per ora non ci sono i documenti firmati): «Secondo i dati forniti dall’assessora Francesca Martini – tiene a sottolineare – a Livorno ci sono 26 mila disoccupati, vorremmo stare accanto a tutti ma abbiamo scelto questo come caso esemplare», spiega il sindacalista. «Non è la prima volta che veniamo di fonte a questo cinema per difendere i lavoratori, e temo che non sarà l’ultima».

Matteo Scardigli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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